venerdì 1 settembre 2017

ULTIM'ORA CLAMOROSA! ex assessore Chisso condannato a pagare 5 MILIONI DI EURO per danno di immagine e disservizio

Ha sempre detto di non avere intascato tangenti. Di non essersi arricchito con la politica. Di possedere soltanto alcune migliaia di euro in banca. Adesso per l’ex assessore ai lavori pubblici della Regione Veneto, Renato Chisso, è arrivata una condanna severissima da parte della Corte dei Conti. Dovrà risarcire alla Regione 5 milioni 376mila euro, di cui 4 milioni 820 mila euro per danno all’immagine e 556mila euro per danno da disservizio per il coinvolgimento nell’inchiesta Mose. Una stangata, a cui probabilmente non riuscirà a far fronte, inferiore di poco meno di 400mila euro a quella che a febbraio ha colpito l’ex presidente della giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan, anche lui di Forza Italia.

mercoledì 30 agosto 2017

STREPITOSO GESTO DI VIRGINIA RAGGI NEI CONFRONTI DEI CITTADINI ROMANI! MOMENTI DI LACRIME E GIOIE NEI VOLTI DI TUTTI, ASSOLUTAMENTE DA DIFFONDERE

Lettera di Virginia Raggi ai romani affidata al quotidiano Il Messaggero:
"Gentile direttore, la ringrazio dell’ospitalità per questa lettera che dalle pagine del vostro quotidiano voglio idealmente inviare a tutti i romani. Vi scrivo a un anno dall’inizio del mandato per rafforzare quel filo diretto che è la base da cui siamo partiti per cambiare in meglio la nostra città. Un anno fa abbiamo iniziato un cammino insieme che sapevamo sarebbe stato pieno di ostacoli e difficoltà ma anche ricco di opportunità di crescita e cambiamento. È una sfida complessa che vinceremo. 
Ci stiamo mettendo alle spalle Mafia Capitale e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna, soprattutto più vicina ai suoi abitanti. Siamo all’inizio di una sfida lunga cinque anni. Inutile elencare i problemi che abbiamo ereditato perché sono gli stessi che tutti i cittadini verificano con mano da anni: un sistema dei trasporti che, passo dopo passo, stiamo provando a liberare dai debiti per renderlo efficiente; una gestione dei rifiuti che, con il Piano Materiali Post Consumo, abbiamo cominciato a cambiare; il decoro cittadino. Li conoscevamo e li stiamo affrontando con un’azione di programmazione di medio e lungo periodo.
Quest’anno abbiamo posto le basi per questa rivoluzione. E si vedono i primi segnali di un cambio di rotta, nonostante le resistenze di chi si oppone al cambiamento e di coloro che, dopo essere stati causa di molti dei problemi degli ultimi 20 anni, propongono di rimanere immobili. Abbiamo messo in strada quasi 200 mezzi di trasporto pubblico in più rispetto ai 950 che abbiamo trovato, arrivando a superate quota 1100. È solo l’inizio. Così come abbiamo dotato di telecamere per la sicurezza circa 500 autobus. In autunno si uniranno finalmente le linea A e C della metropolitana presso la stazione San Giovanni. Sono segnali importanti per la città.
Abbiamo dotato l’Ama di mezzi nuovi per la raccolta dei rifiuti, avviato il reperimento di personale per la manutenzione del verde pubblico, attivato nuove isole ecologiche e la raccolta porta a porta per le utenze non domestiche in alcuni municipi. Sono tante le iniziative, come il recupero delle spiagge di Ostia. Abbiamo migliorato il progetto dello stadio di Tor di Valle: meno cemento, più verde, messa in sicurezza del quartiere di Decima, potenziamento della linea ferroviaria Roma-Lido, unificazione della via del Mare con la via Ostiense fino al Gra. Un progetto che farà crescere l’occupazione e il Pil della città. Tutti devono unirsi lungo questo percorso di rilancio della città, mettendo da parte barriere ideologiche e pregiudizi. Noi lo stiamo facendo, allargando il progetto “Fabbrica Roma” a sindacati, imprenditori, mondo della ricerca, università, alle altre Istituzioni e tutta la società civile.
