venerdì 31 marzo 2017

+++ BOMBA DI MAIO +++ NIENTE ALLEATI IL MOVIMENTO AVRA' IL 40%! GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI!

"Niente alleati, il Movimento avrà il 40%". Lo dice con forza Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, indicato come il probabile futuro premier del M5s. Dopo il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere che indica le preferenze al M5s pari al 32,3%, Luigi Di Maio parla di futuri scenari. Nessuna Italia divisa in tre, nessun Paese bloccato, perché "vinceremo con il 40% grazie a un programma innovativo che stiamo mettendo a punto in Rete. Sarà la nostra rivoluzione gentile".
Vi alleerete con altre forze? "Credo che le altre forze politiche", risponde il grillino, "non potranno sottrarsi dal condividere e votare alcuni punti come l' abolizione di Equitalia e dell'Irap o il reddito di cittadinanza. Se lo faranno volteranno le spalle ai cittadini e si assumeranno una grande responsabilità verso il Paese".
Di Maio parla anche dell'ipotesi di includere "personalità di alto profilo", non necessariamente iscritte ai Cinque Stelle, in ruoli istituzionali. "È vero che pensiamo al governo e che stiamo lavorando a un programma rivoluzionario", spiega, "questa è la nostra priorità ora. Non esistono preclusioni, ma ci vogliono persone che condividano i principi legati ai nostri temi: ambiente, acqua, energia, trasporti. Ma appunto il nostro focus è sui contenuti. Per esempio un programma energetico che punti ai prossimi 50 anni. Anzi, proprio per questo farò parte di una delegazione che sarà a Copenaghen per vedere nuove tecnologie".

FONTE: LIBERO QUOTIDIANO


Pensioni: con reddito di cittadinanza pensionati più tutelati! DIFFONDETE!

"Secondo l'INPS, il 63,1% delle pensioni che eroga (18 milioni di pensioni) sono sotto i 750euro al mese. Addirittura nel 26% dei casi, l'assegno è sotto i 500 euro al mese. Dati che dimostrano chiaramente come siano ancora troppe le persone che non riescono ad avere una vita dignitosa" lo affermano i portavoce del Movimento 5 Stelle della Commissione Lavoro del Senato Catalfo, Paglini e Puglia. "Tutto ciò accade nello stesso tempo in cui i politici stanno facendo l'impossibile per allungare la presente legislatura, almeno fino al 15 di settembre - proseguono -, per poter prendere una pensione che supera i 1000 euro al mese ai 65 anni (60 se fanno 2 legislature) dopo aver lavorato soltanto 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno. Politici che si tengono i propri privilegi ben stretti e che continuano ad ignorare misure come il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle che consentirebbe, invece, di aumentare le pensioni almeno fino ai 780 euro al mese. La situazione è davvero vergognosa". "Per introdurre il reddito di cittadinanza in Italia e così garantire una vita dignitosa a tutte quelle persone che vivono attualmente sotto la soglia di povertà, non c'è altra alternativa che quella di aspettare che il Movimento 5 Stelle arrivi al governo. I politici di professione ormai vivono in un altro mondo, quello dei vitalizi e delle pensioni agevolate" concludono i portavoce.
FONTE:  MOVIMENTO 5 STELLE SENATO

IL PD RIMANE SENZA SIMBOLO E SENZA CANDIDATI ! DA DIFFONDERE OVUNQUE!

Le amministrative di giugno si avvicinano e il PD è costretto a fare i conti con la perdità di credibilità di un partito che non è stato in grado di ascoltare il Paese né i propri elettori. Così è costretto a presentarsi alle elezioni senza metterci la faccia e in alcune città nemmeno il simbolo. Il partito di governo, dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, e dell’attuale premier Paolo Gentiloni, ha annusato l’aria che tira nel Paese e ha capito che per prendere voti è meglio camuffarsi, confondersi, quasi sparire.
A Palermo, hanno fatto un vero capolavoro, un’indigeribile accozzaglia da Prima Repubblica: il Pd si è fuso in un listone con Angelino Alfano e gli ex Udc, a sostegno del sindaco uscente Leoluca Orlando, fino a ieri attaccato un giorno sì e l’altro pure. Nel listone il simbolo del Partito Democratico è scomparso, è rimasta solo una D sbiadita. Per fare quest’operazione su larga scala hanno fatto cambiare nome al partito di Alfano, che da Nuovo Centrodestra è diventato Alternativa Popolare: hanno tolto la dicitura ‘centrodestra’ ma la sostanza resta la stessa.
Il PD, rimasto senza credibilità e senza candidati, non ha più nemmeno il coraggio di presentarsi con il proprio simbolo.


ALESSANDRO DI BATTISTA : " I PARLAMENTARI DEVONO AVERE UNA PENSIONE COME TUTTI " !! GRANDISSIMO ALESSANDRO !

Sui vitalizi della Casta dei parlamentari non molliamo di un centimetro. Continueremo a denunciare quello che è successo in Parlamento, perché gli italiani sappiano che mentre loro faticano ad arrivare a fine mese e devono fare una vita di lavoro per prendere uno straccio di pensione, alla Camera e al Senato si prendono la pensione dopo soli 4 anni e 6 mesi su una poltrona e ci sono ancora tantissimi ex deputati ed ex senatori che prendono vitalizi d’oro.
Per aver osato raccontare questa verità ai cittadini, e per aver svelato il bluff del PD e degli altri partiti sulle pensioni, 42 portavoce del Movimento 5 Stelle sono stati sospesi: 10 giorni a chi ha esposto i cartelli #SiTengonoIlVitalizio; 12 giorni per chi ha protestato sotto i banchi della presidenza; 5 giorni per chi ha aspettato fuori l'Ufficio di Presidenza solo per guardare in faccia coloro che avevano votato per tenersi il vitalizio mascherato e 15 giorni per chi ha tentato di entrare.
Quelli che a voi hanno imposto una riforma delle pensioni lacrime e sangue e che per loro stessi si sono lasciati la pensione privilegiata, accusano il M5S di “aver attentato al funzionamento delle istituzioni! Sono gli stessi che ogni giorno attentano ai principi costituzionali di uguaglianza e giustizia, gli stessi che hanno salvato dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini condannato in via definitiva, gli stessi che tengono al governo un ministro indagato per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento!
Sappiano, questi signori, che ogni giorno di sospensione è una medaglia che ci appuntiamo al petto.
La sospensione è stata decisa dagli stessi deputati che il 22 marzo scorso in Ufficio di Presidenza hanno bocciato la nostra proposta di abolire la pensione privilegiata dei parlamentari attualmente in carica e di applicare loro la legge Fornero, esattamente come tutti i normali cittadini. E invece no, si sono tenuti stretti la pensione che scatterà a settembre e in più, per lavarsi la coscienza, hanno approvato una delibera bluff, spacciandola come riforma dei vitalizi. Ma vi stanno prendendo in giro: con la complicità della stampa, vi vogliono far credere che hanno tagliato fino al 40% dei vitalizi, ma è una bufala! Quello che hanno deciso è di prelevare 100 euro l’anno a chi prende 71mila euro di pensione all’anno! I tagli sono sulle eccedenze e non sulla cifra totale: chi prende una pensione d’oro continuerà a prenderla, questa è la realtà.
Avrebbero voluto che gli italiani abboccassero all’amo, che vivessero felici e contenti con la consolazione che il PD aveva tagliato i vitalizi: balle! Non gli è andata giù che gli abbiamo rovinato il giochino, ma devono metterselo in testa: noi andremo avanti fino a quando non cancelleremo i loro vitalizi mascherati.

