lunedì 21 agosto 2017

QUANDO CRAXI VUOTO' IL SACCO SU NAPOLITANO!


QUANDO CRAXI VUOTO' IL SACCO SU NAPOLITANO!




NOTIZIA BOMBA! E' stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

E' di 40 arresti e numerose perquisizioni il bilancio dell'operazione anti 'ndrangheta della Polizia e della Dia che si è svolta in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte e in altre Regioni del nord Italia. Le misure, fa sapere in una nota la procura del Tribunale di Reggio Calabria-Direzione Distrettuale Antimafia, colpiscono "appartenenti ed affiliati alla 'ndrangheta delle cosche reggineRaso - Gullace - Albanese e Parrello - Gagliostro, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società".

E' stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

Tra gli indagati il deputato Giuseppe Galati, oggi esponente di Ala. Al parlamentare Galati "viene contestata una vicenda relativa a un terreno per agevolare la composizione di alcune tematiche che riguardavano la sospensione dei lavori in un’area vincolata di Roma", fa sapere la procura di Reggio Calabria. La stessa procura aveva avanzato una richiesta di misura cautelare ma il gip ha ritenuto che il quadro indiziario rappresentato non fosse grave, in particolare non era univoco il comportamento posto in essere né l’effettiva accettazione della promessa.

La Dda ha inoltre avanzato una richiesta di arresto per il senatore Antonio Caridi già indagato nell'inchiesta Mamma Santissima, eseguita dai carabinieri del Ros venerdì scorso. Il gip di Reggio Calabria ha tuttavia rigettato la richiesta perché ha sostenuto che l’accusa, sebbene riferibile a una cosca di ‘ndrangheta diversa, riguardasse la stessa contestazione per la quale è già stata ammessa nell’operazione Mamma Santissima. Sulla questione pende ancora la decisione della giunta per le autorizzazioni del Senato.

Nel corso delle indagini, spiega una nota della Dia, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sono stati accertati stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo Valico”.

Sono emersi, continua la nota, contatti con politici locali, regionali e nazionali, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Provinciale Tributaria di Reggio Calabria, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio. E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in alcuni milioni di euro.

mercoledì 9 agosto 2017

ALLA FACCIA DELLA POVERTA'! VERGOGNA! La deputata dorme in aula, e si intasca 15 mila euro al mese. DIFFONDETE QUESTO video, tutti gli italiani devono vedere!



ALLA FACCIA DELLA POVERTA'! VERGOGNA! La deputata dorme in aula, e si intasca 15 mila euro al mese. DIFFONDETE QUESTOvideo, tutti gli italiani devono vedere!

lunedì 7 agosto 2017

QUESTO VIDEO DEVONO VEDERLO TUTTI! DI MAIO E CANCELLERI CI SPIEGANO TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SU QUESTO PORTO! GUARDA IL VIDEO E DIFFONDI OVUNQUE




Quello alle nostre spalle è il porto di Augusta, che detiene il triste record di sbarchi in Europa.
L'Italia sta vivendo un'emergenza immigrazione epocale.
I ministri di questo governo litigano, il ministro dell'Interno ha fatto un codice per le organizzazioni non governative, per chiedergli di rispettare le regole del Mediterraneo altrimenti non avrebbero potuto utilizzare i nostri porti e nessuno glielo ha firmato. Il ministro dei Trasporti dice invece che i porti devono restare aperti e tutte le navi devono portare migranti nei nostri porti, questo è assurdo mentre loro litigano l'Italia sta vivendo un'emergenza immigrazione che va subito affrontata. La nostra proposta è che su tutte le navi delle organizzazioni non governative devono esserci poliziotti a bordo, chi non accetta la Polizia Giudiziaria a bordo non potrà più utilizzare i nostri porti.
Io mi candido alla Presidenza della Regione Siciliana e qualora dovessi vincere chiederò al Governo nazionale di essere nominato commissario straordinario degli sbarchi, perché dei porti dei siciliani devono decidere i siciliani.

GRANDISSIMO INTERVENTO DI VIRGINIA RAGGI A ROMA! HA SCOPERTO SPRECHI DI MILIONI DI EURO! ECCO COSA FARÀ CON QUEI SOLDI!

Roma, Raggi: "Conti non in ordine: trovati 11 milioni da sprechi"

"Di questi, 9 saranno assegnati all'assistenza sociale nei municipi". La sindaca in conferenza stampa al terzo municipio

"La nostra attivita' di governo in questo primissimo periodo e' stata dedicata alla verifica puntuale dei conti di Roma Capitale che non sono in ordine. Abbiamo iniziato a cercare tutte quelle economie di Bilancio che potessero andare a sostenere i servizi che Roma deve erogare e che troppo spesso negli anni scorsi non e' stata capace di supportare a causa di sprechi".

Lo ha detto il sindaco, Virginia Raggi, nel corso di una conferenza nella sede del III municipio. "Oggi - ha aggiunto - presentiamo una prima variazione importante al bilancio. Abbiamo trovato 9 milioni di euro che assegniamo all'assistenza sociale nei municipi. Da una verifica puntuale delle poste di bilancio abbiamo gia' individuato 11 milioni".

 Di questi 3.181 milioni andranno all'assistenza degli alunni disabili, mentre i restanti 6 all'assistenza sociale in generale (famiglie, case riposo ecc).  Dal 6 ottobre - aggiunge - prenderà il via il Sia (Sostegno per inclusione attiva) per il sostegno alle famiglie in condizione economiche disagiate. "Ci siamo trovati a gestire una situazione particolare perché la carta acquisti sperimentale non era partita a Roma", ha precisato Raggi, spiegando che i 7 milioni stanziati dal governo per Roma Capitale "saranno usati per un progetto di aiuto al reinserimento in società".

"Mazzillo è un docente, un professore a contratto, non è un ordinario. Conosce bene il bilancio di Roma perché è con noi dal 2012. Era referente del tavolo bilancio e ha lavorato con l'assessore Baldassarre, con il presidente Marco Terranova e alla ragioneria per reperire questi 9 milioni di euro. È una persona che conosce bene i bilanci di questa città e sarà per noi un onore lavorare con lui". Risponde Raggi a chi le chiede chiarimenti sul curriculum

 del neo assessore al bilancio, Andrea Mazzillo.

 Al neo assessore alle partecipate Colomban la delega all'Ambiente in caso di rimozione della Muraro? "Non mi risulta" dice la sindaca a margine della conferenza stampa. Se "vedro' Grillo oggi? Ci siamo sentiti, non lo so". risponde Raggi ai cronisti che le chiedono se è in programma un incontro con il leader del M5S che si trova oggi a Roma assieme a Davide Casaleggio



APPLAUSI CONTINUI PER IL GRANDE LUIGI DI MAIO! PER CHI SE LO FOSSE PERSO ECCO IL VIDEO DI DI MAIO A MARZAMEMI #aTuttaSicilia DA GUARDARE E CONDIVIDERE OVUNQUE!




