mercoledì 31 maggio 2017

TUTTI CON VIRGINIA RAGGI! GUARDATE CHE ATTACCO MEDIATICO STANNO FACENDO PER NASCONDERE LE MALEFATTE DEL GOVERNO RENZI-GENTILONI! FATE GIRARE QUESTO VIDEO!


GUARDATE CHE ATTACCO MEDIATICO STANNO FACENDO PER NASCONDERE LE MALEFATTE DEL GOVERNO RENZI-GENTILONI! FATE GIRARE QUESTO VIDEO!


VERGOGNA! COSÌ IL FRATELLO DI ALFANO SI INTASCA 200 MILA EURO ALL'ANNO SENZA FIRMARE MAI UN DOCUMENTO.. DIFFONDIAMO

Della carriera lampo del fratello di Alfano alle Poste ne avevamo parlato in un altro articolo: 200mila euro all’anno senza mai firmare un documento.
Niente male, soprattutto se hai conseguito una laurea triennale in Economia a 34 anni.
Ma c’è di peggio, tant’è che la Finanza ha voluto vederci chiaro: Alessandro Alfano risulta il più pagato e quello che lavora di meno; il più giovane ed il meno qualificato.
Ne parla Giuseppe Scarpa su Repubblica:
“L’ascesa da supermanager in Poste di Alessandro Alfano – laurea triennale in economia conseguita a 34 anni – è tutta una contraddizione. Ne sono certi anche i finanzieri del gruppo valutario che nei giorni scorsi hanno depositato alla Corte dei Conti (il pm è Massimo Perin) l’informativa finale sul caso dell’assunzione di “Alfano jr”, 41 anni, fratello dell’attuale ministro degli Esteri Angelino Alfano. Alfano jr è il più pagato tra i dirigenti del suo stesso livello. In media percepisce il doppio dei suoi colleghi. Quando è stato assunto in Postecom, nel 2013, ha firmato un contratto da 160 mila euro lordi. All’epoca i due suoi omologhi, più anziani, con più esperienza e curriculum – una sua collega ha una laurea in architettura al Politecnico di Milano col massimo dei voti – percepivano 90 e 80 mila euro lordi l’anno”.
Il problema, però, prosegue Scarpa, è che l’ascesa dello stipendio del fratello di Alfano non si è bloccata qui, nonostante non si sia distinto per essere uno stacanovista:
“Alessandro nel giro di 4 anni, passando da Poste Tributi è approdato nel 2016 direttamente in Poste. Ad ogni passaggio lo stipendio è lievitato fino a toccare quota 200mila euro lordi. Anche in questo caso i suoi sette colleghi, tutti più anziani con qualifiche da ingegneri, dottori in legge e con più anni di esperienza guadagno meno del fratello del ministro. Qui la forbice va da un minimo di 81 mila euro lordi per il più giovane, classe ‘71 laurea in ingegneria civile conseguita a 28 anni, a un massimo di 120 mila euro lordi l’anno per un altro dirigente sempre ingegnere di 55 anni”.

E poi c’è un’altra anomalia, conclude Scarpa:
“Alessandro quando era maxi dirigente in Postecom aveva sotto di lui un unico dipendente. Impiegati che poi sono aumentati nel tempo, fino ad arrivare ai 39 che adesso il fratello del ministro dirige in Poste”.
Tutti aspetti su cui la Finanza farà chiarezza

+++FANTASTICO+++ DI MAIO ZITTISCE LA BOLDRINI IN DIRETTA APPLAUSI DA TUTTO LO STUDIO GUARDA IL VIDEO!


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GRANDE MAURIZIO CROZZA, UMILIA MATTEO RENZI.. FACCIAMO ARRIVARE QUESTO VIDEO OVUNQUE !

Il comico ha commentato con qualche battuta i guai giudiziari del padre dell’ex-premier Matteo Renzi:
“E poi c’è Renzi. Io su Renzi però non voglio più dire niente, che ora ha anche il padre indagato. E io indagherei anche la madre per concorso di colpa, perché non poteva non sapere cosa stava allevando, non poteva non saperlo.
No, io scherzo, io ci scherzo.
Però le accuse al padre sono gravissime: ‘Inchiesta Consip, indagato anche il padre di Renzi. 30mila euro al mese a T.’, dove T. starebbe per Tiziano Renzi, il papà; e 30mila euro al mese starebbe per gigantesco sputtanamento.
Oggi il padre di Renzi è andato in procura a rispondere alle domande dei pm, c’è stato a lungo. Beh non è male, dopo il #MatteoRisponde su Facebook oggi si è inaugurato il #TizianoRisponde in procura”.