CHIARA APPENDINO , SINDACA DI TORINO AFFERMA : LA TRASPARENZA È UN NOSTRO VALORE! ECCO COSA È RIUSCITA A FARE A TORINO!

La trasparenza è un nostro valore, forse il più importante.
E il modo migliore per affermarlo è metterla in pratica: sul mio sito trovate il file con i dati di sintesi del bilancio della Città di Torino 2017 approvato dalla Giunta.
Tornando brevemente nel merito sottolineo, come è stato fatto questa mattina in commissione, che le entrate totali di quest'anno sono inferiori di 90 milioni rispetto all’anno scorso.
Se devi decidere dove recuperare 90 milioni, hai essenzialmente due possibilità: o gonfi le entrate o fai scelte di responsabilità.
A chi, della precedente amministrazione, ci accusa di demagogia, rispondo che la demagogia è non affrontare i problemi per paura di perdere consenso. Quello che sta muovendo noi, invece, è senso di responsabilità.
Entro marzo dovevamo definire i posti nido che potevamo mettere a disposizione dei torinesi e abbiamo scelto di mantenere tutto il sistema del welfare e dei servizi educativi e di tagliare temporaneamente circa 5 milioni alla cultura. Ma stiamo lavorando per trovare le risorse aggiuntive che ci permettano di evitare questa diminuzione.
Ricordo che è il primo anno in cui il bilancio si approva a marzo, quindi abbiamo ancora qualche mese di margine.

FONTE: MOVIMENTO 5 STELLE


Catania, ex governatore Lombardo condannato a 2 anni per voto di scambio. Caduta l’accusa di concorso esterno

Due anni fa la condanna a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno alla mafia oggi da quell’accusa Raffaele Lombardoa, ex presidente della Regione Siciliana, è stata assolto. Per lui è arriva una più “lieve” condanna a due anni per voto di scambio. I giudici della III corte d’Appello di Catania hanno quindi mitigato il verdetto, rispetto al gup in primo grado, per l’ex leader del Mpa. L’accusa aveva chiesto la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione, addirittura un anno in più della sentenza di primo grado, contestando anche il reato elettorale.  Secondo l’accusa per 10 anni Lombardo avrebbe avuto contatti con esponenti mafiosi e il giudice, nella motivazione della sentenza di primo grado, aveva sostenuto che Lombardo “sollecitò i voti di Cosa Nostra”. 
Quando l’inchiesta Iblis dei carabinieri del Ros esplode, nel novembre del 2010, Lombardo è un politico in ascesa, da possibile ministro del governo Berlusconi passa alla guida della Regione e con il suo Mpa è corteggiato dal centrodestra, col quale vince le elezioni nel 2008, e dal centrosinistra, col quale fa un accordo e vara una giunta tecnica appoggiata dal Pd ricevendo l’accusa di ribaltonista dai suoi ex alleati. Forte di consensi popolari, che per i suoi detrattori erano frutto di ‘clientele’, Lombardo ottiene voti in crescendo. Per la Procura di Catania in parte arrivavano anche da Cosa nostra.

Nata da uno stralcio dell’indagine Iblis dei carabinieri del Ros di Catania su presunti rapporti tra Cosa nostra, politica e imprenditori, l’inchiesta era sfociata in un processo per reato elettorale davanti al giudice monocratico per Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa. La Procura ha poi presentato una richiesta di archiviazione per concorso esterno all’associazione mafiosa che il Gip Luigi Barone, in camera di consiglio, ha rigettato disponendo l’imputazione coatta. Nel frattempo i pm hanno contestato l’aggravante mafiosa per il reato elettorale, atto che ha di fatto concluso il processo davanti al giudice monocratico. Così le accuse dei due fascicoli sono confluite in un unico procedimento davanti al Gup Marina Rizza, con Raffaele Lombardo che ha scelto il rito abbreviato e il fratello Angelo quello ordinario, ancora in corso.
Raffaele Lombardo, aveva scritto il gup Rizza nelle motivazioni con cui lo ha condannato in primo grado, ha “sollecitato, direttamente o indirettamente, i vertici di Cosa nostra a reperire voti per lui e per il partito per cui militava (le regionali in Sicilia del 2001 e nel 2008 e le provinciali a Enna nel 2003) ingenerando nei medesimi il convincimento sulla sua disponibilità a assecondare la consorteria mafiosa nel controllo di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici”. Inoltre avrebbe “contribuito sistematicamente e consapevolmente”, anche mediante “le relazioni derivanti dalla sua pregressa militanza in più partiti politici”, alle “attività e al raggiungimento degli scopi criminali dell’associazione mafiosa” per “il controllo di appalti e servizi pubblici”. Per il gup era stato creato un “complesso sistema organizzativo ed operativo di cui facevano parte imprenditori ‘amici’ ed esponenti della ‘famiglia’, creando vantaggi di cui beneficiava anche l’associazione mafiosa”. Ma questa tesi non è stata condivisa dai giudici di secondo grado. “Raffaele Lombardo con Cosa Nostra non c’entra alcunché: è questo quello che dice la giustizia in forma collegiale” commenta l’avvocato Alessandro Benedetti.


fonte : il fatto quotidiano

giovedì 30 marzo 2017

BRAVISSIMA VIRGINIA RAGGI! GUARDATE COSA HA FATTO PER I CITTADINI, NESSUNO COME LEI! MASSIMA DIFFUSIONE!



Fantastica Virginia Raggi: incontra i cittadini romani municipio per municipio e trascorre ore ad ascoltare le loro problematiche per poter intervenire al meglio. Altro che i politici che dopo il proprio comizio fuggono in auto blu: qui chiunque può intervenire e dire la propria. Quanti sindaci fanno lo stesso? Diffondiamo!