Ci sono risultati che passano in sordina ma costituiscono una rivoluzione rispetto al passato. Una foresta che cresce non fa rumore. Roma ha approvato per la prima volta, dopo decenni, il proprio bilancio preventivo a gennaio: prima di tutte le altre grandi città italiane e molto prima rispetto alle amministrazioni precedenti. Ne vado fiera perché, oltre a determinare un premio in termini di fondi governativi per la città, Roma torna così a programmare e fare bandi di gara. Dovrebbe essere la normalità; per la nostra città rappresenta il ripristino della legalità. Grazie alla programmazione non si danno lavori in affidamento diretto con il pretesto dell’emergenza, quelli spesso finiti nelle inchieste sulla corruzione. Non si ruba più, non era scontato. È finito il tempo delle commesse agli amici degli amici. E gli effetti positivi si vedono già. Per la manutenzione delle strade è stato necessario attendere l’esito delle gare ma finalmente i lavori sono realizzati a regola d’arte perché c’è un contratto da rispettare. Ci hanno lasciato le strade con le buche, noi le ripariamo facendo gare regolari. E c’è un piano pluriennale per la manutenzione, cosa che prima non veniva fatta.
C’è chi dice che l’onestà non basta. Invece paga, perché si traduce in risparmi per le casse del Comune e servizi migliori per tutti. L’onestà è la base dalla quale partire. Gli ostacoli e le sorprese non mancano. Cito, su tutti, i numerosi atti di vandalismo ai danni dei mezzi del Servizio Giardini proprio nel momento in cui è impegnato nella cura di parchi e verde attrezzato. Guarda caso uno dei settori su cui Mafia Capitale aveva puntato le sue mire. Stiamo cambiando una mentalità radicatasi nel tempo. È un lavoro poco appariscente ma necessario. La spesa annua per gli incarichi esterni della nostra Giunta è circa un quarto rispetto ai 12 milioni di euro del 2012 e quasi la metà rispetto ai 5,6 milioni del 2014.
Abbiamo trovato una città ferma, una macchina amministrativa stremata dalle tristi vicende giudiziarie, tanta rassegnazione. Tuttavia, allo stesso tempo, posso affermare con altrettanta certezza che questa amministrazione dà ogni giorno il massimo per portare nuove energie. E abbiamo trovato anche molte persone che aspettavano un’opportunità di riscatto, pronte ad impegnarsi. Tutti i giorni al termine del lavoro quotidiano faccio un breve bilancio. Ci domandiamo se abbiamo fatto tutto il possibile: certamente, non abbiamo lasciato nulla di intentato. Non c’è dubbio che la strada da fare sia lunga e in salita. Ci sono stati ostacoli imprevisti e ce ne saranno. Ma allo stesso tempo non c’è dubbio che abbiamo messo la parola fine ad un sistema corrotto che per anni ha “mangiato” i soldi delle nostre tasse per avvantaggiare pochi e ha fornito servizi sempre più scadenti e non all’altezza di una grande capitale. Un sistema che non vuole il cambiamento.
Le potenzialità di Roma sono sotto i nostri occhi, in particolare quando visitiamo altri Paesi: una città pulita, decorosa, che funzioni e accolga bene, moderna è possibile. È reale. E quella possibilità di riscatto dobbiamo darla a Roma perché la merita. I nostri figli la meritano. Abbiamo negli occhi un futuro che a poche migliaia di chilometri da qui è già presente. Nei nostri cuori la speranza e nelle nostre mani la possibilità di costruirlo. È un cammino che dobbiamo fare insieme. Ringrazio già da ora tutti i romani di ogni provenienza, passione politica. Io e la mia squadra, assessori e consiglieri, continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è un onore."