+ + + EZIO GREGGIO SHOW + + + DISTRUGGE LA POLITICA DI GENTILONI E DI DE LUCA!


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GUARDATE E DIFFONDETE TUTTI QUESTO VIDEO! 
MASSIMA CONDIVISIONE!





+++ MASSIMA DIFFUSIONE PER QUESTA VERGOGNA NAZIONALE +++ IL PD COPRE I GRANDI DEBITORI DI MPS E DELLE ALTRE BANCHE SALVATE CON I NOSTRI SOLDI


Ecco cosa è accaduto oggi in Senato: il PD ha impedito che venissero resi noti i nomi dei grandi debitori delle banche salvate con 20 miliardi di soldi nostri e ha stanziato, alla faccia degli italiani strozzati dalla crisi e dei terremotati abbandonati a loro stessi, 97 MILIONI DI EURO per la Ryder Cup, un torneo di golf. Mentana li ha cazziati così in diretta: "Ci saranno i soldi per il golf, ma non ci sarà una MAZZA per i nomi dei debitori". Diffondiamo a tutto spiano, chiunque deve sapere di cosa è capace questo partito!



HA FOTTUTO 819MILA EURO PER FARSI IL VILLONE: ECCO CHI E’ IL LADRO PD DEL GIORNO, ALLA FACCIA DELLA QUESTIONE MORALE

QUESTIONE AMORALE – CATTEDRE UNIVERSITARIE E MONTE DEI PASCHI DI SIENA, POLITICA IN BASILICATA, ‘FEUDI’ FAMILIARI IN SARDEGNA: C’È DI TUTTO NELLA CARRIERA DI ALDO BERLINGUER, NIPOTE DI ENRICO, FIGLIO DI LUIGI E ASSESSORE PD. ORA C’È ANCHE UNA CONDANNA DELLA CORTE DEI CONTI A RISARCIRE 819MILA EURO PER ESSERSI PAGATO UNA VILLA CON SOLDI PUBBLICI
Secondo la magistratura contabile Aldo Berlinguer avrebbe «posto in essere una serie di atti per avvantaggiarsi illecitamente delle erogazioni pubbliche determinando un totale sviamento dalle finalità pubblicistiche previste». Finanziamenti da Mps, case intestate, fondi pubblici sprecati. E la sua poltrona con Pittella, balla…
Sandro Iacometti per ”Libero Quotidiano”
«Ideatore e filo conduttore di una vicenda illecita» sfociata «nella indebita erogazione di un finanziamento ministeriale». Solo un paio di giorni fa il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, rievocava la figura di Enrico Berlinguer per denunciare «l’ esistenza nel Paese di una irrisolta questione morale». Il riferimento era all’ inchiesta sulla presunta cricca di Raffaele Pizza. Il caso, però, ha voluto che negli stessi giorni dalla Corte dei Conti della Toscana emergesse l’ ennesima storia di malaffare dove i soggetti chiamati in causa, ironia della sorte, si chiamano Siena, Mps e persino Berlinguer. Non Enrico, ovviamente, ma il suo discendente Aldo (figlio del più noto Luigi, ex ministro della Pubblica istruzione).
È lui, 47 anni, senese, professore ordinario di diritto comparato all’ Università di Cagliari dal 2005, ex consigliere dell’ Aeroporto di Siena, di Mps Gestione Crediti, di Banca Antonveneta e attuale assessore Pd alle opere pubbliche, ambiente e territorio della Basilicata, ad essere finito nel mirino del viceprocuratore regionale della Corte dei Conti, Stefano Castiglione, per un danno all’ erario quantificato in 819mila euro. Secondo la magistratura contabile Aldo Berlinguer avrebbe «posto in essere una serie di atti per avvantaggiarsi illecitamente delle erogazioni pubbliche determinando un totale sviamento dalle finalità pubblicistiche previste»
La vicenda riguarda un finanziamento ministeriale chiesto dalla Slc Service in base alla legge 488 del 1992, una norma finalizzata a sostenere lo sviluppo nelle aree depresse. L’ area in questione era l’ elegante Villa Atzeri, sita a Cagliari in via San Saturnino 7. Lì, dopo la ristrutturazione dell’ immobile e un ampliamento della società, si sarebbe dovuta trasferire la Slc, amministrata da Berlinguer e dal suo legale rappresentante Marco Grozzini, pure lui condannato dalla Corte a restituire i fondi.