+ + + NOTIZIA BOMBA + + + IL GOVERNO PUO' SALTARE. MINISTRO DENUNCIATO! GUARDATE COSA HA FATTO ALLE SPALLE DEI CITTADINI! VERGOGNOSO!

di MoVimento 5 Stelle
L'avevamo detto qualche giorno fa. E abbiamo mantenuto la nostra promessa: questa mattina abbiamo querelato il ministro Angelino Alfano per peculato. L'attuale ministro degli Esteri ha il record assoluto di voli blu presi da agosto a oggi. Siamo a quota 68, un numero enorme. Ancora di più se si pensa che molti voli non erano nemmeno legati a eventi istituzionali.
Così, siamo andati alla Polizia e abbiamo depositato il nostro esposto. Questo è un abuso ignobile su cui la magistratura deve indagare e verificare se sono stati commessi reati come quello di peculato. I voli blu ci costano 50 milioni di euro l'anno, mentre abbiamo il settore dei trasporti pubblici ridotto al collasso da tagli continui.
Sul tema c'è anche una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle a firma Paolo Romano. La proposta permette di mettere regole chiare sull'utilizzo dei voli di Stato con paletti più stringenti rispetto agli attuali.

+++ MASSIMA DIFFUSIONE +++ IL 'COMPAGNO' BERTINOTTI DIFENDE I SUOI PRIVILEGI: "NON RINUNCIO AL VITALIZIO E ALLA SCORTA"


La proposta del M5S di equiparare le pensioni dei parlamentari a quelle di tutti gli altri lavoratori dipendenti fa tremare la casta. Bertinotti, che percepisce un vitalizio di 4.767 euro al mese e gode di tutta una serie di benefit da ex presidente della Camera, difende i privilegi suoi e dei colleghi. Già sulla scorta aveva detto: "Non rinuncio, non l'ho chiesto e non rinuncio". A voi i commenti, diffondiamo questa vergogna!


Un grandissimo Carlo Freccero elogia in diretta i parlamentari del Movimento Cinque Stelle: "Il loro è un lavoro egregio, straordinario". Diffondiamo!



CARLO FRECCERO ELOGIA IN DIRETTA IL M5S

Un grandissimo Carlo Freccero elogia in diretta i parlamentari del Movimento Cinque Stelle: "Il loro è un lavoro egregio, straordinario". Diffondiamo!


MARCO TRAVAGLIO UMILIA IN DIRETTA RENZI E IL NUOVO PD! DA GUARDARE ASSOLUTAMENTE!



MARCO TRAVAGLIO UMILIA IN DIRETTA RENZI E IL NUOVO PD! DA GUARDARE ASSOLUTAMENTE!


mercoledì 29 marzo 2017

++ IL CORAGGIO DI QUESTA DONNA CHE SFANCULA MARIO MONTI DAVANTI UNA PLATEA VA PREMIATO ++ "MEGLIO MANGIARE PANE E CIPOLLA ONESTAMENTE CHE CHAMPAGNE E CAVIALE COME VOI POVERELLI CHE POI VENITE QUI A CHIEDERE UNA X".


++ IL CORAGGIO DI QUESTA DONNA CHE SFANCULA MARIO MONTI DAVANTI UNA PLATEA VA PREMIATO ++ "MEGLIO MANGIARE PANE E CIPOLLA ONESTAMENTE CHE CHAMPAGNE E CAVIALE COME VOI POVERELLI CHE POI VENITE QUI A CHIEDERE UNA X".



Legge elettorale, M5S: “Mattarellum invotabile. Votiamo subito con il Legalicum”

La riunione dei capigruppo a Montecitorio ha deciso: le legge elettorale arriverà in Aula nella prima settimana di maggio. La proposta del Pd è il Mattarellum, ma dopo la contrarietà di Ap, Forza Italia e Sinistra Italiana, arriva il no del M5S. Danilo Toninelli in sala stampa a Montecitorio: “Il Mattarellum è una legge vecchia, che non si abbina più a questo Paese e per noi è invotabile. L’unica legge elettorale che può essere approvata è quella del M5S e si chiama ‘Legalicum‘: applicare l’Italicum ‘legalizzato’ al Senato ed andare al voto”.

FONTE: IL FATTO QUOTIDIANO


Francesco Boccia e il plagio accademico. La tesi di dottorato copiata del Ministro Madia

Quando in Germania nel 2013 hanno scoperto che la ministra dell’Istruzione del governo Merkel, Annette Schavan, aveva copiato la sua tesi di laurea nel 1980, lo scandalo ha costretto la politica a rassegnare le dimissioni senza tentennamenti. Due anni prima era toccato al ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg. Ne sono poi seguiti decine tra politici e altri ministri. Mentre in ITALIA ognuno resta al suo posto come se niente fosse, ecco casi eclatanti di due esponenti politici di rilievo:La vicenda del plagio dell’onorevole e professore associato di Economia aziendale Francesco Boccia sta assumendo tratti farseschi, anche grazie all’autodifesa del protagonista. In estrema sintesi e con parole sue: “A Campobasso ho fatto semplicemente un trasferimento dalla mia precedente università”; “Ho presentato una lista di pubblicazioni, non ricordo neppure quali, ma escludo categoricamente che ci siano cose non mie”; “Una di queste era un paper senza alcuna valenza scientifica (…), indicato a un seminario interno nell’allora centro di ricerca, come ‘lettura consigliata’”; “La lista l’ho mandata d’ufficio, non ho nemmeno controllato, perché avrò almeno 20-25 pubblicazioni”.
Nella vasta casistica del plagio accademico questa è forse la prima volta in cui a discolpa echeggia la tesi scajoliana dell’“a mia insaputa”. Purtroppo la puntuale ricostruzione di Elena Ciccarello non lascia zone d’ombra sull’evidenza della scopiazzatura, e sembra per giunta emergere una goffa manovra di tentata dissimulazione. Secondo quanto scoperto dal Fatto quotidiano sulla tesi della ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. A fine 2008 la ministra ha conseguito il dottorato alla Scuola Imt di Alti Studi di Lucca con una tesi intitolata: “Essays on the Effects of Flexibility on Labour Market Outcome”. Su 94 pagine, escluse biografia oltre che figure e tabelle, ben 35 sono piene zeppe di frasi e passaggi interamente copiati da altri testi accademici, circa 4 mila parole prese da altri senza che venissero mai citate le fonti.
Il testo è disponibile online sul sito ufficiale dell’Imt, è sufficiente usare uno dei software a disposizione anche dei docenti dello stesso istituto per scoprire che, ad esempio, in tre sottocapitoli ci sono rispettivamente il 40%, il 56% e il 79% di contenuti copiati da altri autori. Altre pagine, aggiunge l’inchiesta del Fatto, sarebbero una sorta di collage di più articoli frutto del lavoro di diversi autori. In queste pagine non c’è traccia di virgolette, altre contengono passaggi presi dagli originali e adattati in poche parole sostituite con dei sinonimi. Quest’ultima, secondo il prof. Gherard Dannemann, membro del Vroniplag che ha analizzato le tesi di politici e docenti tedeschi, è una tecnica nota che spesso indica l’intenzione di copiare senza citare ed è chiamata “shake and paste”.
Nel testo della Madia emerge anche un’altra tecnica riconosciuta dai cacciatori di plagi definita pawn sacrifice, “l’arte del concedere poco, per nascondere molto”. In questo caso la citazione c’è, ma si riferisce ai primi passaggi. Seguono poi centinaia di parole la cui parternità resta abbastanza ambigua da poter essere attribuita all’autore della tesi.
Come accaduto nel più famoso caso tedesco, di norma nel mondo accademico la prima contromisura nel caso di riscontro del plagio è quello di revocare il titolo accademico. In Italia ci sarebbe anche la legge 475 che punisce con pene fino a tre anni di reclusione chi “in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado (…) presente, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri”.

