mercoledì 30 novembre 2016

Giorgio Sorial M5S ospite a L'Aria che tira 29:11:2016

Alessandro Di Battista a Matrix #IODICONO (INTEGRALE)


Luigi Di Maio a Radio RTL (INTEGRALE) #IoDicoNo FANTASTICO! GUARDA IL VIDEO!

Marco Travaglio a DiMartedì «SONO VENDITORI DI TAPPETI QUESTI QUA, ESATTAMENTE COME FACEVANO CON L'ITALICUM, CI HANNO DETTO CHE ERA LA LEGGE PIÙ BELLA DEL MONDO E ADESSO MAI USATA LA VOGLIONO GIÀ CAMBIARE. MA COME CI SI FA A FIDARE DI GENTE COSÌ !»


+++ MASSIMA CONDIVISIONE STA TENTANDO DI FREGARCI++++
RENZI E' ALLA FRUTTA E ORA MENTE SU TUTTO!!
SE NE ESCE CHE POTREMO ELEGGERE IL SENATO, QUANDO NELLA RIFORMA COSTITUZIONALE C'è SCRITTO CHIARAMENTE CHE SARANNO I PARTITI A NOMINARE I SENATORI NEI CONSIGLI REGIONALI!!!

MARCO TRAVAGLIO SMONTA IL "Sì" DI RENZI IN MENO DI UN MINUTO! VIDEO ASSOLUTAMENTE DA CONDIVIDERE!


GUARDATE  E ASCOLTATE MARCO TRAVAGLIO UNO DEI GIORNALISTI
PIU' BRAVI AL MONDO SMONTA RENZI IN DIRETTA
GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!

Venerdì 2 dicembre in piazza San Carlo a Torino alle 17 con Beppe Grillo, tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle e gli attivisti ci vedremo per chiudere la campagna referendaria.





 È un momento importantissimo, ci saranno tanti artisti come Cristiano De André e tanti altri che vorranno testimoniare il loro NO a questa riforma che ci toglie un diritto, quello di votare il Senato, e gli da un altro privilegio: l'immunità parlamentare. 
Per salvare la poltrona ad una classe politica che sta morendo, faranno piombare il paese nel caos, e per questo dobbiamo bloccarla con un NO. Ci vediamo tutti a Torino, vi aspetto, ci sarò anch'io.

MENTE SU TUTTO E ALLORA PERCHÉ DOBBIAMO VOTARE SÌ?




Era il 23 maggio del 2014 e Renzi prometteva di eliminare le accise sulla benzina entro l'anno. Le ha tolte? NO! La somma delle accise sui carburanti supera i 40 centesimi al litro.

martedì 29 novembre 2016

+++ULTIM'ORA+++ VERGOGNA ASSOLUTA SUI GIORNALI OGGI! NESSUNO HA SCRITTO NIENTE DI IERI A FIRENZE!! DIFFONDETE

di MoVimento 5 Stelle
Oggi per i lettori di Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera il Restitution Day di ieri a Firenze non è mai esistito, 81 milioni di tagli e rinunce vere mai esistite. Ne sentiranno parlare invece i lettori dei giornali giapponesi, coreani, olandesi e austriaci che hanno seguito la giornata di ieri con curiosità e sono rimasti colpiti dal nostro atto morale: la restituzione di soldi pubblici da parte di politici italiani alla collettività. Non ci stupiamo della censura dei giornali italiani perchè è coerente con la loro storia così come restituire lo è con la nostra. Non comprate i giornali, è lo spreco più immorale e anacronistico che possiate fare di questi tempi. Informatevi in Rete, o in Giappone!
FONTE :  BEPPEGRILLO.IT

lunedì 28 novembre 2016

NOTIZIA BOMBA POVIA VOTA NO!!! IL Cantante ha invitato i suoi fan a votare no al referendum costituzionale pubblicando un post con una foto di Mussolini

Quando si tocca la costituzione, tutti i politici (incapaci e non) dovrebbero stare fuori e non intromettersi nella consulta. De Gasperi non lo avrebbe mai fatto. La soluzione non è togliere i diritti ai cittadini facendogli credere che si cambierà.. ma uscire dall'euro". Con questa frase il cantante Povia invita i suoi fan di Facebook a votare no al referendum costituzionale e pubblicizza il suo tour in giro per l'Italia.
Immediatamente sotto compare una foto di Benito Mussolini con la frase:"Guardate che se vince il sì e si va alle elezioni con l'Italicum, comanderà un solo partito per cinque anni indisturbato facendo leggi veloci nel modo in cui vorrà senza opposizione! L'ultimo governo simile fu il mio. Lo sapevate?" Ma quel che desta ancora più scalpore è un altro messaggio lasciato da Povia. "Noto molti commenti a favore del Duce pre-alleanza e molti contro. In ogni caso Mussolini era una statista, Renzi è un politicante che esegue gli ordini dell'UE, di JpMorgan, di Bruxelles e Francoforte", scrive il cantante. Qualcuno dei suoi fan lo sostiene nella critica e scrive: "Verissimo, è per questo che tentano di confonderci in tutti i sensi. Io voto no", ma altri, invece, criticano così le sue parole: "Mussolini uno statista? Churchill era uno statista, tanto per far capire la differenza. La Storia lasciatela a noi storici, che certe affermazioni sono imbarazzanti. L'Università della vita partorisce dei minorati, vedo".
Ad un altro utente che lo criticava, il cantante ha precisato: "Le sinistre fanno leva sull'attaccare tutti quelli che non la pensano come loro, dandogli dei fascisti, nazisti e altri termini da bimbiminkia nel 2016. Il post attacca la sinistra che sta riformando il paese portandolo esattamente ad una dittatura. Che me ne frega di Mussolini".
Fonte : IL GIORNALE

ULTIM'ORA SONDAGGI REFERENDUM IL NO SEMPRE AVANTI RENZI VERSO L'ADDIO.

Sondaggi referendum costituzionale 4 dicembre 2016: tutte le ultime notizie sui sondaggi e i probabili risultati della consultazione referendaria ad oggi 29 novembre.
Al via la settimana decisiva per il voto sul referendum costituzionale.
Domenica 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a rispondere ai quesiti proposti nel referendum.
Ormai l’argomento è chiaro a tutti . Negli ultimi mesi, infatti, tutti i quotidiani, i tg e i programmi di approfondimento hanno spiegato con dovizia di dettagli cosa comporterà la vittoria del No o del Si.
Dai sondaggi referendum emerge che il fronte del No è avanti di 5/10 punti. Ma come ben sappiamo i sondaggi sono a volte fuorvianti. Ci sono stati casi in cui sono stati smentiti poi dal voto reale. Quel che accade nel segreto della cabina elettorale è sempre un’incognita.
Quel che è certo è che ad oggi sarà determinante il voto degli indecisi che rappresentano quasi il 15% dell’elettorato. Per questo motivo nelle ultime settimane si è intensificata la campagna elettorale.
Il premier Renzi sta battendo l’Italia dal Nord a Sud per spiegare cosa significa votare Si. Il cambiamento rispetto all’attuale sistema è il nodo cruciale della battaglia tra i partiti.
I promotori del No vogliono mantenere l’attuale assetto fiduciosi che un nuovo governo elabori una riforma a loro più gradita. Il fronte del Si, invece, ritiene che il cambiamento sia comunque preferibile.
La campagna elettorale con gli ultimi provvedimenti varati dal governo sta dando i suoi frutti. Dagli ultimi sondaggi referendum clandestini emerge che il gap tra No e Si si sta accorciando.
Fonte : https://www.google.it/amp/www.controcampus.it/2016/11/sondaggi-referendum-costituzionale-4-dicembre-2016-chi-vince-no-o-si/amp/?client=ms-android-h3g-it

+++ ULTIM'ORA RENZI TREMA +++ Sì o No che sia, è tutto pronto Ecco il grande risiko del voto