Peccato che la società, scrivono i magistrati, non solo non si è mai trasferita, ma neanche è «mai entrata in attività, né tantomeno ha assunto 22 dipendenti». I soldi, però, sono stati erogati, in tre tranche tra il 2005 e il 2008, con la pratica di finanziamento istruita da Mps.
Neanche i 700 milioni di soldi privati previsti dall’ operazione sembra siano mai usciti dalle casse della Slc.
L’ unico esborso,stando a quanto si legge nella sentenza della Corte dei Conti, sarebbe stato quello di 75mila euro, «un corrispettivo sostanzialmente irrisorio» con cui Berlinguer è diventato proprietario «del piano nobile di 8,5 vani della palazzina». Un acquisto che ha permesso ai magistrati contabili di individuare nel docente senese «il principale beneficiario dell’ illecita operazione».
Non solo, secondo la Corte, all’ esito di «operazione articolate» Berlinguer aveva «acquisito la titolarità degli immobili siti al terzo, quarto e quinto piano di Villa Atzeri, la cui ristrutturazione era avvenuta con risorse altrui». Il professore e Grozzini dovranno adesso restituire al ministero dello Sviluppo economico gli 819mila euro. Ma non ci saranno altre implicazioni. La Corte ha infatti dichiarato la propria incompetenza giurisdizionale sugli altri soggetti coinvolti, principalmente costruttori e società edili. Mentre l’ inchiesta penale del Tribunale di Siena, seppure senza proscioglimento nel merito, è stata archiviata il 29 ottobre 2015 per l’ intervenuta prescrizione del reato di «truffa aggravata per conseguire erogazioni pubbliche». Resta da vedere se ci saranno ripercussioni politiche.
L’ esplosione dell’ inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata ha più volte acceso i riflettori sul suo incarico così distante da Siena e dalle sue competenze. Qualche giorno fa Berlinguer (insieme ad altri due assessori “tecnici”) ha rimesso il suo mandato, ma il governatore Pittella lo ha pregato di restare al suo posto. Almeno finché non si troverà la quadra sul nuovo esecutivo. La grana con l’ erario potrebbe ora accelerare i tempi.


ALESSANDRO DI BATTISTA INFURIATO ! ASSOLUTAMENTE DA GUARDARE E DIFFONDERE !


Alessandro Di Battista è tornata sulle dichiarazioni del ministro Poletti su lavoro e calcetto.
Il deputato 5 Stelle ha scritto un post su Facebook in cui dà “ragione” al ministro, aggiungendo che, però, non ha raccontato tutta la verità, ovvero che a lavorare sarebbero coloro che conoscono esponenti del Pd.
Riportiamo di seguito il post di Di Battista:
“POLETTI AVEVA RAGIONE, IN QUESTO PAESE NON LAVORI SE NON CONOSCI QUALCUNO, SOLO CHE DOVEVA DIRLA TUTTA: IN QUESTO PAESE NON LAVORI SE NON CONOSCI QUALCUNO DEL PD!
1. Abbiamo Farinetti con la sua Eataly che prende appalti su appalti (e con la folle direttiva Bolkestein potrebbe scippare fette di mercato agli ambulanti che lavorano nei mercati rionali) che è un ottimo amico di Renzi.
2. Abbiamo Buzzi di Mafia Capitale che finanziava il PD ed otteneva appalti in cambio.
3. Abbiamo le cooperative rosse che sostengono da decenni prima i DS e poi il PD e ottengono appalti in tutte le grandi opere italiane.
4. E poi abbiamo Pessina, un costruttore, che diventa azionista di maggioranza de L’Unità (portato secondo Report da Bonifazzi, tesoriere del PD) e, “magicamente” ottiene appalti in Italia, in Kazakistan e importantissimi agganci in Iran.
Il Ministro della Disoccupazione Poletti diceva la verità. E’ più facile trovare lavoro giocando a calcetto che con un ottimo CV, solo che devi giocare a calcetto con qualcuno del PD…”


Ultim'ora Caccia al tesoro dei Fini, tra conti correnti e polizze dopo il sequestro milionario! Diffondiamo tutti questa vergona!