DI MAIO CONTRO TUTTI! La Camera dei Deputati ci costa 100mila euro A voi pare normale? A noi no e ci riprenderemo tutto. Diffondiamo!



La polizza vita e infortuni dei deputati ci costa 350mila euro l’anno e rimborsa di tutto. Perfino invalidità dovuta a infortuni avvenuti in stato di ebbrezza. E quando il M5S ha chiesto di non farla pagare ai cittadini, gli onorevoli hanno prevedibilmente respinto la proposta.


VERGOGNOSO!! I DONI DEGLI ITALIANI AI TERREMOTATI? SAI IN QUALE BANCA SONO E HANNO RISCHIATO DI SPARIRE? LEGGI E CONDIVI

I Doni Degli Italiani Ai Terremotati? Su Un Conto Di Mps Che Stava Per Saltare


Quando il 22 dicembre scorso l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Marco Morelli, ha comunicato che era fallito l’aumento di capitale proposto al mercato dalla sua banca, in pochissime ore il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha convocato il consiglio dei ministri e ha fatto approvare il decreto da 20 miliardi di euro con cui è stata salvata la banca senese. Un fulmine. E non è stato il primo quando qualche istituto di credito ha lanciato il suo allarme.
Da una settimana decine di sindaci delle zone del terremoto avevano lanciato un allarme alle autorità prima guardando le previsioni del tempo, poi sentendo il freddo che mordeva e vedendo la neve che cadeva. Si è sgolato più volte anche Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che in condizioni drammatiche dal 24 agosto è lì a battersi come un leone per i suoi cittadini martoriati. Non è accaduto nulla. Tutti sordi, e quel che è accaduto lo vediamo in queste tragiche ore.
Per salvare Mps Gentiloni ha fatto una corsa da Usain Bolt. Per salvare dalla neve chi aveva già subito il dramma di questi mesi, nessuno si è mosso dalla sedia fino a quando la situazione non è precipitata. L’unica consolazione viene da un aspetto grottesco: salvando quei conti correnti, si è salvato anche qualcosina per i terremotati. Perché fra i tanti istituti possibili per raccogliere le generose donazioni degli italiani, la Protezione civile ha scelto proprio Mps. Su un conto corrente c’erano più di 8 milioni di bonifici. Se la banca senese fosse andata in bail in, si sarebbero persi tutti, così come sarebbero stati persi i fondi raccolti sempre presso Mps da Confindustria o dalla Regione Toscana e Anci Toscana. C’è stato il rischio grosso quindi di perdere i fondi delle donazioni degli italiani ai poveri terremotati. Per altro quei fondi devono ancora essere utilizzati, e sono congelati.
Di fronte a una obiettiva assenza dello Stato in un momento in cui c’erano bisogni drammatici, Gentiloni si è offeso per le polemiche politiche sulla evidente disorganizzazione e impreparazione dei soccorsi, chiedendo sobrietà ai partiti e soprattutto agli avversari politici. Eppure i fatti plasticamente sono quelli, ed è ipocrita nascondersi dietro la generosità e l’incredibile impegno dei volontari che troppo spesso in questi mesi ha nascosto l’inefficienza e la lentezza della macchina pubblica.
Se c’è qualcuno che ha peccato di sobrietà, è stato proprio l’esecutivo. Ha promesso quello che sapeva benissimo di non potere mantenere. Ha annunciato la consegna di soluzioni abitative, dicendo che ormai Amatrice aveva le sue casette quando laggiù c’erano quattro assi ancora da montare e solo per il 10% di quel che sarebbe servito. Ha annunciato la consegna dei container per mettere al riparo gli allevamenti in tempo prima che li distruggesse il rigore dell’inverno, e nei tre mesi successivi ne ha consegnati 2 sui 300 promessi. Chi doveva decidere in fretta, sapendo quel che sarebbe accaduto, non l’ha fatto. Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, e il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, hanno fatto molti incontri, emanato decine di ordinanze e altrettante circolari, spesso contraddicendo dopo pochi giorni le regole appena scelte e impedendo a chi era anche da volontario sul territorio di fare il proprio lavoro avendo qualche certezza con cui muoversi ed operare.
Non sono opinioni politiche, queste. Il 17 gennaio i presidenti di tutti gli ordini professionali delle Marche e di tutte le province hanno firmato un comunicato stampa-appello ad Errani che ha toni drammatici e forse più di ogni altra cosa testimonia la confusione che è regnata sovrana. Il comunicato-appello iniziava così: “I tre Ordini e Collegi Professionali Tecnici delle Marche impegnati dopo il Sisma del 2016 da oltre quattro mesi nelle attività di supporto e di sostegno alle popolazioni colpite dai tragici eventi, chiedono un incontro urgente con il Commissario Governativo Vasco Errani. Il fine è quello di analizzare congiuntamente le criticità rilevate in queste prime attività di ricostruzione che coincidono, sostanzialmente, con le operazioni di rilievo delle agibilità e della valutazione del danno”.
Poi spiegava il motivo di quell’incontro: “I sottoscritti Presidenti portano a conoscenza il Commissario e le popolazioni interessate che le mutate condizioni intervenute con le recenti Ordinanze, hanno generato notevole confusione sulla tempistica, sui modi e sui contenuti della ricostruzione stessa, il tutto in una situazione già grave dove sussiste ancora la necessità di procedere ai rilievi di agibilità. Questa situazione non è più sostenibile! Non si può, infatti, contemporaneamente ricostruire e, nel frattempo, rilevare il danno (…) In tempo di emergenza, questa continua emanazione di norme ha generato nella popolazione e nei tecnici stessi confusione ed incertezza, tant’è che al momento, i professionisti non stanno presentando alcun progetto, neanche per la ricostruzione leggera”. I 6 mila tecnici marchigiani che hanno fin qui fatto i rilievo si rifiutano di proseguire il loro lavoro in queste condizioni. E la responsabilità di chi è?
Organizzazioni di volontariato presenti nella zona del sisma, hanno comunicato fin dalla fine del mese di ottobre alle autorità di avere a disposizione container utilizzabili sia per persone che per animali e di volerle mettere a disposizione dei terremotati. E’ stato risposto a loro “no, grazie”. Ci avrebbe pensato il governo, che voleva usare la via maestra della gara pubblica per le forniture, con tutti gli imprimatur degli organismi di vigilanza (Anac in testa) per non rischiare. Il risultato è che quel che poteva dare riparo prima dell’arrivo dell’inverno, non è stato dato. Il governo non ha consegnato i container-stalle, e gli allevatori stanno perdendo le loro bestie ogni giorno.
Mentre i sindaci di queste martoriate zone hanno bisogno di lavorare su una emergenza continua e non di perdere il tempo in mille riunioni, correndo dietro alla burocrazia, da quegli incontri spesso inutili emerge una sola cosa: il terrore che hanno sia Curcio che Errani e i loro uomini di ricevere un avviso di garanzia per avere deciso in fretta una cosa piuttosto che un’altra. Sono preoccupati per se stessi assai più che per la gente che vive dramma ed emergenza. Vogliono mille bollini di legalità preventiva su ogni cosa che fanno, assediano Raffaele Cantone per avere ok che spesso non è nemmeno in grado di dare. Rivolgendosi ad ogni tipo di autorità in cerca di assoluzioni preventive che nessuno può dare, ricevono suggerimenti spesso contrastanti con le poche decisioni prese. E accade quello che ha scatenato la rabbia dei professionisti marchigiani.