Renzi al centro dei giochi: se trionfa elezioni subito, se perde si va al proporzionale, come vuole Berlusconi
«Dilegua, o notte! Tramontate, Cinque stelle! All'alba vincerò! Vincerò! Vincerò!». Alba del 5 dicembre, lunedì prossimo. Un'Italia algida e disincantata, forse persino sanguinaria come la Turandot pucciniana, avrà deciso a chi concedere il cuore. Con il metodo folle dell'indovinello, un referendum plebiscitario: un Sì o un No a una riforma sbilenca che si tradurrà, per somma megalomania, nel Sì o un No alla persona, al suo potere, alla «cricca» dei favoriti. C'è da aver paura, ma non dei mercati finanziari.
Che cosa accadrà davvero? Come distinguere il vero dal falso, nella martellante propaganda renziana? Importante tener conto dello scenario: ci sono da chiudere ancora la legge di Stabilità, nonché la partita delle ricapitalizzazioni bancarie (Mps e Unicredit, 18 miliardi di euro in ballo). Un vuoto di potere non agevolerebbe. Come dar credito, allora, alle voci messe in giro da Matteo Renzi su un suo disimpegno in caso di tonfo? Il premier vuole e vorrà tenere in mano il boccino: questo è il secondo punto fermo. Sarà comunque la misura del risultato, il bilancino con il quale verrà misurato, al Quirinale, l'entità del «cambio di verso». Con un'avvertenza: formalmente toccherà al presidente Sergio Mattarella prendersi la responsabilità ultima delle decisioni, però la volontà del vincente (o perdente) Renzi sarà determinante. Anche perché non sembra facile potersi attendere dall'attuale inquilino del Colle quel decisionismo spinto che farà, anche nel dopo-voto, di Giorgio Napolitano ancora un king-maker di peso. A favore o contro Renzi, si vedrà in base al risultato.
Una vittoria larga del Sì chiuderebbe molti giochi. La cavalcata vincente di Beppe Grillo sarebbe azzoppata, quasi certamente senza possibilità di rivincita. Per certi versi, è lo scenario meno gradito a Bruxelles, dove si dubita delle doti di moderazione dell'ex sindaco fiorentino. Con la protervia di un successo, di una scommessa personale vinta a dispetto delle difficoltà incontrate invece da ogni governante in ogni Paese, Renzi sarebbe invogliato ad alzare ancor di più la voce. Probabilmente anticiperebbe le elezioni a primavera, forse a marzo, per dare immediato seguito alle architetture tracciate dalla sua riforma. Un ritocchino (forse) all'Italicus e via: un'autostrada che lascerebbe a terra oppositori interni ed esterni per anni.
Non a caso il premier ha già fatto trapelare, assieme ai messaggi basati sulla paura del dopo, che il suo sarà un «gioco rapido». Sulla velocità batte tutti, e sarà questa la ciambella di salvataggio anche in caso di naufragio. Le anticipazioni allarmistiche hanno un senso: «Non galleggerò, niente governicchi, no al governo tecnico». Quest'ultima eventualità sarebbe concretamente prefigurabile solo davanti a un assalto delle speculazioni finanziarie. Il nome fatto circolare dai renziani è quello di Pier Carlo Padoan, anche qui non casualmente (fa capire che il problema incide sulle tasche). Renzi resterebbe leader del Pd, continuerebbe a dare le carte. In alternativa, c'è Carlo Calenda in in virtù della sua obbedienza cieca al Capo e delle relazioni Ue. Ma la situazione, con un Renzi repentinamente dimissionario e l'apertura di consultazioni con le forze politiche, potrebbe anche complicarsi. A quel punto, il premier potrebbe spingere per una soluzione intermedia e comoda, gestita a palazzo Chigi dal presidente del Senato, Piero Grasso. Se il No trionfasse, però, il peso delle opposizioni lieviterebbe. Il leghista Matteo Salvini e Beppe Grillo spingerebbero per elezioni anticipate: i necessari ritocchi alla legge elettorale li farebbe un governo transeunte (Grasso). Più sonora la sconfitta, meno Renzi conterebbe. Per questo, sia nel Pd che andrebbe alla conta interna sia per il governo, due leader in pectore (ma assai guardinghi e prudenti) già scalpitano per raccogliere le spoglie di un Matteo abbattuto: Dario Franceschini ci lavora da tempo, Andrea Orlando è l'astro nascente che consentirebbe soprattutto al Pd di gestire una situazione a dir poco drammatica.
La realtà, però, sa essere anche più semplice. La vittoria del Sì o del No sarà di poco, e poco alla fine cambierà. È la puntata vincente di Silvio Berlusconi che si propone come padre di una nuova legge elettorale in senso proporzionale. Con il No vittorioso, sarebbe il ritorno al sistema che ha saputo rispondere meglio alla struttura della Costituzione vigente. Con il premier Renzi «azzoppato», ricondotto a più miti consigli, serenamente si attenderebbe la scadenza naturale della legislatura. Allo stesso modo, un lieve prevalere del Sì non cambierebbe il quadro. Sarebbe da temere piuttosto la solita irruenza dell'ex rottamatore. Renzi vorrebbe far passare la striminzita vittoria per trionfo, e aprire i regolamenti di conti in sospeso specie nel Pd (già annunciato un congresso in primavera), destinato in quel caso a scindersi per assumere le vesti di «partito del Capo». Le elezioni (non da escludere l'anticipo) ne sancirebbero peso e portata. La Turandot-Italia potrebbe liberarsi, allora, del principe ignoto. Ma domenica, se vuole, può già tagliargli le gambe.
Fonte :  http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/28/si-o-no-che-sia-e-tutto-pronto-ecco-il-grande-risiko-del-voto/1336421/

NOTIZIA BOMBA RENZI BLEFFA: HA messo più tasse lui del governo Monti

L'ultima battuta di caccia al voto di Renzi si gioca al di fuori dalla riserva elettorale del centrosinistra. Il premier sa bene che il mondo Pd è quanto meno spaccato e si aggrappa a parole d'ordine care al popolo del centrodestra.
Tasse. Il pressing sulla diminuzione della pressione fiscale era stato al centro dell'intervento del presidente del Consiglio in settimana al videoforum della Stampa: «L'Economist dice che è meglio che vinca il No perché arriva un governo tecnocratico? L'ultimo è quello di Mario Monti che ha alzato le tasse». In un solo colpo Renzi così ha rispolverato il tema del presunto taglio delle tasse, agitato lo spauracchio di un «ritorno dei Monti» e rifilato un siluro all'ex premier reo di essersi schierato per il No. Il professore però gli risponde citando un dato scomodo: «È vero che in una fase di emergenza ho aumentato le tasse, l'Istat ha detto che Renzi le ha aumentate di più», ha detto intervistato su Sky da Maria Latella. Affermazione che trova riscontro nei numeri dell'Istituto di statistica. Andrea Del Monaco, analista esperto di fondi europei, ha rielaborato i dati rilevando che «con Monti nel 2013 il prelievo fiscale è stato di 700 miliardi, con Renzi nel 2015 di 712 miliardi: quindi da Monti a Renzi 12 miliardi di tasse e imposte in più». Il confronto, sostiene Del Monaco, è ancora più impietoso se confrontato all'ultimo governo di centrodestra: «Il prelievo fiscale sale dai 681 miliardi di Berlusconi nel 2011 ai 712 miliardi di Renzi nel 2015: 31 miliardi di tasse e imposte in più». Secondo Del Monaco, nonostante le sparate anti-europee di Renzi, l'Italia ha continuato con il Rottamatore ad applicare le direttive di Bruxelles sottoscritto dall'Italia con il Fiscal compact e gli altri accordi europei che reggono le fondamenta della politica dell'austerity.
Cambiamento. Ospite ieri di Barbara D'Urso a Domenica Live, Renzi ha insistito su un altro dei temi forti della propaganda per il Sì che suona sicuramente meglio alle orecchie dell'elettore di centrodestra, piuttosto che a quello di centrosinistra, sensibile soprattutto al gioco conservativo, allo sbarramento in difesa della Costituzione. «Se vince il No - ha sostenuto - questo Paese ha la stessa Costituzione di oggi cioè non funziona». E ancora: «Mi ha colpito molto una dichiarazione di Berlusconi dell'8 giugno 2006, quando disse che se gli italiani avessero votato No alla sua riforma non sarebbe cambiato nulla per anni. Me lo ricordo quel giorno perché è nata mia figlia Ester, che adesso ha dieci anni. Se ora il vince il no quando vedremo la prossima riforma, quando mia figlia avrà 20 anni?». Già, peccato che allora a votare No fosse proprio il Pd
Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/28/il-vero-bluff-di-renzi-ha-messo-piu-tasse-lui-del-governo-monti/1336419/