Un lavoro che sarebbe ancora in corso. Sono due le polizze assicurative intestate all'ex presidente della Camera Gianfranco Fini e sequestrate su disposizione del tribunale di Roma, nella persona del gip Simonetta d'Alessandro.
Si tratta di 934.441,72 euro contenuti proprio nelle polizie stipulate con Axa Mps Financial, ciascuna da 467.220,86 euro. All'ex leader di Alleanza nazionale, al suo avvocato e all'istituto assicurativo è stata comunicata la notifica del sequestro attuato dallo Scico della Guardia di Finanza, per cui il patrimonio resterà inutilizzabile, dopodiché si rimarrà in attesa di capire se sarà confiscato o meno. In tal caso andrà a confluire nelle casse dello Stato.
Non è, invece, stato disposto dal giudice il blocco del conto corrente di Fini, su cui si trovano 66.251,78 euro, parte dei quali, con versamenti mensili, vengono accreditati all'ex moglie Daniela Di Sotto.
Il gip, peraltro, aveva già deciso il sequestro preventivo, in quanto profitto dei reati di riciclaggio e reimpiego, «finalizzato alla confisca - si legge nell'ordinanza - del patrimonio di Giancarlo, Elisabetta e Sergio Tulliani, valutati in 5.215.026,37 euro. Dal momento che il profitto illecito confiscabile ai Tulliani è stato determinato in 7.396.936,31 euro, residuano ancora capienze». A Sergio Tulliani «sono confiscabili beni per ulteriori 1.251.403,77 euro, alla figlia Elisabetta 56.794,11 euro e al figlio Giancarlo 873.711,06 euro». Fini, invece «non risulta essere intestatario di beni mobili o immobili registrati». Tornando alle polizze intestate all'An, il gip ne ha stabilito il sequestro in quanto si è determinato che si tratta di uno strumento finanziario a tutti gli effetti, vista la riscattabilità, anche parziale, di somme di denaro. Lo stesso Fini, nel gennaio 2015, secondo quanto risulta dalle indagini poste in essere dalla Guardia di Finanza, «aveva operato su ciascuna polizza un riscatto di 34.788,14 euro». Il tutto dopo aver versato su un conto corrente personale, aperto presso il Monte dei Paschi di Siena nel 2014, 1 milione di euro prelevati da un secondo conto corrente, aperto nel 1983 e chiuso nel 2016 presso il Banco di Napoli. Movimenti bancari e finanziari, insomma, che forse Fini pensava sarebbero serviti a eludere quei controlli che, invece, la Gdf ha poi operato rilevando che i soldi da sequestrare, come disposto dal giudice, erano tutt'altro che finiti.
FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/politica/caccia-tesoro-dei-fini-conti-correnti-e-polizze-1403884.html

GUAI IN VISTA PER MARIA ELENA BOSCHI , FORSE NON LA RIVEDREMO PIÙ !

Parla? Non parla? Federico Ghizzoni, l'ex ad di Unicredit tirato in ballo da Ferruccio de Bortoli come l'uomo a cui Maria Elena Boschi avrebbe chiesto di salvare Banca Etruria, ora, qualcosa se la fa sfuggire. Dopo una settimana di silenzio assoluto, nella serata di sabato il banchiere decide di aprire la bocca. Poche parole. Asciutte. Pesantissime. Riportare dal Corriere della Sera: "È normale che i politici parlino con i banchieri e i banchieri con i politici, lo ha detto anche Maria Elena Boschi. Specialmente quando ci sono situazioni di crisi". Così come era una situazione di crisi quella di Banca Etruria. E quando però gli chiedono se è vero che la Boschi gli chiese di comprare Etruria, Ghizzoni taglia corto: "Su questo l'ho detto, no comment". Eppure. Eppure poco prima aveva aggiunto che "è normale che politici e banchieri parlino". Eppure poco prima aveva nominato la Boschi, quella stessa Boschi che ha sempre negato ogni manovra per la banca di famiglia. Certo, Ghizzoni non conferma né smentisce. Ma non ci vuole troppa malizia per far tendere le sue parole verso la conferma. Per la Boschi la situazione si complica...
Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12384515/unicredit-etruria-ghizzoni-boschi-normale-politici-parlino-banchieri.html


martedì 30 maggio 2017

"Il Pd è al capolinea, ecco le colpe di Renzi, D'Alema e Bersani": bordata micidiale