Fonte: http://limbeccata.it/la-fregatura/i-doni-degli-italiani-ai-terremotati-su-un-conto-di-mps-che-stava-per-saltare/

+ + + STRAORDINARIA VIRGINIA + + + GUARDATE COME VIENE ACCOLTA VIRGINIA DA BAMBINI E NON SOLO! DA GUARDARE E DIFFONDERE!



+ + + STRAORDINARIA VIRGINIA + + + GUARDATE COME VIENE ACCOLTA VIRGINIA DA BAMBINI E NON SOLO! DA GUARDARE E DIFFONDERE!



+ + + ULTIM'ORA BOMBA + + + Serracchiani, l'attacco brutale del giudice. Sono guai, la frase-terremoto sulla Dem! Guardate e diffondete ovunque!

Un attacco ferocissimo è partito dal profilo Facebook di un giudice di Trieste contro la presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia, Debora SerracchianiGiorgio Nicoli, riporta la Stampa, non è neanche un giudice qualunque, visto che è stato il Gip dell'inchiesta Rimborsopoli sui consigliere regionali e i sospetti rimborsi spese ai gruppi consiliari. Sul social il magistrato avrebbe voluto rispondere alla domanda del consigliere comune di Fratelli d'Italia, Claudio Giacomelli, su quale fosse la "legge più dannosa approvata dalla Serracchiani". Da quel momento al magistrato le dita sono partite incontrollate sulla tastiera.
Prima di pentirsi e cancellare tutto, Nicoli ha scritto sul suo profilo: "Mah... credo che era meglio se la Serracchiani non fosse entrata in politica... ma se anche lo ha... non cambia niente... danneggia tutti da destra a sinistra... il che è diverso dal meritarsi le critiche dell'opposizione... quello è normale in democrazia e va bene sempre... ma questa Presidente supponente e inconsistente lascerà dopo di sé il vuoto assoluto e credo che nessuno la rimpiangerà... una errore della Storia e basta", con tanto di emoticon.
Al quotidiano triestino Il Piccolo ha provato a giustificare lo sfogo da semplice cittadino: "non in veste di giudice" come fanno "tanti medici che danno un giudizio pessimo sulla riforma della sanità". Certo paragoni a parte, lo stesso Nicoli dopo un po' si è accorto di aver esagerato e si è scusato di nuovo sul suo profilo: "Scusate, ho dimenticato per un attimo che le mie parole pootevano essere lette come qualcosa di correlato, anche solo alla lontana, al mio ruolo".
La Serracchiani alla Stampa si è detta "sbigottita", l'attacco ha pochi precedenti e di sicuro non resterà con le mani in mano: "Sono convinta che gli organismi competente sapranno cosa fare...". E il fascicolo di Nicoli potrebbe presto arrivare sul banco del Consiglio superiore della magistratura.
FONTE: LIBERO QUOTIDIANO

martedì 28 marzo 2017

L'INCREDIBILE FIGURA DI MERDA DI FILIPPO TADDEI DEL PD IN DIRETTA TV!

Io mi chiedo se una persona normale dopo una figura di m… di questo genere possa presentarsi ancora in pubblico, fosse accaduto a me, per la vergogna, mi sarei ritirato in un eremo rifuggendo da qualsiasi rapporto col prossimo.


In breve.

Filippo Taddei è il Responsabile economico del Pd (pazzesco!!!) è ospite in studio della trasmissione Omnibus in onda su La7 e condotta da Alessandra Sardoni, l’argomento trattato è il futuro dell’euro, in collegamento da Milano il responsabile economico della Lega Nord Claudio Borghi Aquilini.Ebbene ad un certo punto del dibattito Taddei prende la parola, riporto in corsivo virgolettate le sue testuali parole, corredate da mie considerazioni:

“Ultimo esempio storico di trasformazione di una moneta …”

Già dalle prime parole si poteva intuire la confusione che alberga nella mente di questa persona, cosa significhi “trasformazione di una moneta” lo sa solo lui, ma siamo solo all’inizi.

“… succede in Argentina, 2001 dopo che non pagano più il debito in Argentina si passa dal Pesos, che valeva 1-1 sul dollaro, quindi si rompe la parità sul dollaro e si passa a quello che era il corralito.”?!?!?

Ma che sta dicendo?

Il corralito ?!?!?

Ma è fuori di testa? Evidentemente sì, perché proprio per togliere qualsiasi dubbio specifica:

“Il corralito è una nuova moneta.”

Il corralito è una nuova moneta?!?!? Ma questo è totalmente fuori di testa, non è solo ignorante, ma un totale analfabeta in campo economico.

Il corralito non fu altro che una legge, con validità temporanea (durò meno di un anno), approvata dal governo argentino per limitare l’abuso del contante, favorendo di fatto l’uso della moneta elettronica, quindi il corralito era una disposizione che aveva, nelle intenzioni dei governanti argentini del tempo, lo scopo di combattere l’evasione fiscale e la fuga di capitali all’estero. Come succede anche in Italia, ad una legge, viene data una denominazione, possiamo fare l’esempio del Jobs Act, legge che regola il mondo del lavoro, o il Consultellum, legge elettorale che deriva da una sentenza della Consulta.

La moneta dell’Argentina non è mai cambiata! E’ sempre stata il Pesos!!!

E vi risparmio le altre scempiaggini che Taddei ha aggiunto successivamente. Ovviamente Borghi è rimasto basito, non sapeva se ridere o piangere. Ha cercato di ribattere: “Ma cosa dice?” spiegando ai telespettatori cosa fosse il corralito, ma Taddei ha proseguito imperterrito con le sue farneticazioni, anzi accusando Borghi di essere inattendibile!