ULTIM'ORA Referendum, Landini vs Financial times: “Fallimento 8 banche? Forzature, gli italiani non accettano ricatti”

Mi sembrano forzature: gli italiani sono gente intelligente e seria, ragionano con la loro testa e non accettano ricatti di questa natura”. Maurizio Landini, segretario della Fiom Cgil, commenta così l’articolo del Financial times che parla di possibili difficoltà di otto banche italiane in caso di vittoria del No al referendum. “Semplicemente gli italiani diranno che questa riforma è sbagliata e che ne va fatta una migliore. Per cambiare il Paese bisogna applicarla la Costituzione”. Landini ha preso parte all’Attivo dei quadri e dei delegati della Camera del lavoro di Bologna. All’incontro era presente anche la segretaria Cgil Susana Camusso. “Sono quelle cose che la gente normale non capisce cosa vogliono dire – ha aggiunto Landini – In nome dell’emergenza ci hanno cancellato le pensioni, ci hanno tolto l’articolo 18, e poi come siamo messi? Vuol dire che sono leggi sbagliate, quindi l’emergenza vera adesso è un’altra”
Fonte :

domenica 27 novembre 2016

+++ ULTIM'ORA CLAMOROSA +++ RENZI MINACCIA GLI ITALIANI ASCOLTATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE!

Matteo Renzi si improvvisa cantante per il Sì al referendum a Radio rock (guarda il video). L'inviato Dejan ha raggiunto il premier a margine dell'iniziativa 'Basta un Sì' al centro congressi La Nuvola di Roma, invitandolo a rivisitare il classico Si può dare di più. Il premier, che in più occasioni ha promesso all'emittente romana di partecipare alla sfida musicale, ha improvvisato il celebre brano del trio Morandi, Ruggeri e Tozzi aggiungendovi liriche riarrangiate per l'occasione.
Si è conclusa con la performance di Renzi, a una settimana dal voto del 4 dicembre, la kermesse politico-canora per il referendum sulle riforme costituzionali di Radio Rock. Prima del premier si sono susseguiti ai microfoni dell'emittente romana Roberto Fico, Luigi Di Maio, Giuliano Poletti, Graziano Delrio, Paola Taverna, Dario Nardella e Luigi De Magistris. "Risalendo vedrai quanti cadono giù e per loro tu puoi votare sì", ha cantato il premier. "Se la tua corsa finisse qui - ha, poi, concluso - forse sarebbe meglio votare sì".
Fonte : IL GIORNALE

venerdì 25 novembre 2016

+++ QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO MILIONI DI PERSONE++ CONDIVIDIAMO: LE RAGIONI DEL SI e del governo SMONTATE UNA PER UNA IN 3 MINUTI.





Ascoltate Luigi di Maio, condividere sulle vostre bacheche
CONDIVIDI

giovedì 24 novembre 2016

REFERENDUM ; IL PD USA IMPROPRIAMENTE I PATRONATI PER CAMPAGNA ELETTORALE!

 "Alcune delle iniziative che si stanno eseguendo per appoggiare il fronte del Si al referendum del 4 dicembre, sono davvero vergognose. Oltre all'eventuale voto di scambio elettorale del Pd in Regione Campania, ora scopriamo dai giornali che anche in Sicilia, ed in particolare a Catania, alcuni esponenti del Pd sarebbero andati a fare campagna elettorale presso un ente di Patronato, circostanza piuttosto grave" lo afferma la portavoce M5S al Senato, Nunzia Catalfo.
"I Patronati, infatti, sono enti di diritto privato che vengono finanziati e rimborsati direttamente dal Ministero del Lavoro e che dovrebbero essere del tutto imparziali e non svolgere nel loro interno iniziative di natura politica. Si tratta di un fatto che secondo il M5S rischia di inquinare la neutralità che dovrebbe distinguere questi soggetti privati. Per tale motivo abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare in Senato, per chiedere che vengano eventualmente presi provvedimenti non solo per garantire la neutralità, ma per revocare l'accreditamento nei confronti di Istituti nei cui uffici vengono svolti eventi di natura politica".
"Il Pd è disperato e gioca sporco violando le principali regole che dovrebbero guidare i principi di una sana democrazia".

+++ E' IL MANDANTE DELLA COSTITUZIONE +++ NAPOLITANO DICHIARA DI VOTARE Sì, DOPO AVER PER 60 ANNI SFRUTTATO I CITTADINI


E ha guadagnato più di 10 milioni di euro
commenta & condividi #iodicoNO

mercoledì 23 novembre 2016

Vi chiedo uno sforzo. Non lo faccio mai, ma questo è troppo importante. Guardate questo video, fatelo vedere ai vostri amici, parenti, conoscenti. Condividetelo ovunque, mettetelo ad alto volume durante il pranzo con i suoceri e la mattina in ufficio. Tutti lo devono ascoltare perché questa è la più grande piaga del nostro paese. In questo video il presidente di una regione come la Campania, De Luca, parla chiaramente di voto di scambio, di clientele, di favori, di sindaci che devono impegnarsi a far votare i loro cittadini "sì" al referendum del 4 dicembre per ottenere finanziamenti da Stato e Regione. E pensate che questi finanziamenti poi arrivano veramente! Solo settimana scorsa con l’approvazione del decreto fiscale, Renzi ha stanziato 600 milioni di euro alla Regione Campania per il trasporto regionale, tra l’altro completamente disastrato. Vi prego aiutateci a salvare il nostro Paese da questa gente. Riprendiamoci la sovranità, riprendiamoci l’Italia. Il 4 dicembre con un sussulto d'orgoglio collettivo #IoDicoNO CONDIVIDI SE VUOI LE DIMISSIONI DI DE LUCA DA PRESIDENTE DELLA CAMPANIA GUARDATE I METODI MAFIOSI E CLIENTELARI PER OTTENERE DEI SI IO SONO SCHIFATO CONDIVIDETE LUN 22:49 MAR 22:27 MER 23:41 SU QUESTO SCANDALO NAZIONALE VI PREGHIAMO MASSIMA DIFFUSIONE ++ ORE 23. VI PREGHIAMO DI DIFFONDERE+++ VIDEO PIRATA DA COMMISSIONE BILANCIO++++ ULTIM'ORA LIVE DAL PARLAMENTO!! CAOS ALLA CAMERA ALLE 23 DI NOTTE!! PASSA LA NORMA PRO DE LUCA IN LEGGE DI STABILITA'. Renzi RICAMBIA QUEST'UOMO INDEGNO PER I VOTI CHE DE LUCA PORTA AL SI, nominandolo commissario straordinario alla sanità in regione!! CONDIVIDIAMO QUESTO SCANDALO!! GUARDATE COME SI VOTA IN PARLAMENTO, IN TOTALE CONTRASTO ALLE REGOLE DEMOCRATICHE!! LA DENUNCIA NEL VIDEO DI Sorial Girgis Giorgio




Il cosiddetto emendamento De Luca, apparovato alla Camera, cancella una norma che impediva che "coincidessero controllante e controllato". Consente ai presidenti di Regione di nominare se stessi commissari alla sanità . E' una legge criminale con cui si compra il SI . Favorisce corruzione, affarismo, voto di scambio e sperpero del denaro pubblico. Appare un regalo al presidente della Campania Vincenzo De Luca, premiandolo per il suo impegno nella campagna referendaria. Nei giorni passati il Fatto Quotidiano ha pubblicato la registrazione di un incontro a porte chiuse tra De Luca e i sindaci della Campania all'hotel Ramada di Napoli martedì 15 novembre. Nell'incontro, il governatore invita i sindaci a dedicarsi alla campagna per il Sì al referendum contattando imprese, ordini professionali, le aziende private del comparto sanitario. "Abbiamo cercato di spiegare a quelle due teste di sedano che hanno la funzione di commissari in questo momento che non siamo la Toscana", dice riferendosi al commissario alla sanità regionale Joseph Polimeni e al subcommissario Claudio D'Amario. "Qui la sanità privata - aggiunge - è il 25 per cento. Sono migliaia di persone. Credo sinceramente che in questo momento, per come ci siamo mossi in questi mesi, abbiamo il rispetto da parte dei titolari delle strutture private qualificate. E possiamo permetterci di chiedere a ognuno di loro, per ogni clinica e laboratorio, di fare una riunione con i loro dipendenti. Parliamo di migliaia di persone". Su questa vicenda è intervenuta la Commissione Antimafia chiedendo gli atti alla Procura della Repubblica

IL GOVERNO SI SPACCA!! Diciotto richieste di condanna, tra loro il senatore plurimputato! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!