LA BOLDRINI CHE COMBINA UN'ALTRA DELLE SUE! NON FANNO SAPERE MAI NIENTE A NESSUNO QUANDO SI TRATTA DI QUESTE COSE! LEGGETE E INFORMATE TUTTI!

Fatta la legge trovato l’inganno.
La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato il disegno di legge che modifica le norme sui vitalizi parlamentari e applicherebbe il sistema contributivo sia ai vitalizi futuri sia a quelli già esistenti.
I media hanno dato grande spazio alla notizia, perché il testo ricalca la proposta di Richetti del Pd, ma hanno dimenticato un particolare importante: la reversibilità aumenta di un quinto se i beneficiari non hanno altri redditi, come spiega Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano:
“Dall’Inps assicurano che in Italia non c’è categoria che goda di una norma tanto favorevole da aumentare di colpo la pensione di reversibilità del 20%. Non i 21 milioni di dipendenti pubblici e privati cui ogni anno eroga le pensioni, che al massimo possono contare sulle rivalutazioni Istat dello zero virgola o di vedersi alzare l’importo, se inferiore, ai 501 euro di pensione sociale. Il problema comune a tutti gli italiani non riguarderà invece mogli e figli di 2.470 ex onorevoli e 1.650 ex consigli regionali che al momento di incassare la reversibilità potranno contare su un assegno aumentato automaticamente di un quinto. A prescindere dall’importo. Ed ecco rispuntare il privilegio, per di più nella legge nata per abolire il più avversato di tutti: il ricco vitalizio che a ancora oggi consente agli ex parlamentari di incassare anche 5-6mila euro al mese a fronte di qualche legislatura in Parlamento”.
All’ultimo è infatti passato n emendamento a firma di Daniela Gasparini, deputata Pd:
“La pillola, contro la quale già si annunciano ricorsi (per i famosi “diritti acquisiti”), è un po’ meno amara del previsto: all’ultimo passa un emendamento che accorda un beneficio ben poco perequativo nella corsa a omologare il trattamento degli ex onorevoli e consiglieri a quello dei lavoratori dipendenti. Riguarda la “Rideterminazione degli assegni vitalizi” (art.13), lo firma la deputata Pd Daniela Gasparini e recita così: “In assenza di altri redditi di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per i soli trattamenti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, la misura della pensione di cui all’articolo 11 è aumentata del 20 per cento”.
In soldoni significa che in caso il congiunto beneficiario della reversibilità non abbia “redditi da lavoro dipendente/autonomo e d’impresa, rendite fondiarie e redditi da capitale” percepirà il 60% dell’importo come gli altri italiani, ma aumentato di un quinto. Automaticamente, senza soglia massima ne criteri patrimoniali. E pace se in quelle stesse famiglie, a differenza di altre, per anni si è materializzato uno stipendio parlamentare da 10mila euro al mese”.


IL PD NON NE VUOL SENTIR PROPRIO PARLARE DI COSE FATTE PER COME SI DEVE! CORROTTI! DOBBIAMO DIFFONDERE QUESTO VIDEO OVUNQUE

Destra e Sinistra si sono sempre dati da fare per contrastare le indagini e i processi sulla corruzione.

Le parole di Piercamillo Davigo poco fa al convegno M5S "Questioni e visioni di giustizia"
Ha poi anche aggiunto : 
“Ho dato dimostrazione nella vita che non sono interessato alla politica. Mi occupo di politici quando rubano. Ritengo che i magistrati non siano capaci di farla. Ministro della Giustizia? Non lo farò“. Così, a margine di un convegno organizzato dal M5s alla Camera, l’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo ha escluso una sua candidatura, dopo i retroscena che lo indicavano tra i possibili candidati alle primarie online del M5s o ipotizzavano un suo ruolo come possibile Guardasigilli nell’eventuale squadra di governo pentastellata. “Ministro della Giustizia? A parte che non lo farò, non capisco perché tutti lo vogliono fare visto che non dovrebbe contare niente perché è ministro senza portafoglio e che non dovrebbe spostare o nominare nessuno”, ha affermato il magistrato. La platea era però in disaccordo con Davigo quando, alla domanda della giornalista Liana Milella se intendesse impegnarsi in prima persona in politica, Davigo ha escluso questa possibilità. Con tanto di standing ovation durante il suo intervento.




venerdì 25 agosto 2017

CLAMOROSO! SBARCHI IN ITALIA E ACCORDI SEGRETI.. RENZI, SPUTA IL ROSPO ADESSO!