Il Pd? "Un partito al capolinea". A parlare, intervistato dalla Stampa, è Emanuele Macaluso, 93 anni, memoria storica della sinistra italiana. Già nella segreteria del Pci con Togliatti, Longo e Berlinguer, poi direttore di Unità e Riformista, rivendica oggi quanto detto al momento della fusione tra Ds e Margherita: "Due partiti al capolinea, se si fondono, al capolinea restano. E così è successo".
"Fino a quando ha prevalso il vecchio gruppo che aveva origini nel Pci - D'AlemaBersaniVeltroni - il Pd ha avuto un po' di solidità, ma questo gruppo dirigente ha sottovalutato la parte proveniente dalla Dc, che si è ricompattata - spiega Macaluso -. E come nasce Renzi? Dal fallimento di D'Alema e Bersani, dalla loro incapacità di essere davvero gruppo egemone. Nasce soprattutto dall'insuccesso elettorale e di leadership di Bersani, che, intendiamoci, è anche una brava persone, è stato un bravo ministro. E pure D'Alema è stato un buon ministro, non come Bersani, ma buono. E loro due non possono adesso tirarsi fuori dalla storia del Pd, dal suo fallimento. D'Alema è uno dei massimi responsabili".

Capitolo Matteo Renzi: "Lui era una speranza per un mondo che la politica non ha compreso, ma è stata una speranza andata delusa perché Renzi a quel mondo non ha dato risposte. Ora intanto non può andare a votare. Se voleva andare a votare doveva dirlo al capo dello Stato subito dopo essersi dimesso. Il Governo lo ha voluto e sostenuto, non può buttarlo a mare quando gli pare, non è da statista". Alla base di tutto, però, ci sarebbe lo scontro di poltrone con D'Alema: "Renzi gli ha promesso un posto di commissario europeo e poi certo, bugiardo contro bugiardo ha prevalso il bugiardo più grosso".

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12289679/macaluso-pd-capolinea-colpe-renzi-d-alema-bersani-bugiardi-.html


CLAMOROSO! Il giudice si schiera con la Gabanelli: occhio, adesso sono guai per il parassita

Aveva querelato la trasmissione Report per diffamazione e ora, per il medesimo caso, finirà sul banco degli imputati. Succede al sindaco di Verona, Flavio Tosi: nei suoi confronti il tribunale ha decretato un’imputazione coatta, accusandolo di calunnia nei confronti del giornalista dello staff Gabanelli che lui stesso aveva accusato. Per il giornalista il procedimento è stato invece archiviato, e ora, in base alla disposizione del giudice, la Procura dovrà procedere con una richiesta di rinvio a giudizio che raramente, in questo tipo di azioni giudiziarie, si conclude con una archiviazione.
I fatti risalgono all’aprile del 2014, quando Report mandò in onda una puntata dedicata all’amministrazione Tosi. Ad occuparsi del servizio era stato Sigfrido Ranucci, uno dei giornalisti più in vista del programma di Rai3. Il quale, inviato a Verona per raccogliere informazioni sul sindaco, aveva contattato diversi leghisti ed ex leghisti per utilizzarli come fonti. In particolare Ranucci era alla ricerca di un presunto video hard, la cui esistenza non è mai stata provata, dai contenuti imbarazzanti per Tosi che, secondo dicerie, qualcuno avrebbe usato per etero-dirigere l’azione amministrativa dell’ex leghista.
E proprio su questo “fantomatico” video si basa la vicenda giudiziaria. Venuto a sapere che il giornalista lo stava cercando, il sindaco si era accordato con un ex leghista, il cantautore Sergio Borsato, il quale aveva finto di essere in possesso del video e lo aveva proposto a Ranucci dietro compenso, ottenendo la fiducia del giornalista che si era dimostrato interessato all’acquisto. Secondo Milena Gabanelli si era trattato di un interesse simulato «per stare al gioco», ma durante le trattative Ranucci era stato registrato e Tosi aveva poi inviato le registrazioni in Procura, accusandolo di tentato dossieraggio e di «utilizzare in modo illecito i fondi Rai», per «comprare notizie» e ricostruire circostanze non vere. Tosi aveva querelato Report ancor prima della messa in onda del servizio e non era stato il solo a sentirsi diffamato: in tutto le querele contro la puntata dedicata a Verona sono state undici. Nessuna però è stata confermata: quattro erano già state archiviate a Padova e Venezia qualche tempo fa e ieri il giudice per le indagini preliminari di Verona ha archiviato anche le rimanenti. Ma non si è fermato lì. Ribaltando l’accusa, il giudice ha deciso di mandare Tosi a processo, in quanto, sempre secondo il giudice, la querela da lui depositata «integra una calunnia» nei confronti del giornalista. Da qui l’imputazione coatta del primo cittadino.