Ora, cari lettori ditemi voi, ma questo Taddei è il responsabile economico del Pd!!! Ve ne rendete conto?!?!? Siamo in mano ad analfabeti totali in campo economico!!!

Che possibilità abbiamo di risollevarci se le nostre speranze in campo economico sono nelle mani di totali incompetenti???

DIFFONDETE OVUNQUE QUESTE IMMAGINI CHE ARRIVANO DALLA PUGLIA CENSURATE DALLE TV!! I CITTADINI IN PIAZZA contro LO SRADICAMENTE DEGLI ULIVI PER IL CONDOTTO TAP, IL GOVERNO RISPONDE CON LE FORZE DELL'ORDINE..



Diego De Lorenzis Cittadino
In diretta dal presidio NoTAP vicino all'area del cantiere! Le forze dell'ordine hanno creato un cordone spingendo chiunque fosse d'intralcio al transito dei mezzi...sindaci, consiglieri regionali travolti in uno scontro senza senso alcuno! Un territorio "militarizzato" inutilmente a causa di una opera non strategica che non è certo venga autorizzata dato che il progetto esecutivo! Un Governo prepotente e arrogante che difende multinazionali e calpesta la nostra storia e il nostro territorio con la complicità di un presidente di Regione inetto e perennemente impegnato nella sua personale scalata al Partito!
Oggi i cittadini pagano le scelte degli anni passati e di quelle presenti compiute da politici senza dignità e senza credibilità!
Sono arrabbiato, deluso e mi sento impotente di fronte a tanta insensatezza!
Maurizio Buccarella
In queste ore questo e' quanto sta succedendo fuori dal cantiere dove saranno espiantati degli ulivi per il passaggio del gasdotto che viene dall'Azerbajan.
Per capire quando una cosa e' sbagliata basta osservare quando le nostre Forze dell'Ordine sono usate per contrastare la resistenza pacifica di cittadini che intendono difendere un interesse comune, un bene diffuso come l'ambiente, il territorio, la Natura.
Non sono black bloc o esaltati di taluni centri sociali...
Insomma, perché lo Stato agisce contro i propri cittadini per la realizzazione di un'opera ?

SCANDALO ! E' UNA VERA VERGOGNA! GENTE CHE MUORE DI FAME E QUì SI PARLA DI APPARTAMENTI GRATIS AI POLITICI E NON SOLO! GUARDATE IL VIDEO E DIFFONDETE OVUNQUE!





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Caso firme Raggi, il notaio che ha autenticato il documento: “Procedura regolare, testo valido”

“La procedura è avvenuta in maniera corretta. L’autentica della firma riguarda l’identità della persona che sottoscrive. E se si aggiungono dei dati successivamente, l’autentica non perde il suo valore”. Massimiliano Ebner è il notaio che ha autenticato la firma sul documento datato 20 aprile 2016, che il M5s Roma ha poi consegnato all’ufficio elettorale per la presentazione della lista alle scorse elezioni amministrative, culminate con l’elezione di Virginia Raggi a sindaco di Roma. Una denuncia del capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato, ripresa da un servizio della trasmissione Mediaset Le Iene andato in onda domenica 26 marzo, poneva dubbi sulla validità dell’atto perché il numero delle firme – raccolte 4 giorni dopo – era stato apposto successivamente, come ammesso dallo stesso partito. Nella giornata di ieri è spuntata una sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia, confermata dal Consiglio di Stato, che di fatto autorizzerebbe questo tipo di “post-datazione”. Sempre ieri, ilfattoquotidiano.it ha riportato la testimonianza del notaio Ebner, che non ricordava i particolari della vicenda. Oggi il professionista ha ricontattato la redazione per ricostruire i dettagli del caso.
Notaio Ebner, allora lei era presente o no all’autenticazione richiesta dal M5s?
Certo che ero presente, sono andato a controllare, ricordo anche il giorno. C’è la mia firma, ero io, e ci mancherebbe pure! E’ nelle altre procedure, ovvero alle firme che hanno preso i cancellieri, che io non ero presente.
Ci aiuti a capire: la procedura è avvenuta in maniera corretta o no? Quel documento è un falso oppure no?
Per quello che è di mia competenza è avvenuto tutto regolarmente, l’autentica è stata fatta in maniera corretta, quindi quel documento è valido.
Secondo la ricostruzione però è stata lasciata una casella in bianco e, successivamente al suo timbro, è stato apposto un numero a penna. Questo è permesso?
E’ semplice: il documento è stato firmato e quindi autenticato come l’hanno predisposto loro. Poi il resto è solo una questione di trasparenza e di validità della lista. L’autentica è stata fatta all’inizio invece che farla dopo, ma la sostanza non cambia. Il mio lavoro è solo quello di riconoscere la persona che ha firmato.
Insomma il dato è irrilevante? Anche se il documento è cambiato?
Certo. Io non ricordo com’è stato predisposto quel documento, per come l’hanno detta loro, il numero delle firme l’hanno aggiunto dopo. Però è un dato irrilevante, credo, perché le sentenze dicono che non ci sono controindicazioni.
Quindi lei ci sta dicendo che lei riconosce la firma, non il contenuto del documento?
Certo, il documento rimane comunque regolare, l’autentica rimane quella, la certificazione dell’identità della persona che firma quel documento non si modifica.
Esistono due originali o è uno solo? Lei ha in archivio una copia del documento?
No, l’originale è uno solo, lo dice la parola stessa, e quello che rimane al cliente. Ripeto, l’autentica della firma riguarda l’identità della persona.
E il valore del documento resta intatto?
L’autentica rimane e non si perde il valore. Non so poi quale sia stata la procedura che ne è stata seguita, non è mio compito. Per quello che è di competenza mia quello è stato fatto tutto in maniera corretta, certificata e regolare e non ci sono altre cose da aggiungere. Per le procedure successive, non mi esprimo, ovviamente”.
FONTE: IL FATTO QUOTIDIANO

BARBARA LEZZI SU TUTTE LE FURIE IN AULA FA' FUORI GENTILONI !! FANTASTICA, FACCIAMO GUARDARE QUESTO VIDEO A TUTTI!



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ULTIM'ORA BOMBA!! Il grillino rivela chi c'è dietro l'attacco Chiamate Londra: ha le prove! Guardate e diffondete !

Prima o poi qualcuno dovrà riportare sulla Terra il senatore Bartolomeo Pepe, già grillino, oggi battitore libero di deliri. L'ultima uscita infelice del parlamentare riguarda l'attacco terroristico di Londra, secondo lui un mastodontico complotto. E quale prova inoppugnabile porta il senatore per mettere in guardia il mondo? La foto di un'eliambulanza con il simbolo della massoneria. Al senatore però non sarà sfuggito che sull'elicottero c'è anche una scritta bella grossa che recita "Massoneria di Londra", non proprio il modo migliore per occultarsi. Una breve ricerca su Google avrebbe aiutato Pepe a intuire che quell'elicottero è frutto di una misteriosissima donazione di due milioni di sterline dei massoni londinesi al servizio di elisoccorso della City. "No comment" scrive Pepe sul suo profilo Facebook, parole sante senatore.