APPLAUSI CONTINUI PER IL GRANDE LUIGI DI MAIO! PER CHI SE LO FOSSE PERSO ECCO IL VIDEO DI DI MAIO A MARZAMEMI #aTuttaSicilia  DA GUARDARE E CONDIVIDERE OVUNQUE!





domenica 6 agosto 2017

Fenomenali come sempre i nostri guerrieri Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio da Marina di Ragusa! condividiamo questo video ovunque affinchè tutti possano vederlo!



Fenomenali come sempre i nostri guerrieri Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio da Marina di Ragusa! condividiamo questo video ovunque affinchè tutti possano vederlo!



giovedì 3 agosto 2017

GRANDE VIRGINIA RAGGI! SI PRESENTA ALLA PROCURA.. ECCO COSA È SUCCESSO

La prima cittadina è stata ricevuta dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Rodolfo Maria Sabelli, che coordina il pool di magistrati che si occupano di questioni tributarie. La sindaca nel mese di maggio aveva sciolto il consiglio di amministrazione dell’istituto di previdenza e assistenza per i dipendenti del Comune

Un esposto relativo a presunte anomalie riscontrate su aziende partecipate capitoline, ma con un faro particolare sull’Ipa, l’istituto di previdenza e assistenza per i dipendenti del Comune, per supposte irregolarità di carattere tributario. C’è questo al centro dell’esposto depositato, nel pomeriggio, dalla sindaca Virginia Raggi in Procura: un colpo di scena nelle caldissime giornate del Campidoglio. La visita a sorpresa sarebbe durata circa un’ora e mezza. La prima cittadina è stata ricevuta dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Rodolfo Maria Sabelli, che coordina il pool di magistrati che si occupano di questioni tributarie. Proprio sull’Ipa  sarà aperto un fascicolo contro ignoti. La sindaca nel mese di maggio aveva sciolto il consiglio di amministrazione dell’istituto per nominare un commissario.

Il caos partecipate, alimentato nei giorni scorsi dalle recenti dimissioni dell’ex dg Atac Bruno Rota, dopo la bufera politica potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo di carattere giudiziario. Nella convulsa giornata di Virginia Raggi, la sindaca ha seguito anche il nuovo mini-rimpasto di giunta, che dovrebbe essere ufficializzato domani. Sta, infatti, per allargarsi da 10 a 12 assessori più la sindaca, l’esecutivo comunale con due new entry. Si tratta di Margherita Gatta e Rosalba Castiglione: sono loro, salvo sorprese, che si occuperanno di Lavori Pubblici, la prima, e Casa e Patrimonio, la seconda. “Se la sindaca ha necessità di dover allargare la squadra, ne ha tutte le facoltà nonché l’appoggio del gruppo consiliare”, commenta il capogruppo del M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, mentre le opposizioni tuonano: “Più poltrone ma i problemi della città aumentano”.
Il Movimento capitolino commenta per la prima volta anche il caso di Andrea Mazzillo, l’assessore al Bilancio al centro di una crisi politica in Campidoglio. Dopo un confronto molto teso, la sindaca gli ha riconfermato la fiducia sui conti e lui resterà al suo posto anche se con deleghe ‘dimezzate’ (non è più lui, infatti, il titolare di Casa e Patrimonio). Tra le ipotesi che circolano c’è anche quella che la sua sia una permanenza a termine a Palazzo Senatorio. E proprio Ferrara su questa possibilità non si sbilancia: “Questo non lo so. Non ne ho ancora parlato con la sindaca, so che c’è stato uno scambio di opinioni però credo che spetti a lei”, la decisione.


NOTIZIA BOMBA! UNA TRUFFA DOPO L'ALTRA PER CERCARE DI FREGARE OGNI SINGOLO CITTADINO! FATE ATTENZIONE A QUESTA BANCA!

Non vogliono chiamarlo bail in, ma di quello si tratta. Il meccanismo col quale saranno salvate (per modo di dire) le due banche venete non è molto diverso dallo schema utilizzato a novembre 2015 per Etruria, Marche, Chieti e Ferrara. Dopo quasi due anni si riparte dallo schema del fallimento pilotato: un po' di denaro pubblico, una bad bank nel quale far confluire le perdite, una nuova società - probabilmente una sola per inglobare Popolare di Vicenza e Veneto Banca - da piazzare rapidamente alla cifra simbolica di un euro. Dovrebbe essere IntesaSanpaolo il colosso bancario «convinto» da palazzo Chigi. Le trattative, in questo senso, sono andate avanti per tutto il fine settimana e al tavolo sedevano anche gli alti funzionari della Banca d' Italia. Oggi o domani, l' istituto guidato da Carlo Messina potrebbe uscire allo scoperto dopo giorni di smentite di rito e deboli no comment, anche se non mancano opinioni discordi all' interno.
Fatto sta che pure i sindacati di categoria sono informati da diversi giorni. Una soluzione più che concertata, insomma. L' ultima versione del piano d' emergenza per il Nord Est messa a punto dal governo in tandem con le autorità bancarie e i big del credito, dunque, supera le ipotesi approfondite nelle scorse settimane. In particolare, sembra tramontata l' opzione della ricapitalizzazione precauzionale alla quale aveva lavorato a lungo l' amministratore delegato di Bpvi, Fabrizio Viola. La sua uscita di scena potrebbe essere annunciata a breve.

Del resto, ai due istituti non resta molto prima del crac. Di qui la fretta, a cominciare con le manovre per la pulizia dei bilanci. Nella «banca cattiva» di Vicenza e Montebelluna - con ogni probabilità gestita da Bankitalia - finiranno soprattutto i 10 miliardi di crediti marci sui quali sarà poggiata una garanzia pubblica da 4-6 miliardi a carico del Tesoro che si sta avvalendo della consulenza della casa d' affari Rotschild. L' intera operazione, invece, non contempla più Unicredit che ha preferito concentrarsi sul complesso piano di ristrutturazione interno e non sovrapporlo con altri, delicati dossier. Dei big è rimasta in campo, per l' ennesima manovra di «sistema» solo banca Intesa. In pancia a Ca' de Sass, come accennato, dovrebbe finire la parte sana dei due istituti veneti: in buona sostanza il primo gruppo del Paese assorbirebbe così le filiali, i 35-40 miliardi di crediti in bonis, gli 11 miliardi di raccolta e gli 11mila dipendenti. Sul personale, però, è scontata una cura dimagrante: una parte dei lavoratori (4-5 mila in tutto), infatti, è destinata a uscire dal gruppo grazie a un rifinanziamento del fondo esuberi. Previste anche alcune cessioni di rami d' azienda, nell' ottica di fare cassa e di ridurre il boccone da far ingoiare a Intesa. Parte degli asset che oggi fanno parte dei due gruppi, come le quote di Arca, le controllate al sud Banca Apulia e Banca Nuova oltre che le filiali estere verrebbero vendute con negoziati ad hoc. Alla fine della giostra, ci sarà uno spezzatino. E la rotta è stata indicata dal capo della vigilanza della Banca centrale europea, Daniele Nouy, che, in una audizione all' Europarlamento, ieri, ha spiegato che le direttive europee in caso di risoluzione di un istituto di credito offrono «diverse possibilità» inclusa quella di vendere «parti della banca» a rischio. Resta da capire quale sarà il sacrificio a carico degli obbligazionisti: le regole europee, su questo punto, non fanno sconti. Occhio alla stangata.