Diciotto richieste di condanna, tra loro il senatore plurimputato Denis Verdini e l’uomo d’affari Flavio Carboni, ed una di assoluzione. E’ quanto chiesto dalla procura di Roma al processo sulla cosiddetta P3, presunto comitato d’affari segreto che puntava a influenzare e condizionare gli organi costituzionali. I pm Rodolfo Sabelli e Mario Palazzi hanno chiesto nove anni e sei mesi di reclusione per Carboni, otto anni e sei mesi per l’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi e l’imprenditore Arcangelo Martino, quattro anni per Verdini. I quattro sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e violazione della legge Anselmi sulle società segrete. Secondo l’accusa, Carboni, Martino e Lombardi sarebbero stati i promotori del sodalizio, mentre Verdini, all’epoca dei fatti coordinatore di Forza Italia, si sarebbe adoperato per il gruppo nella consapevolezza del legame tra Carboni, Martino e Lombardi.

Orrido! Semplicemente orrido! Non mi viene altro aggettivo per descrivere il clima creato da questa signora e dai suoi compari attorno alla cosa più preziosa che abbiamo, la Costituzione. Ma dico io: si può andare a votare in un clima di tensione del genere?



La Costituzione del 1948 è nata in un clima di unione. 
Questa nuova Costituzione sta nascendo in un clima opposto, di spaccatura e di odio reciproco. 
Gente perbene che urla e litiga convinta di essere nel giusto.
Se dovesse vincere il sì al referendum, il rischio che corriamo è che questo clima di esasperazione possa trasformarsi in violenza o peggio porre le basi per la nascita di forze di estrema destra. Come sta avvenendo in tutto il resto d'Europa.
Anche per evitare che ciò accada, diciamo No alla Costituzione Renzi, Boschi e Verdini.
Dateci anche voi una mano per vincere questa battaglia.
Grazie ..

martedì 22 novembre 2016

FAZIO CENSURA IL M5S: DI MAIO O DI BATTISTA PERICOLOSI, DICONO LA VERITÀ! GUARDATE COSA HA DETTO E DIFFONDETE SE SIETE INDIGNATI!

L'Agcom aveva chiesto un riequilibrio dopo la puntata con Renzi e gli autori di Che tempo che fa avevano chiesto la disponibilità a Grillo, Raggi o Appendino: "Una proposta irricevibile" secondo i Cinquestelle. "Di Maio e Di Battista non vanno bene perché sono troppo pericolosi, dicono la verità"Grillo o magari Raggi e Appendino. Non Di Maio o Di Battista. In mancanza di alternative, l’ospite scelto da Che tempo che fa per rappresentare il No sarà il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. La decisione del programma della domenica sera di Rai3 fa arrabbiare Beppe Grillo che sul suo blog definisce il conduttore Fabio Fazio un “militante Pd“. Il post è accompagnato dall’hashtag #FazioDimettiti. “Prima ha invitato Matteo Renzi – si legge sul blog – nell’orario di punta degli ascolti e poi ha ignorato completamente il M5S, principale forza d’opposizione e prima forza politica del Paese”. Secondo Grillo la trasmissione di Rai3 non ha voluto come ospiti alcuni parlamentari come il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio o il deputato Alessandro Di Battista perché “sono troppo pericolosi perché dicono la verità”. Se Fazio vuole continuare a fare il militante piddino – conclude il post – si dimetta e vada a lavorare per l’Unità, la tv pubblica è per giornalisti imparziali e onesti”. Quello di Che tempo che fa, aveva già detto nei giorni scorsi, il presidente della commissione Vigilanza Rai Roberto Fico (M5s) è stato un “aut aut” assurdo. E’ l’ennesima polemica politica su questioni di par condicio legate al referendum costituzionale. Ieri il Comitato per il No ha annunciato un esposto all’Agcom per via della presenza ritenuta eccessiva del governo nei telegiornali della Rai. In precedenza era stato il Comitato Basta un Sì a chiedere addirittura di conteggiare non solo gli interventi dei politici, ma anche dei giornalisti (soprattutto quelli del Fatto Quotidiano e in particolare su La7).
Tornando alla polemica contro Fabio Fazio, sul blog di Grillo il M5s insiste spiegando che “se non avessimo mandato un esposto all’Agcom tre giorni fa con il nostro presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, Fazio non avrebbe nemmeno invitato un esponente del no per rispettare la par condicio. Dopo il nostro esposto ha continuato ad ignorare il M5S e ha invitato l’avversario più comodo per il governo: Matteo Salvini“. Così, infatti, per i Cinquestelle il presidente del Consiglio avrà “gioco ancora più facile a identificare il no al referendum con la vecchia politica e gli estremisti, mentre al M5s non sarà data voce sul servizio pubblico. Per mettere le mani avanti, Fazio ha giocato ancora più sporco“. Secondo il racconto dei vertici del Movimento i responsabili della trasmissione hanno contattato i Cinquestelle “per imporci le loro condizioni: o viene uno tra Grillo, Casaleggio, Raggi e Appendino o non se ne fa nulla. Una proposta irricevibile, dato che nessuno dei quattro ha seguito in Parlamento la riforma costituzionale”. Si tratta, secondo i Cinquestelle, di “un atteggiamento ignobile e censorio, indegno del servizio pubblico”.
E’ verosimile che la richiesta da parte degli autori del programma fosse quella di avere figure più “spendibili” dal punto di vista dell’audience. Fico nei giorni scorsi aveva spiegato che “sappiamo benissimo che chi conduce un programma di ‘infotainment’ (informazione spettacolo, ndr) ha le sue esigenze e deve scegliere liberamente quali ospiti invitare. Ma questa situazione è diversa”. Fico ricorda che “siamo in par condicio, c’è un ordine di riequilibrio sul tema del referendum, e nel momento in cui ci si confronta con una forza politica per individuare un ospite, si devono comprendere la natura e le peculiarità del soggetto politico. Non può l’azienda decidere unilateralmente chi dovrà parlare per una forza politica”. I media, aggiunge il presidente della Vigilanza Rai, continuano a non capire il Movimento: “Il Movimento è una forza politica corale che mette al centro i temi sostenuti e difesi dai portavoce nelle istituzioni, ciascuno per la sua competenza; non i personaggi”.