FONTE: LIBERO 

VERGOGNOSO! BANCHE E PARADISI FISCALI : ECCO COSA FANNO A SCAPITO DEI CITTADINI !

Le principali banche europee traggono enormi profitti nei paradisi fiscali a scapito delle finanze pubbliche. La nuova denuncia arriva dall’ultimo rapporto Oxfam secondo cui i 20 maggiori istituti di credito della zona euro realizzano circa un quarto dei propri profitti, circa 25 miliardi di euro, in queste giurisdizioni.
Tra le banche citate troviamo Unicredit, HSBC, Barclays, RBS, BNP Paribas, Crédit Agricole, Société Générale, Deutsche Bank, Santander.
Le stranezze non mancano, a analizzare le cifre, queste banche dichiarano utili nei paradisi fiscali pari al 26%, una ciffra d’affari del 12% e un tasso di impiego del 7%. Tra le le altre “stranezze” c‘è anche il fatto che nel 2015 queste banche hanno generato ben 628 milioni di euro di utili in Paesi dove non hanno neanche un dipendente.

Così, per esempio, BNP Paribas ha guadagnato 134 milioni di euro, tax free, alle Caiman, dove non ha alcun dipendente.
E ancora,le banche che operano nelle giurisdizioni con più bassi livelli d’imposizione risultano due volte più redditizie della media e i loro dipendenti hanno un livello di produttività quattro volte maggiore che altrove. Irlanda e Lussemburgo registrano circa un terzo dei profitti generati nelle giurisdizioni compiacenti. Solo nel Lussemburgo, i big delle banche, nell’esercizio fiscale 2015 hanno registrato 4,9 miliardi di euro di utili, “più che nel Regno Unito, Svezia e Germania messe insieme”..
In Lussemburgo e Irlanda si concentrano il 29% dei profitti fatti dalle banche nei paradisi fiscali. Secondo Oxfam, il rapporto è stato possibile grazie alle nuove regole sulla trasparenza dell’Unione europea.



FONTE : MOVIMENTO 5 STELLE

lunedì 27 marzo 2017

STREPITOSA VIRGINIA RAGGI!! A LAVORO PER UN FUTURO MIGLIORE E NON STAREMO A SENTIRE LE FAKE NEWS DEI GIORNALAI! GUARDATE E DIFFONDETE IL VIDEO OVUNQUE!


STREPITOSA VIRGINIA RAGGI!! A LAVORO PER UN FUTURO MIGLIORE E NON STAREMO A SENTIRE LE FAKE NEWS DEI GIORNALAI! GUARDATE E DIFFONDETE IL VIDEO OVUNQUE!



DOPO IL SERVIZIO DELL IENE, ARRIVA L’ANNUNCIO DEL M5S:”VIRGINIA RAGGI E’ LA SINDACA DI ROMA LEGITTIMAMENTE”

“Il servizio de Le Iene riferisce di una presunta irregolarità formale su un atto (chiamato atto principale) redatto dai delegati di lista, ma è bene chiarire subito che non sono le firme a essere irregolari. Ma anche ipotizzando che ci sia un errore formale questo non inficia la regolarità e la legittimità della lista.


A tal proposito il TAR del Friuli Venezia Giulia 28 giugno n. 450/2006 ha avuto modo di rimarcare che “è del tutto inconferente, ai fini della regolarità delle operazioni elettorali, che l’autenticazione delle firme dell’atto principale sia antecedente a quella delle firme contenute negli atti separati”.” e che “Questa discrasia, però, non è sanzionata dalla legge: e non potrebbe essere altrimenti, dato che non impinge su nessun principio in materia di operazioni elettorali”.
Mettetevi l’animo in pace: la Raggi è legittimamente sindaco di Roma votata da più di due terzi degli elettori romani”.
Un grande saluto a tutti i piddini che speravano di poter fare lo sgambetto alla nostra Virginia Raggi.
Pensavate potesse bastare qualche carta bollata? E invece è tutto autentico e autenticato, con tanto di sentenze di Tar e Consiglio di Stato.
Mettetevi l’animo in pace! Non potrà che farvi bene.
PS: volete le sentenze? Prendete quella del Consiglio di Stato, Sezione V, 31 marzo 2014, n. 1542, dove si legge che «il valore dell’autenticazione nella legge n. 445 del 2000 è quella di certificare la verità e autenticità della firma apposta alla presenza del pubblico ufficiale nella data indicata nell’autentica medesima, mentre non viene affatto certificata l’esattezza della data apposta accanto alla firma che risulterebbe pertanto irrilevante».
PPS: e a proposito proprio di PD, nella stessa sentenza si legge: «Dalla documentazione allegata alla lista contrassegnata con il simbolo PD, collegata al candidato sindaco vittorioso, risultava che 33 dichiarazioni su 40 di accettazione della candidatura a consigliere comunale presentavano una data di sottoscrizione di cinque giorni anteriore a quella di autenticazione della firma».

“PRENDO 170MILA EURO DI PENSIONE, MA SE MI DITE PRIVILEGIATO VI SPACCO IL CULO”: COSI’ IL PARASSITA MUGHINI HA "RIVENDICATO" LA SUPER PENSIONE CHE PAGHIAMO A CARO PREZZO CON LE NOSTRE TASSE!! GUARDATE VOI STESSI E CONDIVIDETE, DOBBIAMO SVERGOGNARLO!! SEI UN PARASSITA!!

“Io godo di una pensione con sistema retributivo. A chi mi dice che sono un privilegiato spacco il culo”. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara, su Radio24, daGiampiero Mughini a proposito della pensione che percepisce.

E spiega il motivo della sua contrarietà a chi lo bolla come privilegiato: “Io mi ricordo quello che pagavo mese per mese quando ero inviato speciale di Panorama, mi sono pagato la pensione fino all’ultimo minuto. Su quello stipendio che prendevo pagavo contributi molto alti e non vorrei che qualcuno venisse a rompermi i coglioni.

L’anno scorso ho avuto un imponibile lordo da 170mila euro e di tasse ne ho pagate 70mila. Sono tempi molto magri, almeno per me”. E aggiunge: “Rispetto al passato sono precipitato, un po’ per l’età, un po’ per il fatto che non ho ammiratori, né estimatori nel mondo editoriale. Io non ho nulla, né un giornale, né un rapporto professionale con una testata. Vedo certe nullità in giro che meriterebbero la paga della mia colf e invece sono divenuti direttori, vicedirettori, conduttori, portavoce. Non faccio nomi di persone assenti, ma li vedi in giro, in televisione o anche intervistati alla Zanzara: basta guardarli in faccia.
E’ gente che 30 anni fa al massimo faceva il segretario di redazione e che non supererebbe la quinta ginnasio”. Mughini critica duramente la campagna del quotidiano Libero contro i vitalizi: “E’ una barbarie. Da alcuni mesi non leggo più Libero, che pur mi ha ospitato così generosamente per tanti anni. Questo giornale fa campagne sbagliate e volgari in nome dell’attizzamento del popolino. Il nome della campagna, poi, “Papponi delle pensioni”, è volgare e stupido. Ad esempio, l’accanimento contro il mio amico Achille Occhetto per il suo vitalizio da 5mila euro è ingiusto”. E sottolinea: “Il vitalizio? E’ determinato da una legge, sicuramente cialtrona. Poi la legge si può cambiare, ma non certo in base alle campagne faziose di quello o di quell’altro” di Gisella Ruccia.