Per il governo c' è il pericolo di entrare in un altro campo minato, dopo gli errori commessi sul caso Etruria. Renato Brunetta (Forza Italia) attacca l' esecutivo giudicandolo «irresponsabile», mentre le associazioni imprenditoriali, come Unimpresa, chiedono di fare in fretta per evitare una «crisi sistemica». Le aziende italiane dipendo per il 70% dalle banche e il «fallimento» delle venete potrebbe «avere ripercussioni sulla fiducia e sull' economia reale».

martedì 1 agosto 2017

VERGOGNA MELONI ECCO COSA HA FATTO CON I NOSTRI SOLDI PUBBLICI! GUARDATE E DIFFONDETE QUESTA VERGOGNA...

Nascosto tra le migliaia di pagine del decreto per il Sud, che arriverà oggi alla Camera con il voto di fiducia, non ci sono solo soldi sulla carta destinati allo sviluppo del Mezzogiorno, ma anche qualche strano finanziamento ad attività che con la crescita dell'economia sembrano avere pochissimo in comune. Come riporta il Tempo, all'articolo 16 ci sarebbe uno stanziamento per 350mila euro destinati alle celebrazioni nelle regioni del Sud di Antonio Gramsci, del quale nel 2017 cadono gli 80 anni dalla morte. La scoperta al limite del ridicolo è stata fatta da Giorgia Meloni che con non poco stupore ha denunciato: "Il governo Gentiloni ha messo la fiducia sul decreto legge recante 'Disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno'. E quale sarà, secondo la sinistra, una misura economica da approvare con urgenza per risollevare le sorti del Sud Italia dove oltre un terzo della popolazione è a rischio povertà? Ovvio: spendere 350mila euro di soldi pubblici per ricordare Antonio Gramsci". Una beffa che lo stesso intellettuale non avrebbe gradito secondo la Meloni: "Avrebbe trovato un modo molto più utile per lo sviluppo del Mezzogiorno che spendere 700 milioni di vecchie lire per fare una marchetta agli amici degli amici e organizzare un paio di convegni e qualche festa dell'Unità".

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13210853/antonio-gramsci-giorgia-meloni-convegni-decreto-per-il-sud.html


giovedì 27 luglio 2017

STREPITOSO LUIGI DI MAIO OSPITE A LA 7 NEL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA" CI PARLA DELLA GRANDE VITTORIA SULL'ADDIO AI VITALIZI!



STREPITOSO LUIGI DI MAIO OSPITE A LA 7 NEL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA" CI PARLA DELLA GRANDE VITTORIA SULL'ADDIO AI VITALIZI!



mercoledì 26 luglio 2017

STREPITOSA LA GABANELLI IN QUESTA SUA AZIONE CONTRO IL GOVERNO.. ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE E DIFFONDERE !





CLAMOROSO VIDEO DA GUARDARE E CONDIVIDERE OVUNQUE! BERTINOTTI NON RINUNCIA NE' ALLA SCORTA NE' AI SUOI PRIVILEGI!


BERTINOTTI DIFENDE I SUOI PRIVILEGI: “NON... di bigcocomero



martedì 25 luglio 2017

RENZI E I SUOI REGALI DAL VALORE DI MILIONI DI EURO! È UNA VERGOGNA , DOBBIAMO FARLO SAPERE A TUTTI!

La partita delle nomine è fondamentale, per sbloccare la casella a cui tiene di più, quella dell’intelligence informatica, di Marco Carrai. Ma chi c’è dietro Carrai? Quali sono i suoi soci? E soprattutto: perché Renzi non può rinunciare alla sua nomina? La risposta è proprio nella rete di rapporti, soldi e uomini, legati a doppio filo con Carrai. Una rete che il Fatto Quotidiano è in grado di rivelare. Grandi imprenditori delle infrastrutture pubbliche, consiglieri di Finmeccanica, capi di importanti gruppi bancari, ex agenti dei servizi segreti israeliani, uomini legati ai colossi del tabacco. Oltre al solito fedelissimo renziano Davide Serra, finanziere trapiantato a Londra e creatore del fondo Algebris. Persino un commercialista accusato di riciclaggio.

Una rete che si snoda intorno a Carrai proprio dal 2012: negli stessi giorni in cui Renzi avvia la scalata al Pd e poi al governo. Una rete che arriva sino a oggi, alla Cys4, la società di Carrai per la cybersicurezza. La stessa società a cui il governo si è aggrappato per giustificare le competenze di “Marchino”, come lo chiamano gli amici, per guidare il comparto dell’intelligence. Persino il ministroMaria Elena Boschi ne ha dovuto rispondere in aula. Eppure, è proprio la presenza sul mercato della Cys4 a rendere Carrai un uomo in pieno conflitto di interessi.
Quell’estate calda in Lussemburgo. Torniamo quindi al giugno 2012. Renzi annuncia la sua candidatura alle primarie contro Pier Luigi Bersani. Due mesi dopo Carrai vola in Lussemburgo. È il primo agosto. Il Richelieu del premier crea una società, la Wadi Ventures management capital sarl, con poche migliaia di euro e un pugno di soci. C’è la Jonathan Pacifici & Partners Ltd, società israeliana del lobbista Jonathan Pacifici, magnate delle start up che dalla “silicon valley” di Tel Aviv stanno conquistando il mondo.

A Carrai e Pacifici si uniscono la società Sdb Srl di e i manager e . I cinque della Wadi Sarl sono gli stessi che oggi controllano il 33 per cento della Cys4, la società di intelligence di Carrai. Un dato che in questa storia non bisogna mai dimenticare. Ma perché Carrai crea in Lussemburgo la Wadi sarl? La risposta arriva dalle visure camerali lussemburghesi. Fine principale: sottoscrivere e acquisire le , omonima e sempre lussemburghese, che in quel momento ancora non esiste: . Nasce nel novembre 2012. Renzi è in piena campagna elettorale. Il 27 novembre l’amico Serra, già finanziatore della Fondazione Big Bang di Renzi, versa i primi 50 mila euro nella Wadi Sca. E nelle stesse settimane Carrai, in Italia, pone le basi della futura Cys4.

A Carrai e Pacifici si uniscono la società Sdb Srl di Vittorio Giaroli e i manager Renato Attanasio Sica eGianpaolo Moscati. I cinque della Wadi Sarl sono gli stessi che oggi controllano il 33 per cento della Cys4, la società di intelligence di Carrai. Un dato che in questa storia non bisogna mai dimenticare. Ma perché Carrai crea in Lussemburgo la Wadi sarl? La risposta arriva dalle visure camerali lussemburghesi. Fine principale: sottoscrivere e acquisire le partecipazioni di un’altra società, omonima e sempre lussemburghese, che in quel momento ancora non esiste: Wadi Ventures Sca. Nasce nel novembre 2012. Renzi è in piena campagna elettorale. Il 27 novembre l’amico Serra, già finanziatore della Fondazione Big Bang di Renzi, versa i primi 50 mila euro nella Wadi Sca. E nelle stesse settimane Carrai, in Italia, pone le basi della futura Cys4.