NOTIZIA BOMBA +++ECCO A VOI LA PORCATA PIÙ GRANDE TARGATA RENZI! E VOI VOLETE VOTARE SI? GUARDATE E DIFFONDETE

La Costituzione tutela il risparmio, chi la vuole stravolgere tutela i banchieri. Io non dimentico. Il 4 dicembre vota NO.
di MoVimento 5 Stelle
Siamo a un anno esatto da quella domenica notte che ha cambiato per sempre il rapporto in Italia tra politica, intermediari e risparmio privato. Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti fecero da cavie per un primo assaggio di bail-in, malgrado il meccanismo del "salvataggio interno" sarebbe entrato pienamente in vigore solo a inizio 2016. Sì, proprio quel bail-in che tutti i partiti votarono e che ora tutti disconoscono.
Un figlio senza più i suoi molti padri. La risoluzione voluta dal governo e orchestrata da Bankitalia con la supervisione del Meccanismo unico di vigilanza europeo costrinse in pratica al fallimento (con una svalutazione draconiana degli asset deteriorati) quattro istituti che stavano messi male, ma non così male da dover chiudere per forza. Fu un'operazione che il M5S denunciò fin dal primo momento. La procedura costò al sistema bancario 3,6 miliardi in prima battuta. Di essi quasi due sono già andati in fumo con il valore azzerato delle quattro "banche ponte" (la tagliola sui tempi della loro vendita è un favore enorme ai potenziali compratori, leggi Ubi). Nel frattempo l'azione della Rev Gestioni crediti (la bad bank che doveva valorizzare i crediti deteriorati) non ha dato ancora frutti e addirittura abbiamo assistito a guerre e veleni intestini, sfociati nelle improvvise dimissioni della presidente, il magistrato Livia Pomodoro.
Lo Stato, poi, ci rimetterà anche in modo diretto, perché la risoluzione contempla una garanzia di Cdp (inizialmente prevista per soli 400 milioni, salvo poi scoprire che arriva a 1,6 miliardi) sul prestito ponte fino a 4 miliardi potenziali che tre banche (Unicredit, Intesa e Ubi) misero un anno fa sul piatto in aggiunta ai contributi del sistema bancario nel suo complesso al fondo di risoluzione di Bankitalia. Soldi che sarebbero dovuti rientrare con i proventi della vendita delle quattro new bank. E che difficilmente rientreranno, dato che queste ultime hanno nel frattempo maturato quasi 4 miliardi di crediti deteriorati lordi e il candidato compratore, Ubi, punta a prenderne tre al prezzo simbolico di un euro, dovendosi accollare gli attivi deteriorati (con relativo aumento di capitale).
Il governo, compresa la portata del pasticcio, continua a infilare qui e lì dei regalini da far approvare al Parlamento che rendano meno fallimentare l'operazione e meno indigesta la minestra alle banche. Ricordate il puntello ai quattro nuovi istituti grazie al trasferimento in loro favore dei crediti fiscali generati dalle imposte anticipate differite (Dta) per le svalutazioni dei prestiti delle banche fallite? Adesso, in legge di Bilancio e nel decreto fiscale collegato, il governo ci ha provato almeno due o tre volte ad alleggerire ancora la palla al piede di Ubi e del sistema bancario. Ma il M5S ha sempre denunciato marchette che poi sono state sistematicamente bocciate o comunque respinte.
E i risparmiatori truffati? Mentre in Italia le autorità di vigilanza si muovono con estremo ritardo nell'individuare reati, abusi e nel punire i colpevoli tra banchieri e dirigenti, a un anno dalla risoluzione del 22 novembre 2015 appena 4mila piccoli investitori stanno ottenendo rimborsi soltanto parziali. Nel frattempo restano in alto mare le regole della procedura arbitrale alternativa al risarcimento forfettario e il ministero dell'Economia non ha nemmeno chiarito come questi ristori saranno tassati.
Intanto il decreto 'salva-banchieri' ha causato direttamente e indirettamente disagio, disperazione e persino suicidi. Una catastrofe in molti territori che si aggiunge al disastro delle due ex popolari venete, al fallimento quasi annunciato di Mps, alla nuova tragedia che si profila all'orizzonte per la Popolare di Bari e a un lungo elenco di altri casi di forti dissesti bancari, Carige in testa.
Il governo che vuole stravolgere la Costituzione non rispetta nessuno dei suoi principi fondamentali, men che meno quello della tutela del risparmio. Il M5S si schiera accanto ai truffati del salva-banchieri e punta a una vera separazione bancaria, con la vigilanza autorevole di una Banca d'Italia finalmente pubblica.
TUTTE LE TAPPE DEL TRENO TOUR #IODICONO
Fonte: movimento 5 stelle

NOTIZIA BOMBA! SCOPERTO IL MOTIVO PER CUI RENZI "COMBATTE" COSI' TANTO PER IL SI'! A CHI VORRA' FARE QUESTO FAVORE IL PARASSITA ?

All’inizio dell’anno, i guru dell’alta finanza sostenevano che Brexit e l’elezione di Donald Trump avrebbero prodotto due choc così forti da mettere a repentaglio la sopravvivenza del sistema finanziario, in altre parole potevano creare una crisi della portata del crollo della Lehman Brothers. Certamente la Brexit ha prodotto il crollo della sterlina e continua ad essere per tutti un’incognita scomoda, ma non è certo paragonabile alla bancarotta della Lehman. L’elezione di Trump, almeno fino ad ora, sembra addirittura aver rinvigorito i mercati. Ciò significa che siamo fuori pericolo?
E’ ancora presto per tirare il fiato. Un anno fa nessuno aveva previsto con accuratezza gli esiti elettorali nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America, come nessuno si era interessato al referendum italiano sulla Costituzione. Eppure il voto di dicembre appare sempre più come il terzo imprevedibile fenomeno che può far deragliare i delicati equilibri su cui poggia il sistema finanziario e politico europeo. E vediamo perché.
Matteo Renzi aveva affermato che il suo futuro di leader dipende dal voto di dicembre, come David Cameron ha giocato la propria carriera alla roulette del referendum, perché di questo si tratta dal momento che ormai i sondaggi non funzionano più e nessuno sa come voteranno gli italiani. Ma l’Italia non è il Regno Unito, la vittoria del No e le eventuali dimissioni di Renzi con molta probabilità apriranno una crisi di governo che difficilmente verrà sanata, morale della favola l’Italia potrebbe nel 2017 andare alle elezioni anticipate e nessuno, neppure Matteo Renzi, ha idea dei risultati del voto.
Uno scenario, dunque, di profonda incertezza contro il quale si staglia la crisi del sistema bancario italiano e dalla quale dipenderà il destino della terza banca italiana per grandezza e la più antica in assoluto, il Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472.
Nelle ultime settimane il governo ha freneticamente cercato di salvare l’istituto di credito un tempo prestigioso, le tappe le conosciamo tutti: a luglio la banca non ha passato l’esame della Banca centrale europea, un test dal quale risulta che ha in portafoglio 55,2 miliardi di dollari di cattivi investimenti, un eufemismo per la parola perdite. La Bce ha anche detto che dalla vendita di questa zavorra il Monte dei Paschi potrebbe ricavare soltanto il 20 per cento del valore totale20 centesimi per ogni dollaro) e che non sarebbe in grado di sopravvivere ad una nuova recessione economica.
Di fronte a queste conclusioni il governo non poteva, come fece la Grecia nel lontano 2010 e 2011, salvare la banca rilevando le perdite, la Bce ha vietato questo tipo di intervento e si capisce anche perché: le cifre sono talmente elevate che se si salva la banca con i soldi del contribuente si trasla la crisi sulle finanze dello Stato.
Altra possibilità, anche questa sperimentata durante la crisi greca, è il cosiddetto ‘aircut’, taglio dei capelli, degli investitori. Che significa? Che chi ha acquistato le obbligazioni del Monte dei Paschi si ritrova con un valore più basso di quello al quale le aveva comprate. Una strategia che permette di non penalizzare i risparmiatori correntisti. Ma anche questa strada non era percorribile perché a differenza del debito greco che era in buona parte nelle mani di investitori istituzionali stranieri e greci, quello del Monte di Paschi è stato sottoscritto dai fondi pensione italiani e dai privati, si tratta di 130.000 persone ed istituzioni. Come mai?Perché chi ha venduto queste obbligazioni non le ha potute piazzare in nessun altro mercato, così le ha vendute alla clientela italiana sulla fiducia, cioè presentandole come investimenti sicurissimi.
A questo punto, il governo ha cercato un’alternativa: mettere insieme un consorzio di banche ‘amiche’ che comprano i cattivi investimenti del Monte dei Paschi, liberandolo dalla zavorra che lo sta facendo affondare. La proposta era di trovare 5 miliardi di euro provenienti da Santander, Goldman Sachs, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank e Bank of America. Secondo l’accordo il Monte dei Paschi avrebbe venduto 27 miliardi di cattivi investimenti, che sarebbero stati ‘riconfigurati’ con l’ausilio dei derivati in titoli del valore di 9,2 miliardi di euro. Si sarebbe trattato del terzo prestito in due anni, dai salvataggi precedenti la banca di Siena aveva ricevuto 8 miliardi di euro.
Ma questo accordo non è andato in porto. Con il referendum alle porte, il governo ha, dunque, pensato di lasciare che il Monte dei Paschi facesse un’emissione pubblica per raccogliere 4,6 miliardi in titoli. Il problema è che il valore di mercato delle azioni della banca è oggi 740 milioni di dollari, basso, troppo basso per garantire l’emissione dei titoli. Secondo la banca il Qatar sarebbe interessato a sottoscrivere l’emissione, anche se non si capisce bene perché.
Renzi sa bene che il fallimento del Monte dei Paschi darebbe vita ad un effetto domino simile a quello del crollo della Lehman Brother, anche se in proporzioni ridotte; sa anche che Bruxelles e la Bce ne sono coscienti e che la vittoria del No farebbe crollare la fiducia nei confronti del sistema bancario italiano, ed ecco perché è tornato a dirsi disposto a giocare la carriera sui risultati del referendum. Spera che questi timori convincano gli italiani a votare Sì, anche se questa decisione darebbe carta bianca a chiunque, non solo al suo partito, vinca le prossime elezioni.
Naturalmente i cittadini europei sanno poco o nulla riguardo all’importanza di questo referendum per il loro futuro. E questo preoccupa per una serie di motivi, primo tra tutti lo scarso interesse della stampa riguardo ad alcune questioni fondamentali nei paesi membri dell’Unione e l’eccessivo interesse nei confronti di questioni, ugualmente importanti. Non ci resta che aspettare i risultati del voto!