Che ci fa una nave irlandese nel Mar Mediterraneo? La BBC riporta la notizia che - lo scorso 31 luglio - una nave della Marina irlandese ha messo in salvo 109 migranti che si trovavano in una barca alla deriva. Questi migranti sono stati successivamente consegnati alla Guardia costiera italiana. Non è la prima volta che accade. Leggendo l'Irish Times si scoprono i dettagli di questa operazione di salvataggio: nel 2015 il governo irlandese e quello italiano hanno firmato un accordo - definito Pontus - che prevede una rotazione di sei navi irlandesi nel Mar Mediterraneo che si danno il cambio ogni tre mesi. In virtù di questo accordo la Marina irlandese traghetta nelle coste italiane tutti i migranti che soccorre: in due anni ben 15.000. Chi ha sottoscritto questo accordo? Matteo Renzi! Nel maggio 2015 il suo governo era in carica ma questo accordo non viene comunicato né dalla stampa né dal governo stesso. Perché? Cosa si vuole nascondere?
Un copione già visto con l'operazione Triton il cui piano operativo, sottoscritto sempre dal governo Renzi, prevede che tutti i migranti salvati dalle navi presenti nel Mar Mediterraneo debbano sbarcare in Italia. Questa è la politica del Pd sull'immigrazione: accordi europei per traghettare in Italia tutti i migranti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un aumento vertiginoso dei costi per l'accoglienza e un numero record nel 2016 di migranti sbarcati, ben 181.436.
È giusto che le navi dei Paesi europei soccorrano e salvino le vite in mare. Il principio del soccorso non deve essere indebolito, anzi! Ringraziamo i partner europei per queste attività di ricerca e soccorso. È ingiusto, invece, che tutti questi migranti debbano essere trasportati sempre e solo in Italia. Da quando Triton è entrato in vigore - il 1 novembre 2014 - sono sbarcati nel nostro Paese ben 413.000 migranti. Una volta identificati questi migranti non possono lasciare il nostro Paese a causa del Regolamento di Dublino. Sono intrappolati.
Nel periodo in cui Renzi ha governato gli sbarchi nel nostro Paese sono triplicati. È arrivato il momento di dire la verità agli italiani. Cosa contiene l'accordo siglato da Renzi con il governo irlandese? Esistono accordi simili con altri Paesi europei? Perché si è deciso di aprire tutti i porti italiani alle navi di tutti i migranti? Renzi sputa il rospo. Oltre all'accordo Pontus e a quello Triton, quanti altri accordi scellerati hai firmato?
La nostra proposta è semplice: se i migranti vengono salvati da una nave che porta la bandiera di un altro Stato membro, allora la domanda di asilo deve essere presentata in quello Stato. L'Italia non può sobbarcarsi la gestione di centinaia di migliaia di richieste di asilo che nella maggior parte dei casi non riguardano il nostro Paese ma sono dirette ad altri Paesi europei. E invece, i dati della Commissione europea dicono che finora l'Irlanda non ha accolto nessun migrante arrivato in Italia. I ricollocamenti dall'Italia all'Irlanda sono zero. Questo è egoismo, altro che solidarietà europea sancita dai Trattati!
DA MINNITI SOLO CHIACCHIERE
Il Ministro dell'Interno Minniti aveva promesso di rinegoziare gli accordi di Triton, di fatto ammettendo che avevamo ragione e che era stato sbagliato siglarlo, ma una portavoce della Commissione europea informa che l'Italia non ha avanzato ancora nessuna richiesta in tal senso e che se l'Italia dovesse farla l'agenzia Frontex la valuterà. Insomma, Minniti perde tempo. E i numeri lo confermano: nonostante un leggero calo a luglio, i migranti sbarcati fino a oggi sono 98.000, il 5,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2016, l'anno degli sbarchi record. Minniti fa finta di rimediare ai pasticci del precedente governo, ma di fatto non cambia nulla. Il disastro continua!

lunedì 21 agosto 2017

QUANDO CRAXI VUOTO' IL SACCO SU NAPOLITANO!


QUANDO CRAXI VUOTO' IL SACCO SU NAPOLITANO!




NOTIZIA BOMBA! E' stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

E' di 40 arresti e numerose perquisizioni il bilancio dell'operazione anti 'ndrangheta della Polizia e della Dia che si è svolta in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte e in altre Regioni del nord Italia. Le misure, fa sapere in una nota la procura del Tribunale di Reggio Calabria-Direzione Distrettuale Antimafia, colpiscono "appartenenti ed affiliati alla 'ndrangheta delle cosche reggineRaso - Gullace - Albanese e Parrello - Gagliostro, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società".

E' stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

Tra gli indagati il deputato Giuseppe Galati, oggi esponente di Ala. Al parlamentare Galati "viene contestata una vicenda relativa a un terreno per agevolare la composizione di alcune tematiche che riguardavano la sospensione dei lavori in un’area vincolata di Roma", fa sapere la procura di Reggio Calabria. La stessa procura aveva avanzato una richiesta di misura cautelare ma il gip ha ritenuto che il quadro indiziario rappresentato non fosse grave, in particolare non era univoco il comportamento posto in essere né l’effettiva accettazione della promessa.

La Dda ha inoltre avanzato una richiesta di arresto per il senatore Antonio Caridi già indagato nell'inchiesta Mamma Santissima, eseguita dai carabinieri del Ros venerdì scorso. Il gip di Reggio Calabria ha tuttavia rigettato la richiesta perché ha sostenuto che l’accusa, sebbene riferibile a una cosca di ‘ndrangheta diversa, riguardasse la stessa contestazione per la quale è già stata ammessa nell’operazione Mamma Santissima. Sulla questione pende ancora la decisione della giunta per le autorizzazioni del Senato.

Nel corso delle indagini, spiega una nota della Dia, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sono stati accertati stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo Valico”.

Sono emersi, continua la nota, contatti con politici locali, regionali e nazionali, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Provinciale Tributaria di Reggio Calabria, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio. E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in alcuni milioni di euro.