Il 26 ottobre “Marchino” crea l’embrione della sua futura creatura, quella dedita alla cybersecurity, e che vede Renzi, proprio oggi, impegnato ad affidargli il settore informatico della nostra intelligence.

La ramificazione israeliana. L’embrione della Cys4 si chiama Cambridge management consulting labs. È una società di consulenza aziendale, iscritta alla Camera di commercio il 6 novembre, un mese prima delle primarie. I soci della Cambridge? Gli stessi della Wadi Sarl lussemburghese. Che così controllano anche la cassaforte Wadi Sca. Nella quale, dopo Serra, entra la Fb group Srl, di Marco Bernabé, già socio della Cambridge.

Stessi uomini, società diverse, che dal Lussemburgo portano anche in Israele. Bernabè è socio di un’altra Wadi Ventures, con sede a Tel Aviv, al 10 di Hanechoshet street. È la stessa sede israeliana dell’italianissima Cambridge. Il 2 dicembre Renzi perde le primarie. Le società lussemburghesi legate a Carrai conquistano invece nuovi soci. Non dimentichiamo la squadra: gli uomini della Cambridge, sono gli stessi della Wadi sarl, che controlla la Wadi Sca. E in pochi mesi arriva un altro milione. Con quali soci?

A marzo 2013, nel capitale sociale, entra la Equity Liner con 100 mila euro, creata nel 2006 da tre società (Global Trust, Finstar Holding srl, Regent Sourcing Ltd) rappresentate da AnnalisaCiampoli. La Finstar Holding, è del commercialista e faccendiere romano Bruno Capone. La signora Ciampoli, pur non essendo indagata, è definita, in alcuni atti d’indagine – quelli su un’associazione per delinquere dedita al riciclaggio transnazionale – la collaboratrice di Capone. Capone, invece, è indagato dalla Procura di Roma per riciclaggio in relazione a ingenti trasferimenti di denaro in Lussemburgo che non riguardano la Wadi.

Nel marzo 2012, dunque, il nuovo socio del gruppo di Carrai è un presunto riciclatore, tuttora indagato. Sei mesi dopo, la Equity Liner riconducibile a Capone, viene venduta a un’altra società, la Facility Partners Sa. E Renzi torna a candidarsi per le primarie.

Signori del tabacco e delle banche. In quei mesi, la lobby del tabacco è impegnata nella battaglia sulle accise. Il collegato alla Legge di stabilità prevede un aumento di 40 centesimi sui pacchetti più economici. L’operazione però salta. Renzi in quel momento non è ancora al governo. Ma è in corsa per le primarie, stavolta può vincere. Il presidente della Manifattura italiana tabacco, in quel momento, si chiama Francesco Valli. È lo stesso Valli che, fino al 2012, è stato a capo della British American Tobacco Italy. Non è di certo un uomo legato al Pd. Anzi. Presiede per tre anni, dal 2009 al 2012, la Fondazione Magna Charta creata dal senatore allora Pdl Gaetano Quagliarello. È lui il prossimo uomo ad aprire il portafogli. È il nuovo socio della Wadi Sca e del gruppo Carrai. Che la lobby della nicotina avesse finanziato Renzi, attraverso la fondazione Open, diventa noto nel luglio 2014, quando la British American Tobacco versa 100mila euro. Il Fatto può rivelare che l’interesse della lobby risale a un anno prima: tra aprile e settembre, Valli versa 150 mila euro alla Wadi Sca, diventando anch’egli socio di Carrai e Serra. Valli, contattato dal Fatto, ha preferito non commentare.



lunedì 24 luglio 2017

UNA NOTIZIA CHE FAREBBE SCATENARE L'INFERNO IN TUTTE LE PIAZZE! QUESTA NOTIZIA VIENE TENUTA SEGRETA DA TUTTI I GIORNALI E DA TUTTE LE RETI TV! FACCIAMO GIRARE OVUNQUE

La vera natura del Pd e del suo segretario si è manifestata ieri, ancora una volta. Incapace di tenere il suo gregge sulla legge elettorale, vaneggia di scie chimiche e parla di altro perché non può più parlare di se stesso.Prova a dire che "Fiano è disponibile a ragionare” ma è patetico quanto lo è il tentativo di dare la colpa al MoVimento 5 Stelle. La legge elettorale è stata uccisa perché il Pd non si poteva permettere le preferenze: non le hanno mai volute. Del resto, ogni forma di meritocrazia è il nemico numero uno di un partito che fonda la propria storia sull’inciucio. Le preferenze avrebbero mandato il Pd sotto, quindi hanno approfittato di una scusa assurda (l’emendamento che estendeva la legge elettorale anche al Trentino Alto Adige) per sfilarsi dall’accordo. E ora frignano che è colpa nostra.

La verità è che il vero guru del Pd è la Poltrona. E il vero vincitore di ieri è il PPP, il Partito Poltrone e Privilegi. Quando saremo al governo, elimineremo i privilegi come già abbiamo fatto con i nostri senza aspettare una legge. E aboliremo anche il voto segreto, statene certi.
Ps: ricordo al segretario del Pd che gli atti parlamentari depositati sul tema scie chimiche sono di parlamentari del Pd. Ben sei interrogazioni nelle ultime legislature.




UNO STRAORDINARIO LUIGI DI MAIO OSPITE A "BERSAGLIO MOBILE" LASCIA LO STUDIO A BOCCA APERTA! COME NON DARGLI RAGIONE? GUARDATE E DIFFONDETE IL VIDEO!


In Liguria si sta vivendo un’emergenza senza precedenti. A Ventimiglia è nato un vero e proprio campo profughi grazie all’europeista Macron (ma anche a Hollande, prima di lui) che respinge i migranti che vorrebbero raggiungere la Francia.

Non solo. Nelle grandi città francesi si compiono rastrellamenti. Vengono individuati i migranti irregolari e, dopo averli caricati sui pullman, rispediti al di qua del confine. Qualcosa che se fosse stata opera di Marine Le Pen - e lungi da me difendere le sue idee - tutta Europa avrebbe gridato alla xenofobia, lo fa Macron e nessuno prende una posizione forte contro la Francia. Lo stesso paese, inoltre, che ha bombardato la Libia, ha destabilizzato l’Africa con le sue politiche colonialiste e adesso si permette pure di respingere i migranti a Ventimiglia.

Oggi è la festa nazionale francese e “liberté, égalité, fraternité” appaiono valori mai come oggi lontani da chi il popolo transalpino dovrebbe rappresentarlo.

Macron si aggiunge alla lunga lista di leader europei che fanno sì gli “europeisti”, ma con le frontiere italiane e le coste siciliane.


GIUDIZIO DURO PER MATTEO RENZI DA PARTE DEL FINANCIAL TIMES! LEGGETE COSA HA SCRITTO !