FONTE : IL FATTO QUOTIDIANO!

NUOVA RIFORMA? NO NUOVA SCHIFORMA!! MA MI FACCIA IL PIACERE RENZI... CONDIVIDI!



NUOVA RIFORMA?
NO NUOVA SCHIFORMA!!
MA MI FACCIA IL PIACERE RENZI...
CONDIVIDI!

lunedì 21 novembre 2016

Renzi smascherato. Il caso finisce in procura: "Cosi si compra i voti dei sindaci"

"Così Renzi compra i voti". E il caso finisce in procura


De Luca incontra i sindaci e svela il giochino del premier: "Votate Sì e arriveranno i soldi". E Calderoli lo denuncia

"Fate votare Sì al referendum e Renzi farà arrivare un fiume di denaro in Campania".

Parola di Vincenzo De Luca che martedì scorso ha incontrato un centinaio di sindaci Pd e li ha invitati a fare propaganda a favore della riforma costituzionale, come aveva già raccontato il Fatto Quotidiano.
Un giochino, quello del premier, che finirà ora al vaglio dei pm, dal momento che il senatore leghista Roberto Calderoli ha deciso di presentare un esposto in procura per chiedere alla magistratura di attivarsi e verificare se ci sono fatti penalmente rivelanti.
"Abbiamo fatto una chiacchierata con Renzi. Gli abbiamo chiesto 270 milioni di euro per Bagnoli e ce li ha dati", aveva detto il governatore della Campania, "Altri 50 e ce li ha dati. Mezzo miliardo per la Terra dei fuochi e ha detto sì. Abbiamo promesse di finanziamenti per Caserta, Pompei, Ercolano e Paestum. Sono arrivati fiumi di soldi: 2 miliardi e 700 milioni per il Patto per la Campania, altri 308 per Napoli...Che dobbiamo chiedere di più?".
"Ora, al di là o meno di fatti penalmente rilevanti, la cui valutazione toccherà alla magistratura, resta comunque una questione morale", dice Calderoli, "Cosa ne pensano quelli che sostengono che il Sì cambierebbe l'Italia sentendo il governatore campano arringare i sindaci Pd a convincere i loro cittadini a votare Si alla riforma non per i contenuti della stessa, ma per la gratitudine al benefattore Renzi (Vi piace Renzi non vi piace Renzi a me non me ne fotte un c...)?"
Il senatore leghista punta poi il dito contro un'altra forma di clientelismo, più nascosta ma che confermerebbero che qualcosa non va. E cioè "i recenti patti territoriali siglati da Renzi in tutta Italia con amministratori targati Pd" e che rappresentano "un altro fiume di denaroche, alla luce del ragionamento di De Luca, assumerebbe una valenza meramente elettorale". "Renzi, stando alle parole di De Luca, starebbe utilizzando i soldi pubblici, i soldi dei cittadini, per comprarsi i voti per il Sì al referendum", attacca il vicepresidente del Senato, "Un teorema inquietante quello ipotizzato da De Luca, per questo è necessario che intervenga, e subito, la magistratura per fare chiarezza".

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/de-luca-smaschera-renzi-sindaci-votate-s-e-premier-vi-d-1334031.html?mobile_detect=false

NOTIZIA BOMBA LA RAGGI UMILIA E SBUGIARDA RENZI DAVANTI A TUTTI! GUARDATE E DIFFONDETE COSA È SUCCESSO!

Roma ha adottato lo schema di Bilancio per il prossimo triennio, rispettando i termini di legge come non accadeva da anni. In questo modo possiamo programmare le spese per i cittadini senza dover ricorrere con costanza ad affidamenti diretti, una prassi finita nel ciclone di Mafia Capitale.
Il premier ci chiama ancora in causa, invece di pensare a lavorare. Piuttosto si concentri sulla manovra finanziaria e si attenga alle regole: non ha rispettato i termini di presentazione che lui stesso si era dato quest'estate.
Il tutto per predisporre una legge di bilancio con saldi incerti, piena di bonus e mancette pre-elettorali che non risolvono i problemi degli italiani. Anzi, come al solito, anche quest'anno intende tagliare risorse destinate ai Comuni mettendo in difficoltà i cittadini.
Soltanto per il 2017 i trasferimenti da Stato e Regione previsti per la Capitale si riducono di circa 40 milioni di euro. I romani lo sappiano. E senza tener conto che, a quanto pare, il premier non intende impegnarsi per il Patto per Roma come invece ha già fatto per la "sue" Firenze e Milano.
Apprendo, infine, che Renzi ora si scopre anche esperto di elettrodomestici: come un vecchio politico di professione, per fare polemiche continua a tirare in ballo i frigoriferi. Bene, allora si concentri su quelli vuoti degli italiani.
Fonte: Beppegrillo.It

DI BATTISTA BOOM ECCO COSA E' SUCCESSO E' SCOPPIATA LA BUFERA! GUARDATE E DIFFONDETE!

I CRIMINALI IN GIACCA E CRAVATTA! Così, Di Battista su Facebook.
Una delle più grandi balle che si ascoltano oggi è quella secondo cui i cittadini greci stiano vivendo al di sopra delle loro possibilità. Con baby pensioni e con uno stato sociale che altri paesi non si possono permettere. Menzogne! Nessun paese (fuorché l'Italia renziana) ha portato avanti riforme folli e contro l'interesse generale come la Grecia. La Grecia è stata trasformata in un topo da laboratorio sul quale fare ogni tipo di esperimento. Macelleria sociale e il tutto non per riavviare l'economia (i tassi di disoccupazione attuali dimostrano il totale fallimento delle politiche di austerità) ma per salvare le banche private con i soldi nostri. Ed è avvenuto questo. Grecia in crisi, milioni di poveri. Richiesta di aiuto. Arrivano i soldi da parte dei paesi dell'UE (l'Italia ci ha messo 40 miliardi, il costo di quasi 3 redditi di cittadinanza del M5S). Ma questi soldi non vanno al popolo greco in difficoltà. Vanno alle banche private esposte con Atene. "Il popolo ha pagato il salvataggio delle banche" ha scritto pochi giorni fa Papa Francesco. Le stesse banche che si erano indebitate per via di operazioni speculative. Le stesse banche che finanziano le grandi guerre (e poi noi ci becchiamo i barconi), le stesse banche che sostengono economicamente i partiti politici. Criminali in giacca e cravatta che fanno sembrare i boss di mafia capitale come dei rubagalline di periferia!

+++ IMPORTANTE, FACCIAMO GIRARE +++






Ci raccontano che con la vittoria del Sì al referendum diminuirebbero i privilegi della CASTA: è l'esatto OPPOSTO, saranno INTOCCABILI per sempre! Anche se dovesse essere eletta un'altra maggioranza alla Camera dei Deputati, per modificare la Costituzione bisognerebbe chiedere ai nuovi SENATORI di rinunciare ai PRIVILEGI, come L'IMMUNITÀ, che proprio questa riforma attribuisce loro". Ovviamente non lo farebbero mai, diffondiamo e informiamo!