PERCHE' I GIORNALI NON NE PARLANO MAI? SCATTANO LE MANETTE PER COLUI CHE AVEVA DENUNCIATO LA RAGGI!

Francesco Alvaro, commissario straordinario di Farmacap, la municipalizzata di Roma Capitale che gestisce le 47 farmacie comunali, è agli arresti domiciliari.
È accusato di turbativa d'asta e falso con l'imprenditore Giuseppe Giordano, titolare della società Dragona Servizi, nell'ambito di un'inchiesta che riguarda l'affidamento degli appalti per la mensa di un asilo nido, nella zona dell'Infernetto a Roma.
Alvaro è stato direttore del dipartimento V del Comune di Roma, prima di essere nominato alla Regione Lazio nel 2007 nel ruolo di Garante dell’Infanzia e dell’adolescenza. La Giunta Marino, nel 2014, lo ha messo a capo di Farmacap, la partecipata a capitale interamente pubblico che gestisce le farmacie.
L'indagine ha preso le mosse da un esposto presentato da un altro dirigente della società, che si lamentava dei presunti «atteggiamenti vessatori» posti in essere dal commissario straordinario, e da un secondo esposto dell'attuale sindaca di Roma Virginia Raggi, che aveva denunciato una serie di irregolarità

Precisiamo che la notizia si riferisce a quanto accaduto a settembre ma ci continuiamo a chiedere come mai non sia stata data la giusta importanza a questa notizia. Sarà stato fatto in buona fede? ci auguriamo di si.


Grande Paola Taverna, diffondete questo fantastico intervento!


Grande Paola Taverna, diffondete questo fantastico intervento!




GRANDISSIMO DI MAIO TUTTO IL PUBBLICO BATTE LE MANI GUARDATE COSA HA FATTO!

In diretta a La7 mandano Renzi durante un suo discorso alla direzione PD, e afferma che nel suo governo le tasse siano scese. E' vero? La risposta del pubblico è tutta da vedere. Ascoltate, sbugiardato in diretta dagli italiani.