Il Financial Times boccia il libro Avanti di Matteo Renzi. Per il quotidiano finanziario inglese “probabilmente” la pubblicazione del libro “non sarà il momento in cui Renzi recupererà il suo rapportocon il popolo italiano”, anche se l’ex primo ministro “continua a rimanere il più popolare tra tutti i leader”.
Ma pur avendo “una visione politica più vivace di qualsiasi altro politico italiano”, il segretario del Pd “non scrive abbastanza” di come debba fare l’Italia per “riconquistare competitività globale, in settori come il commercio e innovazione” nelle pagine del libro che racconta i mille giorni a Palazzo Chigi.
Anzi, spiega James Politi nel suo editoriale ripercorrendo gli ultimi mesi della recente stagione politica, dal referendum costituzionale alla riconferma alla guida dei democratici, “Avantidoveva essere un trampolino di lancio” per la sua “missione” ma “riprende le vecchie lotte”, regola i conti con gli oppositori eattacca i media per il trattamento sleale contro di lui, la sua famiglia e i suoi alleati”.
Secondo il giornalista del Financial Times, “uno dei passaggi più forti è l’attacco vile al suo predecessore Enrico Letta per “avergli tenuto il broncio”, dopo il famoso ‘Enrico stai sereno’ e il passaggio di consegne a Palazzo Chigi. Il quotidiano britannico parla anche della sfida alla Ue legata al deficit al 2,9% per 5 anni e ripercorre il rapporto “intenso ma complicato” con la cancelliera Angela Merkel e le istituzioni europee. “A Roma – aggiunge Politi – si dice che il suo progetto sia arrogante e il suo libro rischia di rafforzare questa percezione”.



FONTE:ilfattoquotidiano.it

domenica 23 luglio 2017

IL BELLISSIMO MESSAGGIO DI MARCO TRAVAGLIO CHE LASCIA TUTTI A BOCCA APERTA! ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE E CONDIVIDERE

Evviva, erano solo ladroni! Evviva, non erano anche mafiosi! Evviva, a Roma la mafia non c’è! Erano tutte calunnie contro la nostra bella Capitale morale! E ora, per favore, fuori dai coglioni quei pericolosi incensurati dei 5 Stelle! Aridatece i puzzoni che, poveretti, si limitavano a rubare!
Uno legge i titoli e gli articoli di giornalini&giornaloni sulla sentenza del processo all’ex Mafia Capitale, ora derubricata a Tangentopoli Capitale e, pur abituato a tutto, non può far altro che scompisciarsi. Sia per i delirii dei garantisti all’italiana che esultano come se avessero vinto la bambolina, sia per quelli speculari e contrari dei vedovi inconsolabili dell’associazione mafiosa, caduta nel giudizio di primo grado. Noi abbiamo sempre pensato e scritto, dopo i due blitz del 2014 e del 2015 con decine di arresti e centinaia di indagati per associazione mafiosa, corruzione, concussione, turbativa d’asta, estorsioni e altre delizie, che il sacco di Roma perpetrato per almeno un decennio da destra&sinistra fosse ampiamente provato da fotografie, filmati, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e testimonianze. E che, come in ogni processo, la qualificazione giuridica dei fatti si prestasse a diverse letture, che dipendono dal libero convincimento di ogni giudice e anche dalla vetustà e ambiguità delle norme sull’associazione mafiosa rispetto alle evoluzioni sempre nuove del malaffare. Dunque nessuno poteva né può dire con certezza né che quella banda di criminali non sia mafia, né che lo sia.
L’associazione mafiosa non è un’invenzione della Procura: è stata confermata in varie pronunce cautelari e anche di merito da diversi giudici “terzi” (gip, gup, Riesame, addirittura Cassazione) e negata da altri (in ultimo dal Tribunale che per ora ha l’ultima parola e dunque, per convenzione, ha ragione). Ma quando i giudici dicevano “sì mafia”, venivano da molti bollati come “appiattiti sui pm” e “servi della Procura”, mentre ora che il Tribunale dice “no mafia” viene da molti applaudito come “garantista” e “coraggioso”. Infatti il Foglio di Ferrara e del rag. Cerasa – celebri per attaccare qualunque indagine o processo e difendere qualunque condannato dell’orbe terracqueo (salvo ci siano di mezzo i 5Stelle) – si spellava le mani per lo “splendido giudice che con coraggio ha cancellato” il 416-bis. Oh bella, e da quando in qua il Foglio prende per buona una sentenza? Solo quando gli dà ragione, non fateci l’abitudine. Se lo splendido giudice che con coraggio ecc. avesse confermato il 416-bis, sarebbe uno dei tanti brutti, sporchi, cattivi e “appiattiti”.
Tipo quelli che hanno osato condannare Contrada, Dell’Utri e altri idoli di Ferrara e del suo ragioniere. L’altra faccia della medaglia è Repubblica che, dopo tanti romanzi criminali ed elogi alla Procura di Roma – roba seria grazie all’infallibile Pignatone che fa solo i processi vinti in partenza, quelli provati e straprovati, mica come certi scavezzacollo giustizialisti di Palermo ieri e di Napoli oggi -, ora fatica a spiegare perché Dell’Utri e Cosentino sono dentro per mafia e Carminati esce dal 41-bis perché non è mafioso. Poi ci sono i giornali terzisti, cioè furbastri, tipo Stampa e Messaggero, che mai osarono criticare Pignatone prima e neppure osano oggi, figuriamoci: in compenso dicono che questa è una lezione ai 5Stelle che osavano parlare di mafia (loro, mica la Procura) e addirittura vincere le elezioni con la Raggi al grido di “onestà” (slogan insensato, visto che a Roma non si mafiava, ma solo si rubava: quindi ripetiamo le elezioni e richiamiamo in servizio i ladroni).
Quando finalmente qualcuno scoprirà la differenza tra verità processuale e verità storica, sarà sempre troppo tardi. Ma i politici ladri hanno provocato anche questo danno: fare un tutt’uno della cronaca politica e di quella giudiziaria, autorizzando commentatori politici che non distinguono un processo da un paracarro e un’aula di giustizia dalla buvette di Montecitorio a improvvisarsi giureconsulti.
Come se un critico televisivo commentasse le ricette di Cracco e un cronista di ippica analizzasse la manovra finanziaria. Questi giuristi per caso confondono i processi con le elezioni e le partite di calcio: uno vince e l’altro perde. Pensano che, se il pm ipotizza un reato e il giudice opta per un altro, il primo ha sbagliato e il secondo ha ragione. Non sanno che la giustizia è una convenzione dove l’ultimo magistrato che parla prevale sul precedente, ma nessuno può dire chi ha ragione e chi ha torto. E le indagini e i processi servono a stabilire se un delitto è stato commesso; e, se sì, di quale reato si tratta; e se il sospettato lo ha commesso per davvero o, meglio, se esistono prove sufficienti per condannarlo.
Certo, ci sono anche sentenze che smentiscono i pm: quelle che affermano che si è preso il colpevole sbagliato, o che il delitto non è stato commesso. Ma sono rare e non c’entrano con l’ex Mafia Capitale. I fatti erano straprovati. I pm e alcuni giudici, visti i metodi violenti e intimidatori usati da alcuni imputati, li hanno ritenuti sufficienti per l’accusa di associazione mafiosa, il Tribunale no (anche se non si è mai sognato di negare che a Roma la mafia esista: esistono – come a Milano, a Torino, a Reggio Emilia, non solo al Sud – cosche mafiose, camorriste, ’ndranghetiste, nomadi e autoctone che controllano traffici illeciti e illeciti, ma non erano oggetto di questo processo). E dalle motivazioni sapremo perché (magari perché del metodo violento e intimidatorio tipico del 416-bis esistono alcuni indizi, ma non la prova piena). Poi seguiranno l’appello e la Cassazione. Ma non sposteranno di un millimetro la sostanza dei fatti, cioè il monumentale latrocinio perpetrato ai danni della Capitale: potranno solo confermare o smentire il no all’associazione mafiosa, interpretare una tangente come corruzione o concussione o traffico d’influenze. E nulla più.
Cos’è dunque questa isteria collettiva, fra chi esulta e chi si straccia le vesti? Da che mondo è mondo, il pm propone e il giudice dispone. Se il giudice desse sempre ragione al pm, non ci sarebbe bisogno dei processi: basterebbero le indagini, come nei regimi autoritari. Gli unici che oggi hanno il diritto di gioire sono gli avvocati di Buzzi, Carminati & C. che, anziché negare tutto, anche l’evidenza, avevano onestamente impostato le difese sull’assioma “ladri sì, mafiosi no”, ora riconosciuto dal giudice. Ma i politici e i giornalisti, che dovrebbero badare ai fatti anziché ai distinguo giuridici, che avranno da festeggiare?
Buzzi e Carminati facevano il bello e il cattivo tempo in Comune e in Regione, nelle municipalizzate e nelle imprese, col Pd e col centrodestra, e si sono beccati 19 e 20 anni di carcere: qualcuno ne risponderà?
Odevaine era il capogabinetto del sindaco Veltroni, poi il capo della Polizia provinciale del presidente Zingaretti, poi il coordinatore richiedenti asilo di Alfano, e s’è beccato 8 anni. Nessuno ha nulla da dichiarare?
Gramazio era il capogruppo del centrodestra in Regione e s’è beccato 11 anni: niente da dire?
Panzironi era il capo dell’Ama col centrodestra e s’è beccato 10 anni: tutto normale?
Coratti era il presidente Pd del Consiglio comunale, cioè decideva gli ordini del giorno, le cose da discutere e le cose no, e si è beccato 6 anni: tutto ok?
Tassone, minisindaco Pd di Ostia, s’è beccato 5 anni: quisquilie?
I partiti che li hanno candidati, nominati, fatti eleggere, promossi e premiati malgrado fossero tutti chiacchieratissimi, quando avranno finito di discettare sul 416-bis, ci diranno qualcosa sulla selezione della loro classe dirigente?