FATE GIRARE QUESTO VIDEO... GIORDANO RIVELA TUTTI GLI SCHIFI TRA VITALIZI, ESENZIONI TASSE E ASSEGNI DI FINE MANDATO.... CONDIVIDI SULLA TUA BACHECA!


VIDEO ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE E CONDIVIDERE OVUNQUE PRIMA CHE LO ELIMININO !

MINORI : M5S, SE CI SONO BAMBINI POVERI E' SOLO COLPA DEL GOVERNO! CHE SI VERGOGNI!

"i dati che sono stati diffusi daSave the children e che indicano che in Italia 1 minore su 3 è a rischio povertà, sono davvero preoccupanti e sono una conseguenza diretta della mancata introduzione di una misura di sostegno al reddito da parte di questo governo irresponsabile", lo affermano i senatori del M5S del Senato Paglini Puglia e Catalfo, quest'ultima, prima firmataria del disegno di legge sul reddito di cittadinanza.
"Come sappiamo, l'Italia è uno dei Paesi dell'UE che destina meno risorse al welfare. Non a caso - proseguono i portavoce - tutti gli ultimi rapporti economico-sociali hanno rilevato che la povertà in Italia continua ad aumentare. Va infatti evidenziato che il ddl povertà che il governo intende mettere in campo, non sarà in alcun modo sufficiente o risolutivo per tutelare i milioni di bambini che vivono sotto la soglia di povertà posto che si limita a stanziare poche briciole e, se verrà approvato, servirà solo a creare bambini di seria A e di serie B".
"La povertà cresce, ma il governo continua a non scandalizzarsi, limitandosi a presentare procedimenti spot che gli consentono di fare qualche titolo di giornale, ma che in realtà non servono minimamente per risolvere i problemi. Quella misura che riuscirebbe a dare risposte a tutti quei minori che sono a rischio povertà si chiama Reddito di cittadinanza ed è ferma in Senato per colpa dei giochi di palazzo che portano avanti il governo e la maggioranza". Concludono i pentastellati.

ASCOLTATE E DIFFONDETE QUESTE PAROLE DEVONO FARE IL GIRO DEL MONDO! GRANDE DI BATTISTA!


+++ 100.000 CONDIVISIONI +++
ASCOLTATE E DIFFONDETE QUESTE PAROLE DEVONO FARE IL GIRO DEL MONDO!
GRANDE DI BBATTISTA!
MASSIMA CONDIVISIONE!
ASCOLTATE PERCHE VOTARE NO AL REFERENDUM!

sabato 19 novembre 2016

CONDIVIDI SE VUOI LE DIMISSIONI DI DE LUCA DA PRESIDENTE DELLA CAMPANIA GUARDATE I METODI MAFIOSI E CLIENTELARI PER OTTENERE DEI SI IO SONO SCHIFATO CONDIVIDETE





Vi chiedo uno sforzo. Non lo faccio mai, ma questo è troppo importante. Guardate questo video, fatelo vedere ai vostri amici, parenti, conoscenti. Condividetelo ovunque, mettetelo ad alto volume durante il pranzo con i suoceri e la mattina in ufficio. Tutti lo devono ascoltare perché questa è la più grande piaga del nostro paese. In questo video il presidente di una regione come la Campania, De Luca, parla chiaramente di voto di scambio, di clientele, di favori, di sindaci che devono impegnarsi a far votare i loro cittadini "sì" al referendum del 4 dicembre per ottenere finanziamenti da Stato e Regione. E pensate che questi finanziamenti poi arrivano veramente! Solo settimana scorsa con l’approvazione del decreto fiscale, Renzi ha stanziato 600 milioni di euro alla Regione Campania per il trasporto regionale, tra l’altro completamente disastrato. Vi prego aiutateci a salvare il nostro Paese da questa gente. Riprendiamoci la sovranità, riprendiamoci l’Italia. Il 4 dicembre con un sussulto d'orgoglio collettivo #IoDicoNO

venerdì 18 novembre 2016

+++ COME I CITTADINI ACCOLGONO DE LUCA A NOCERA +++ FAI GIRARE!!!



Regionali Campania 2015: De Luca contestato a Nocera Campania, De Luca contestato a Nocera da ultras e cittadini: “Non ti votiamo” Vincenzo De Luca chiamò gli ULTRAS: “cafoni”.
CONDIVIDI !

giovedì 17 novembre 2016

Cittadino rappresentate del comitato TERRA DEI FUOCHI viene portato via di forza dalla sicurezza al servizio di Mattarella


 Voleva solo consegnare un documento allo…
CONDIVIDI > NOI SIAMO 5stelle

mercoledì 16 novembre 2016

BOMBA TRUMP: DOPO BREXIT ANCHE L'ITALIA FUORI DALL'EURO! RENZI? NON MI IMPORTA! GUARDATE E DIFFONDETE SE SIETE D'ACCORDO!

Dopo il Brexit Francia, Italia e Spagna sono "candidati" a seguire l’esempio della Gran Bretagna "perchè sono in difficiltà", ma "non sono i soli: ce ne sono molti altri che sono pronti alla loro versione della Brexit. Vedrete". Parola di Donald Trump. In una intervista a La Stampa, il candidato repubblicano alla Casa Bianca spiega che "sono stati commessi troppi errori in Europa, dall’immigrazione alla politica monetaria.
L’intero mondo è in tumulto, per colpa di questa leadership e di quella americana, che non sanno cosa fanno". Il miliardario neyorkese torna sulla crisi dei rifugiati e non risparmia stoccate al cancelliere tedesco Angela Merkel. "La stimavo molto e le ho sempre fatto i complimenti, fino a quando ha preso quella sciagurata decisione sull’accoglienza dei rifugiati. Così ha trasformato la Germania in un Paese da cui i suoi abitanti vogliono scappare". Trump non si scompone davanti alla considerazione che diversi leader europei, come il presidente del Consiglio Matteo renzi, hanno appoggiato Hillary Clinton o preso posizione contro di lui. "Renzi - dice - non lo conosco neppure, non mi importa. È irrilevante. L’unica cosa importante è avere l’appoggio del popolo americano.

LANDINI MASSACRA RENZI: "DOPO 40 ANNI DI CONTRIBUTI DEVO CHIEDERE UN PRESTITO ALLA BANCA? MA IO TI CORRO DIETRO" CONDIVIDI SE SEI D’ACCORDO


LANDINI MASSACRA RENZI: "DOPO 40 ANNI DI CONTRIBUTI DEVO CHIEDERE UN PRESTITO ALLA BANCA? MA IO TI CORRO DIETRO" CONDIVIDI SE SEI D’ACCORDO!
GUARDATE E DIFFONDETE LE MAGNIFICHE PAROLE

BUFERA A LA7 Il pubblico non accetta la disinformazione e difende il M5S scoppia il caos in studio


L'Italia passa dal 73° al 77° posto nella libertà di stampa. Il resoconto annuale di Reporter senza frontiere è impietoso, peggio di noi in Europa solo Cipro, Grecia e Bulgaria. Il Bel Paese continua il suo declino anche nell'era post berlusconiana, perché di fatto in materia di asservimento dei media al poterenulla è cambiato. Anzi, siamo andati peggiorando.
Sicuramente l'invito all'astensionismo all'ultimo referendum sulle trivelle con la conseguente disinformazione dei media mainstream ha giocato il suo ruolo. Facciamo alcuni raccapriccianti esempi: conduttori del servizio pubblico, nei pochi minuti dedicati alla questione referendaria, propagandavanoche si votasse solo in 9 regioni (e di fronte all'errore ribadivano con arroganza le loro false ragioni). Spazi dei TG nazionali a totale appannaggio delle forze di maggioranza. Voci delle opposizioni mandate in onda nella notte per un finto bilanciamento temporale. Sondaggi non favorevoli al Governo mostrati in TV con grafici truccati ad arte per camuffarne il risultato (vedi immagine sopra).

martedì 15 novembre 2016

Adesso Di Battista a DiMartedi a spiegare le ragioni del NO al Referendum! Metti mi piace, condividi e commenta!