+ + + NOTIZIA SCANDALO + + + NAPOLITANO INTERCETTATO. ORA È INDAGATO! GUARDATE COSA È SUCCESSO!

Nel marzo 2016 Giorgio Napolitano organizza un incontro tra il suo successore Sergio Mattarella e Giovanni Bazoli, all’epoca presidente di Intesa e attivo nella battaglia per il controllo del Corriere della Sera. Lo rivela Panorama in edicola oggi, riportando i contenuti di un’intercettazione sull’utenza di Bazoli, indagato nell’inchiesta su Ubi banca. La telefonata parte da un’utenza in uso al Quirinale (Napolitano si era dimesso da due mesi). L’incontro Bazoli-Mattarella avrebbe dovuto affrontare "alcuni argomenti urgenti", scrive la Guardia di Finanza che riassume la conversazione.
Tra questi argomenti, la lotta per il controllo del Corriere. Scrivono le fiamme gialle: "Napolitano specifica di aver fatto riferimento (con Mattarella, ndr) anche al dialogo di questi anni tra loro (e cioé tra Napolitano e Bazoli, ndr) e prima ancora con Ciampi. Napolitano dice che questi (Mattarella) ha apprezzato, ed ha detto che considera naturale avviare uno stesso tipo di rapporto schietto, informativo e di consiglio. (...) Napolitano dice speriamo bene, anche perché ha sentito fare (riguardo al Corriere) un nome folle, ovvero di quel signore che si occupa o meglio è il factotum de La 7". Quell'Urbano Cairo che poi le ha messe, le mani sul Corsera.
Dopo la conversazione, il banchiere, passando per la segreteria del Quirinale, fissa un incontro con Mattarella: il faccia a faccia avviene il 27 marzo. Dieci giorni prima, il 17 marzo, l'ex Capo dello Stato è anche oggetto di una conversazione tra Bazoli, azionista del Corsera, e l'allora direttore di Repubblica, Ezio Mauro, la concorrenza: "Se tu lo tieni in mano (il Corsera, ndr) io sono tranquillo", afferma Mauro. Dunque l'invito a Bazoli a "non lavarsene le mani di queste scelte". Poi spunta Napolitano: "La situazione ha ancora un margine di incertezza e ti spiegherò se ci vediamo perché, niente, devo vedere Napolitano...insomma, devo, tengo rapporti con lui".
Sempre lui. Sempre Re Giorgio, che dimostra di avere rapporti consolidatissimi con Bazoli. I due infatti si incontrano al Colle il 13 marzo 2014, quando Napolitano è ancora Capo dello Stato. E ancora, il 15 aprile dello stesso anno, in una telefonata tra il patron di Intesa San Paolo e Gian Maria Gros-Pietro, presidente del consiglio di gestione della stessa banca, Bazoli, notano gli inquirenti, "fa presente che giovedì sarà al Colle per un tema diverso dalle banche". Tre giorni dopo, sempre al telefono con Gros-Pietro, Bazoli "riferisce di essere stato a Roma e di aver avuto un incontro col Colle ed aggiunge 'io gli ho chiesto espressamente ed ho avuto da lui l'assicruazione che quantomeno fino alla fine dell'anno lui rimane. Mi pare una notizia molto rassicurante'...". Le mani di Napolitano, insomma, erano ovunque: Colle, banche, Corriere della Sera.


ULTIM'ORA!! SONDAGGIO DEL TGLA7 IL MOVIMENTO 5 STELLE SEMPRE IN TESTA! DIFFONDIAMO TUTTI!

I dati di Emg per il TgLa7. Il salto di Alternativa Popolare oltre la soglia di sbarramento cambia di parecchio la situazione. Se si riproponesse una grande coalizione con democratici, berlusconiani e bersaniani, si arriverebbe a quota 315: insufficienti, ma vicini alla quota utile per dare la fiducia a un governo. I Cinquestelle sono primo partito, ma il 40 per cento resta lontano.
Nei sondaggi resuscita Alternativa Popolare. Al netto della sparuta pattuglia di elettori del nuovo partito guidato da Angelino Alfano, a chi frega? Deve fregare agli altri partiti, perché – come emerge dalla rilevazione di Emg per il TgLa7 – proprio gli alfaniani con un salto di mezzo punto in una settimana, acciuffano la soglia di sbarramento e quindi raccolgono un tot di seggi che vengono tolti – quota parte – a tutti gli altri. A sorpresa una maggioranza, con qualche fatica, a questo punto potrebbe realizzarsi, ma ci si troverebbe davvero davanti a un’impresa.
titanica: PdForza ItaliaAlternativa Popolare, i bersaniani Democratici e Progressisti e i parlamentari delle Autonomie, insieme potrebbero arrivare a 315 deputati. Per dare la fiducia a un governo ne servono 316, i bersaniani hanno giurato e spergiurato che alleanze con la destra mai più, i parlamentari delle Autonomie sono solo sulla carta e quindi siamo nel campo dell’ultraipotetico. Ma qualcosa evidentemente si muove.

Virginia Raggi è legittimamente sindaco di Roma, votata da più di due terzi degli elettori romani! Diffondiamo ovunque!

Tutte le firme raccolte a Roma per la presentazione della lista di Virginia Raggi sono autentiche e autenticate.
Il servizio de Le Iene riferisce di una presunta irregolarità formale su un atto (chiamato atto principale) redatto dai delegati di lista, ma è bene chiarire subito che non sono le firme a essere irregolari. Ma anche ipotizzando che ci sia un errore formale questo non inficia la regolarità e la legittimità della lista.
A tal proposito il TAR del Friuli Venezia Giulia 28 giugno n. 450/2006 ha avuto modo di rimarcare che "è del tutto inconferente, ai fini della regolarità delle operazioni elettorali, che l'autenticazione delle firme dell'atto principale sia antecedente a quella delle firme contenute negli atti separati".” e che "Questa discrasia, però, non è sanzionata dalla legge: e non potrebbe essere altrimenti, dato che non impinge su nessun principio in materia di operazioni elettorali".
Mettetevi l'animo in pace: la Raggi è legittimamente sindaco di Roma votata da più di due terzi degli elettori romani.