fonte: il fattoquotidiano.it

venerdì 21 luglio 2017

DOPO AVER COPERTO GLI IMBROGLI DI BANCA ETRURIA ARRIVA PERSINO LA POLTRONA D'ORO PER LUI.. ECCO DI CHI SI TRATTA !! MERITO DELLA BOSCHI? VOI CHE NE DITE?

Al Consiglio superiore della magistratura è in atto un animato valzer di poltrone, condito dai soliti veleni. Ad accendere le polemiche è la prima commissione (che è stata completamente azzerata), quella che decide sulle incompatibilità ambientali dei magistrati. A presiederla sarà, da lunedì, appunto, il grande avvocato penalista, Giuseppe Fanfani, nipote di Amintore, anzi «Nipotissimo» (come dicono ad Arezzo). Non solo lui è stato il difensore «politico» di Banca Etruria, ma anche quello legale. Da sempre lo studio Fanfani è lo studio di riferimento dell’istituto aretino (e della famiglia Boschi). Il figlio Luca, tanto per dirne una, oggi difende Davide Canestri, direttore centrale e responsabile del risk management, indagato per ostacolo alla Vigilanza.
La polemica nasce dal fatto che la prima commissione, additata per aver assunto un carattere «troppo investigativo», è quella che si è occupata per mesi dell’incompatibilità ambientale del procuratore Roberto Rossi, a capo delle indagini sullo scandalo di Banca Etruria. Rossi indagava su Pier Luigi Boschi, ex vicepresidente della banca e padre del ministro Maria Elena, e al tempo stesso era consulente giuridico del governo. Inoltre giurò davanti al Csm di non aver mai conosciuto i Boschi, mentre invece aveva indagato e per tre volte «assolto» l’ex vice presidente di Banca Etruria. A far aprire un fascicolo contro di lui, il membro laico di Forza Italia, senatore Pierantonio Zanettin. Quando il plenum venne chiamato a votare su Rossi, il consigliere Fanfani preferì andarsene. Il motivo? Fanfani, eletto al Csm in quota «Mari» (la ministra), ha difeso Boschi senior dalle cause sulle quali indagava proprio Rossi. Alla fine il caso venne archiviato. Unico contrario: Zanettin.
Ora però alla presidenza arriva Fanfani e a Palazzo dei Marescialli il clima si fa teso. Per alcuni il «Nipotissimo» è stato scelto apposta per far riacquistare alla prima commissione il suo tradizionale stile burocratico e paludato, meno da Santa inquisizione e più da passacarte. «Nei due anni passati in prima commissione ho cercato di interpretare il mio ruolo in modo attivo e non burocratico – commenta Zanettin spostato alla quinta commissione – Ho chiesto l’apertura di molte pratiche sulla base di articoli di stampa. Taluni hanno criticato questo mio attivismo e lo stesso operato della commissione, che avrebbe assunto impropri ruoli investigativi. Spero che la nuova composizione della commissione non preluda ad una sua normalizzazione, come forse all’interno del Csm molti auspicano».
Del resto se Fanfani è bello seduto al Csm lo deve alla Boschi e agli amici dell’Etruria. L’operazione «Fanfani al Csm» è stata gestita personalmente da «Mari» e dai suoi colonnelli toscani: il segretario regionale Dario Parrini e il deputato Marco Donati (fedelissimo di «Mari», il cui padre, Carlo, peraltro, era membro del collegio dei probiviri della banca) hanno convinto il Pd a puntare su quel nome. Del resto, da sindaco di Arezzo, Fanfani, è stato strenuo difensore della banca e della correttezza dei presidenti (cioè quelli che hanno portato al dissesto).
Maggio 2014: Fanfani si schiera contro l’offerta di acquisto della Popolare di Vicenza che avrebbe potuto salvare Etruria: «È inaccettabile». Al suo fianco si schierano papà Boschi e Lorenzo Rosi, ex presidente indagato per conflitto di interesse. A settembre (quattro mesi dopo) Fanfani siede già al Csm.
Il 31 ottobre 2015 a un convegno ad Arezzo sulla legalità (nella foto) c’erano Rossi, Donati e Fanfani, seduti vicini. E «Mari» era l’ospite d’onore. Il cerchio si chiude sempre.


CLAMOROSA NOTIZIA! LETTERA BOMBA AL GOVERNO ECCO CHI SI E' DIMESSO E PERCHE'...