NOTIZIA FANTASTICA DA ROMA! LA RAGGI TAGLIA UN ENORME SPRECO PER I CITTADINI ROMANI MA NESSUNO NE PARLA

#RomaTagliaGliSprechi: via gli incarichi esterni

di Virginia Raggi
È giusto fare chiarezza e dare una corretta informazione sugli incarichi esterni a tempo determinato conferiti dal Campidoglio. E va quindi accolta come una buona notizia, da chi come noi considera la trasparenza un valore fondamentale, l'attenzione crescente della stampa e dei partiti su questo tema, come mai accaduto fino all'insediamento della nostra amministrazione.
Per capire la portata del fenomeno e il cambiamento che si è prodotto con il nostro arrivo bisogna dare quindi un po' di dati. Il primo: il numero degli incarichi conferiti dalla attuale amministrazione capitolina ex art. 110 del Tuel, che disciplina i contratti a tempo determinato per i dirigenti, al momento è pari a 'zero'. Si tratta dei contratti solitamente più onerosi. Secondo dato: finora sono 33 i contratti stipulati ex art. 90 del Tuel, relativi all'attività di staff di sindaco e assessori, per una spesa totale di poco più di 1 milione e 800mila euro.
Vale la pena fare un confronto con il passato: solo dal 2012 al 2015 le precedenti amministrazioni comunali hanno stipulato 124 contratti ex art. 110 e 187 ex art. 90 per una spesa complessiva di 29.606.617,45, pari a oltre 7 milioni e 400mila euro l'anno.
La differenza col presente mi sembra talmente evidente da non dover dire altro. Si potrebbe giusto aggiungere che, visti i vergognosi sprechi del passato, a noi la trasparenza conviene. Ad altri, forse, conviene solamente restare in silenzio.
fONTE:http://www.beppegrillo.it/2016/11/romatagliaglisprechi_via_gli_incarichi_esterni.html

VERGOGNOSO TUTTI I BENEFIT DI GIORGIO NAPOLITANO E DEI SUOI FIGLI! CONDIVIDETE!


VERGOGNOSO TUTTI I BENEFIT DI GIORGIO NAPOLITANO E DEI SUOI FIGLI!
CONDIVIDETE! DIFFONDIAMOLO NOI PERCHE' LA TV OVVIAMENTE HA CENSURATO TUTTO! GUARDATE DA DOVE RICAVANO I LORO SOLDI!

ULTI'MORA BOMBA ELON MUSK STA CON IL MOVIMENTO 5 STELLE LORO SONO L'UNICA SALVEZZA


Elon Musk, una delle menti più brillanti dei nostri tempi, inventore della Tesla, è per il reddito di cittadinanza universale. Nel video e nell'intervista spiega la sua visione. Guardiamo al futuro.
Gli innovatori tecnologici che lavorano nei settori delle auto a guida autonoma e dell'intelligenza artificiale (AI) parlano molto del numero di lavori umani destinati a scomparire, ma raramente spiegano che cosa ne sarà di tutti coloro che rimarranno senza lavoro. Come sempre, il fondatore di Tesla e SpaceX Elon Musk suggerisce, per una domanda ovvia, una risposta che per alcuni potrebbe suonare sorprendente.
Venerdì scorso, durante un un'intervista rilasciata alla CNBC, Musk ha affermato che la soluzione al problema della disoccupazione dovuta all'avvento dei robot e dei software sarebbe la creazione di un reddito base universale per tutti (presumibilmente con sostegno governativo).
"Ci sono buone possibilità di riuscire ad arrivare a un reddito base universale, o a qualcosa di simile, a causa dell'automazione," afferma Musk. "Non so quali siano le altre soluzioni possibili: questa è quella che ritengo realizzabile."
L'idea sembra straordinaria ed è perfettamente plausibile sullo sfondo di un emergente paesaggio occupazionale in cui l'automazione nei fast food, nelle banche, nel customer service e, presto, nelle consegne sta lentamente cancellando i redditi di una vasta percentuale di cittadini statunitensi a medio e basso reddito.
Tuttavia, la visione di Musk non tiene realmente conto dei trend attuali, specialmente se si considera che servizi quali l'assistenza sanitaria e l'istruzione universitaria, che in altre nazioni sono gratuiti per i cittadini, negli Stati Uniti possono ancora portare molte persone a contrarre ingenti debiti e talvolta sull’orlo della bancarotta. Se il governo statunitense non offrirà assistenza sanitaria e istruzione gratuite, quali sono le possibilità che il reddito base universale si realizzi presto?
Inoltre, si pone l'insidiosa questione di come le aziende che spingono l'automazione possano realizzare i propri introiti se la maggior parte dei cittadini sopravvive grazie al reddito base universale.
La buona notizia è che uno degli innovatori di più alto livello del pianeta sta finalmente portando la questione sotto i riflettori, mentre molti altri amministratori delegati continuano a ignorare l'incombente crisi del lavoro umano che potrebbe essere scatenata dall'automazione.
Le modalità con cui Musk pensa che arriveremo allo stato di reddito universale non sono chiare, ma egli ritiene che se ci arriveremo un nuovo capitolo nella vita dell'uomo vedrà la luce.
"Le persone avranno il tempo per fare altre cose, più complesse, più interessati," afferma Musk. "Sicuramente avranno più tempo libero."
FONTE: BEPPE GRILLO

Perchè il Ministero dell’Ambiente ha finanziato la fondazione Clinton?! ascoltate queste parole! e diffondete


Perchè il Ministero dell’Ambiente ha finanziato la fondazione Clinton?! ascoltate queste parole! e diffondete… #IoDicoNo alle “regalie” di questo governo ai soliti amici… Questa la mia interrogazione ancora in attesa di risposta >
Seguici su NOI SIAMO 5 stelle

lunedì 14 novembre 2016

La Boschi? "Ci prende per scemi" Ci voleva La Gabbia su La7 per smascherla. Ecco chi è l'amichetta di Renzi



La procura è convinta di aver individuato una cabina di regia che induceva la rete bancaria a vendere alla clientela, anche quella senza i requisti corretti, i titoli subordinati, diventati carta straccia con il bail in

AREZZO - Scoperta dagli inquirenti una cabina di regia all'interno di Banca Etruria per collocare presso la clientela i bond subordinati, obbligazioni diventate carta traccia con le nuove regole per il salvataggio delle banche (bail in). Grazie anche alle dichiarazioni contenute nelle oltre 400 denunce raccolte dalla Procura di Arezzo, i magistrati del pool che indagano sul dissesto del vecchio istituto di credito ritengono con "ragionevole certezza" di aver individuato una "cabina di regia" a livello manageriale, che ha prescritto il collocamento delle obbligazioni subordinate in modo 'granulare', andando ad individuare anche soggetti con un profilo di investitore a 'rischio basso' e non più solo a 'rischio medio-elevato' in linea con la tipologia di investimento finanziario.

Una convinzione che ha spinto i magistrati a ordinare nuove perquisizioni al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Arezzo e Firenze anche nella sede centrale di Banca Etruria: il fine è la ricerca e il sequestro della documentazione riguardante il collocamento sul mercato finanziario delle obbligazioni subordinate, emesse dalla Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio Società Cooperativa (ora in liquidazione coatta amministrativa).

L'attività investigativa, che ipotizza il reato di truffa aggravata in concorso, è indirizzata alla ricerca della documentazione e della corrispondenza dei vari responsabili di area della Banca Etruria, che hanno imposto - tramite circolari interne e altre condotte al vaglio degli inquirenti - la sottoscrizione di obbligazioni subordinate a una clientela retail, priva di un profilo finanziario adeguato all'investimento, proposto di norma ai clienti 'professionali', che possiedono le competenze necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni e per valutare correttamente i rischi che assumono. In particolare, le indagini della Gdf, coordinate dal procuratore capo Roberto Rossi, hanno evidenziato che gli investimenti in obbligazioni subordinate - su proposta dei responsabili d'area e degli uffici territoriali della Banca Etruria - sono stati prospettati ai vari clienti come investimento sicuro ed analogo a quelli in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato.

Talvolta, addirittura il cliente è stato spinto, spiegano gli investigatori,

ad effettuare il disinvestimento di operazioni a capitale garantito per favorire l'acquisto delle obbligazioni subordinate, che gli era stato proposto come "una promozione" della Banca Etruria rivolta ai propri clienti migliori, ma che doveva essere sottoscritta in tempi brevissimi.