Il ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, ha presentato le sue dimissioni al presidente del Consiglio dei Ministri. Lo ha fatto con una lettera in cui ha spiegato: "Caro Presidente, ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche". E ancora: "Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia. In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C'è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica".
Dunque, Costa, si rivolge direttamente a Gentiloni: "Tu, caro Presidente, hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero". Parole pesanti, quelle di Costa, che punta il dito contro chi nel governo e nella maggioranza, de facto, non gli ha permesso in buona sostanza di dire semplicemente ciò che pensava.
"Ho avuto un'occasione unica - prosegue nella lettera - ed ho fatto un'esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità. Allungherò la lista, peraltro cortissima, di ministri che si sono dimessi spontaneamente. Rassegno, pertanto, con la presente, le mie dimissioni dall'incarico di ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del governo".
Dunque, dimissioni in netto contrasto con la linea del governo e, soprattutto, in contrasto con lo ius soli. Un passo indietro dietro al quale, si sussurra, potrebbe esserci lo zampino di Silvio Berlusconi e l'imminente ritorno di Costa in ForzaItalia, e quel suo riferimento al "riunire le forza liberali" in attacco della lettera, a tal proposito, è piuttosto esplicito.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13021869/enrico-costa-dimissioni-ministro-affari-ragionali-lettera-gentiloni-ius-soli-forza-italia-berlusconi.html

giovedì 20 luglio 2017

CONDIVIDETE SUBITO: IL PD VUOLE CENSURARE QUESTA PORCATA MA IL M5S HA LE PROVE. GUARDATE COSA HANNO FATTO.

GLI ITALIANI HANNO IL DIRITTO DI SAPERE LA VERITÀ!

Gli accordi indicibili ad opera di Renzi e Alfano svelati per errore da Emma Bonino hanno portato il paese allo sbando e lo hanno reso chiaro a tutti: il Partito democratico non è in grado di gestire il problema dell’immigrazione.

Chi non ha coraggio non può darselo, quindi ci troviamo costretti a forzargli la mano. Caro Renzi, ora devi rispondere alle seguenti domande:

1) Vogliamo vedere le carte: cosa hai firmato, nero su bianco? Fino a che punto hai svenduto il nostro Paese “per risparmiare” (come sostieni tu) o “per far guadagnare qualcuno” (come invece sospettano tutti)? Se c’è un accordo sottobanco con l’Europa, che ha costretto un Paese già in ginocchio ad ospitare in due anni oltre mezzo milione di migranti, abbiamo il diritto di conoscerne i dettagli.
2) Quanti soldi ha elargito l’Italia alla Turchia per chiudere la rotta balcanica? Quanto è costato ai contribuenti italiani alzare il “muro” a protezione della Germania, deviando il flusso sulle nostre coste? Quante centinaia di milioni abbiamo tirato fuori per stipulare con l’Europa l’ennesimo affare che conviene a tutti tranne che a noi?
3) Vogliamo sapere che tipo di rapporti ha il PD con i finanziatori delle ONG. Chi sono coloro che mantengono i costosissimi servizi di tali organizzazioni, inclusi navi, aerei ed elicotteri? E questi hanno per caso finanziato anche le campagne elettorali del PD, o associazioni e circoli nazionali vicini al tuo partito?


TREMENDA DENUNCIA DI VIRGINIA RAGGI, POCO FA A SORPRESA:” Vi dico chi c'è dietro..."

TREMENDA DENUNCIA DI VIRGINIA RAGGI, POCO FA A SORPRESA:” Vi dico chi c'è dietro..."
Vi abbiamo chiamati qui per denunciare quello che sembrerebbe un attacco coordinato ai mezzi del servizio giardini, dal 19 aprile sono ben otto. Sono iniziati con l’avvio della bella stagione, la primavera, quando l’erba cresce e quando è necessario che il servizio giardini si attivi per rendere fruibile il verde. Sono state fatte delle denunce spot, ora il comune presenterà un esposto alla procura, perché sembra che dietro questi episodi ci sia una regia”. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, durante una conferenza stampa nella sede del servizio giardini di Villa Lazzaroni.

Danni da 30mila euro. In meno di un mese sono otto gli episodi di aggressione e vandalismo alle sedi e ai mezzi del servizio giardini di Roma conteggiati dal Comune di Roma. Nel complesso i danni economici prodotti sono “contenuti”, si legge in una relazione del dipartimento Tutela Ambientale: le prime stime si aggirano intorno ai 30 mila euro circa, tuttavia si tratta di danneggiamenti che stanno rendendo inservibile i mezzi speciali del servizio. Le due aree che hanno maggiormente risentito di tali danneggiamenti sono villa Borghese, nel municipio II, e villa Lazzaroni nel VII municipio.

Nella relazione sono annotati otto episodi, dal picconamento del container utilizzato dal personale che opera per il Centro emergenza Verde il 19 aprile all’ultima rottura dei parabrezza di due camioncini e di un lucchetto a Villa Lazzaroni. (FONTE: Huffingtonpost.it)



mercoledì 19 luglio 2017

Carrara, il Pd espelle 16 dem per non aver sostenuto il candidato sindaco...

“Sedici lettere per avviare l’espulsione dal partito per non aver sostenuto il candidato sindaco alle ultime elezioni. È iniziato così l’iter per allontanare dal Pd i dissidenti che alle comunali dello scorso giugno avevano deciso di mollare Andrea Zanetti, espressione ufficiale dei dem nella corsa alla guida del comune di Carrara, vinta dal Movimento Cinque Stelle. E adesso il commissario comunale ha deciso di applicare alla lettera lo Statuto nazionale che prevede la segnalazione alla commissione provinciale di garanzia.
Del resto, la spaccatura era chiara già prima del voto di giugno. Il Pd Toscana aveva commissariato il circolo locale a inizio 2017 dopo la decisione autonoma di un proprio candidato e delle alleanze allargate “a sinistra”. Così la candidatura dem di Andrea Vannucci – che ha comunque tentato l’avventura con Mdp e altri – era sfumata e da Firenze indicarono Zanetti come nuovo leader della coalizione che ha tentato di mantenere la guida del Comune. Pd contro Pd, insomma. E battaglia arrivata anche nelle aule di tribunale.
Adesso è il momento della resa dei conti. Come raccontato da Il Tirreno, il commissario Gianni Anselmi ha spedito 15 lettere di ‘deferimento’ a coloro che si sono candidati o hanno sostenuto politici esterni al Pd, tra cui Vannucci, al quale è stata indirizzata la 16esima missiva. E questo nonostante alcuni tra coloro che sono stati segnalati alla commissione di garanzia non avessero rinnovato la tessera dopo il 2016 o avessero segnalato negli scorsi mesi il loro allontanamento dal partito. Altri, invece, soprattutto i più vicini a Vannucci, nel corso della campagna elettorale avevano più volte ribadito di essere loro la vera espressione del Pd locale. Adesso, la resa dei conti.”


martedì 18 luglio 2017

Voragine Pd, per colpa di Renzi il partito crolla al 24 per cento! Diffondiamo....


Secondo l'ultimo sondaggio di Ipr Marketing, il Partito democratico starebbe proseguendo il suo inabissamento fino a sfiorare il dato del 24%. Oltre a perdere elettori per l'effetto Renzi, il partito non riesce a raccogliere nuovi consensi. M5s in testa, a destra domina la Lega.

ROMA - Voragine Pd, verrebbe da dire. Secondo l'ultimo sondaggio di Ipr Marketing di qualche giorno fa, il Partito democratico starebbe proseguendo il suo inabissamento, peraltro sempre più repentino, tanto da sfiorare un dato che, se corrispondesse davvero alla percezione degli italiani, sarebbe a dir poco catastrofico: 24 per cento. Sì, 24. Matteo Renzi ci prova e ci riprova, ma niente: i numeri sono in caduta libera, nonostante le ospitate, le dirette Facebook, le autodifese a spada tratta, le strizzatine d'occhio a destra sull'immigrazione per raggranellare qualche voto in più, e persino il libro appena uscito. Colpa del «Bomba», dunque? Parrebbe proprio di sì, anche se la lista sarebbe lunga, tra i vari D'Alema, Pisapia, Prodi, Bersani e chi più che ha più ne metta. L'elettorato Pd si scopre «sempre più polverizzato»: queste le parole a commento del direttore di Ipr, Antonio Noto, che ha condotto il sondaggio.

Pd perde elettori, e non ne fagocita di nuovi
Oltre alla moria di fidi sostenitori, il problema in casa Pd è anche un altro: di elettori nuovi neanche l'ombra. Lo stesso Noto sciorina cifre che non lasciano scampo: «Nelle settimane precedenti le primarie dello scorso aprile, il Partito democratico oscillava tra il 27 e il 28 per cento. Ma dopo l’elezione di Renzi a segretario e l’esplodere dello scontro interno ha cominciato a scendere, stabilizzandosi tra il 25 e il 26. Ora però è sceso sotto il 25, la quota più o meno del Pd alle Politiche del 2013, con Bersani segretario. E di fatto, è anche la soglia sotto la quale la situazione del partito si può definire critica». Già, critica. Tremendamente critica. «Chi lascia lo fa soprattutto in dissenso verso il segretario. A mio avviso, il Pd renziano può contare su uno zoccolo duro del 22 per cento. E quella cifra si avvicina pericolosamente». Da notare comunque che l'emorragia Pd, in realtà, non va a rimpolpare le fila di altri schieramenti: «Il 90 per cento degli elettori che abbandonano i democratici» spiega Noto, «dichiara di non voler più votare nessun partito», quindi non fa altro che alimentare la quota, già elevatissima, di astenuti. Non c'è nessuna fuga, ad esempio, verso gli scissionisti di Mdp-Articolo 1, «ormai stabilmente al 6 per cento, da settimane. E questo contando anche Giuliano Pisapia tra i suoi leader».
M5s in testa, a destra domina la Lega
Quanto peserebbe dunque davvero una coalizione rossa? «Il 10, forse anche il 12 per cento, ossia grosso modo le percentuali di Rifondazione comunista nel suo momento migliore» sostiene il direttore di Ipr. Poi naturalmente ci sono gli altri. Mantiene il primo gradino del podio il Movimento 5 Stelle, «tra il 28 e il 29 per cento»«Sono sostanzialmente stabili, ma tra febbraio e marzo avevano superato il 30 per cento, toccando anche il 32» prosegue Noto. Gli scossoni interni, quindi, almeno un po' si sono sentiti, «colpa anche di tante, recenti polemiche». A destra, la Lega di Salvini, che Noto definisce «tonica», si posiziona al 14 per cento, allungando la distanza dal Cav e da Forza Italia, fermi all'11,5. Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia resta piuttosto stabile al 5 per cento, mentre l'Alternativa popolare di Alfano si attesta attorno al 3. Numeri che restituiscono una sola verità: «Nessuno ad oggi, con questa legge elettorale, ha i numeri per formare un governo, neppure in coalizione».




QUESTO POST DEVE ARRIVARE FINO A PALAZZO CHIGI: CONDIVIDETELO SUI DIARI DI TUTTA ITALIA.

Abbiamo un sogno: che tutti gli italiani invadano le piazze come in Romania
Abbiamo un sogno: che tutti i politici corrotti spariscano da questo Paese
Abbiamo un sogno: che i piccoli imprenditori non siano strozzati da Equitalia e dal fisco.
Abbiamo un sogno: che tutti i cittadini onesti abbiano una pensione dignitosa
Abbiamo un sogno: che parole come “vitalizio” e “auto blu” spariscano dalla nostra lingua
Abbiamo un sogno: che questa Europa sia un’unione di popoli e non la dittatura del più forte
Abbiamo un sogno: che i giovani non siano costretti a scappare da questo Paese
Abbiamo un sogno: che le organizzazioni criminali vengano annientate
Abbiamo un sogno: che i responsabili dei disastri in Ucraina e Siria siano processati per crimini contro l’umanità
Abbiamo un sogno: che tutti gli utenti della rete condividano questo post e la nostra voce arrivi fino a Palazzo Chigi.





RENZI NEI GUAI FINO AL COLLO ECCO LA FOTO CHE LO UMILIA! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!

Dopo appena tre giorni dall'uscito del libro di Matteo Renzi, Avanti, nelle librerie è già tempo di far spazio sugli scaffali. Sul Tempo è così apparsa una foto impietosa che testimonia la scelta della Feltrinelli di inserire il pregevolissimo volume del segretario Pd tra quelli scontati al 15%. E chissà se servirà a far vendere una, almeno una copia in più.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/12906297/libro-renzi-scontato-feltrinelli-.html


lunedì 17 luglio 2017

Mentre il ministro Madia dice che i "furbetti del cartellino" devono essere allontanati senza stipendio in 48 ore, I "furbetti del Parlamento" #imbrogliano impunemente.



Mentre il ministro Madia dice che i "furbetti del cartellino" devono essere allontanati senza stipendio in 48 ore, I "furbetti del Parlamento" #imbroglianoimpunemente.



MOSSA ECCELLENTE QUELLA DEL PM ZUCCARO ! MASSIMA CONDIVISIONE!

Il re della banda dei corrotti è nudo.
Il magistrato Carmelo Zuccaro ha scoperchiato il business dell’immigrazione.
Grazie alla denuncia del pm di Catania abbiamo avuto la conferma dell’esistenza di un sistema di malaffare e del presunto coinvolgimento di alcune ONG.
Il governo si è schierato a difesa delle ONG e i criminali dell’informazione hanno cercato di occultare la vicenda con i soliti trucchetti. Questa gente ha paura che emerga la verità e se potessero insabbierebbero tutto.
Ma si sbagliano. Se provano a fermare Zuccaro dovranno fare i conti con il popolo italiano.
La prima ONG è stata indagata a Trapani e ora aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso.
Nel frattempo vorremmo sapere da Gentiloni cosa ci faceva ieri mattina a Palazzo Chigi il finanziere americano George Soros, che con la sua Soros Foundation finanzia anche progetti di integrazione dei migranti arrivati in Europa.
Aspettiamo una risposta.