È PIÙ FORTE DI LORO ! UN ALTRO PRIVILEGIO PER GLI ONOREVOLI ! 20% IN PIÙ DI PENSIONE DI REVERSIBILITÀ

È più forte di loro: non ce la fanno proprio a rinunciare ai privilegi. Dopo diversi mesi siamo riusciti a portare all'esame del Parlamento il ddl per il taglio ai vitalizi, riuscendo a superare le resistenze degli altri gruppi parlamentari, ed ecco che ci troviamo subito un emendamento trappola del Pd, volto a inserirne degli altri. Cioè da una parte i piddini, a parole, dicono di voler dire addio al vitalizio, e poi, nei fatti, si aumentano la reversibilità per i familiari.
Infatti, questo emendamento, a firma della deputata Pd Gasparini, prevede di aumentare la pensione di reversibilità per i congiunti dei parlamentari, addirittura del 20%. La giustificazione della deputata piddina è stata questa: "È ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano per fare la sguattera o il giardiniere". A parte l'offesa gratuita alle rispettabilissime categorie professionali citate, dalla casta arriva uno schiaffo ai cittadini italiani che vivono con pensioni da fame e che non hanno neanche, in famiglia, un congiunto che prende uno stipendio da parlamentare.
È una vergogna e una presa in giro, il solito tentativo della casta di crearsi una corsia preferenziale, di approvarsi un privilegio che è negato ai comuni mortali. Noi ci opporremo con tutte le forze a quest'arroganza del potere e invitiamo il Pd a ritirare qiesto emendanento. E comunque, a tal proposito, abbiamo presentato un emendamento ad hoc, a prima firma Luigi Di Maio, volto ad impedire questo indegno sopruso e a sopprimere il piccolo golpe tentato dalla casta. Abbiamo sempre detto che avremmo votato il ddl Richetti così com'era, senza trucchi o inganni da parte dei democratici. Noi vogliamo l'abolizione dei vitalizi e non è accettabile che, con una mano togli un privilegio, e con un'altra ne inserisci un altro.

lunedì 29 maggio 2017

+++ CONDIVIDIAMO TUTTI QUESTO VIDEO CENSURATO DALLA TV +++ GIORNALISTA DI REPUBBLICA SI TRADISCE IN DIRETTA: LO SAI COSA SIGNIFICA QUESTO!?



Roberto Petrini, giornalista di Repubblica, si tradisce in diretta: sa già quale governo ci sarà e sa già che ha pronto un decreto per chiedere aiuto. Ma come… le consultazioni sono appena finite e il Presidente della Repubblica non ha neppure annunciato a chi affiderà l’incarico di formare una nuova squadra di Governo… che poi il Parlamento dovrebbe comunque avallare… e questo sa già che “il Governo ha già pronto un decreto per chidere aiuti all’Europa su MPS!?”.




VASCO ROSSI UMILIA I POLITICI : " NON FATE UN CAZZO! " ED ELOGIA IL M5S!


VASCO ROSSI UMILIA I POLITICI : " NON FATE UN CAZZO! " ED ELOGIA IL M5S! VIDEO DA GUARDARE E DIFFONDERE!
ASCOLTATE COSA DICE IL CANTANTE DIFFONDETE!



++ MASSIMA DIFFUSIONE PER FAVORE!!! Luigi Di Maio VI SPIEGA COME ABOLIRE I VITALIZI E LE PENSIONI D'ORO IN 5 MINUTI!!



DIFFUSIONE PER FAVORE!!!
Luigi Di Maio VI SPIEGA COME ABOLIRE I VITALIZI E LE PENSIONI D'ORO IN 5 MINUTI!! Questo nuovo governo di fantocci, schiavo "dei diritti acquisiti" e dei PRIVILEGI MAI LO FARA'!
QUESTO E' UNO DEI PUNTI PRINCIPALI DI GIUSTIZIA SOCIALE DEL MoVimento 5 Stelle.
Solo eliminando le pensioni d'oro, è possibile dare 500 euro in più ad ogni pensionato in Italia, figuriamoci il resto. PER ABOLIRE I VITALIZI BASTANO 5 MINUTI! Dicono che sono diritti acquisiti, ma quando hanno modificato le pensioni con la legge Fornero, quelli non erano diritti acquisiti? Solo un Governo 5 Stelle può combattere la povertà ad iniziare dal reddito di cittadinanza! 


VERGOGNA ! IL GOVERNO PERDE MEZZO MILIARDO PER FAVORIRE CARLO TOTO !

Il governo italiano è pronto a sborsare quasi mezzo miliardo di euro per aiutare la società statale delle autostrade Anas e per favorire Carlo Toto, che deve alla società pubblica delle autostrade 121 milioni. È la conseguenza assurda delle ultime manovre politiche di cui danno il resoconto alcuni giornali oggi.
Mercoledì nel disegno di legge di conversione del decreto sulla manovra economica è spuntato “a sorpresa un emendamento del governo che di fatto abbuona a Toto 121 milioni di euro che l’Anas rivendica da due anni ma che il concessionario non paga“. È il valore delle rate scadute del prezzo del corrispettivo di gara con cui l’imprenditore (allora insieme ad Autostrade) si è aggiudicato la concessione.
Il costo, fissato a dicembre 2002, era di 568 milioni: all’epoca, come spiega Sergio Rizzo sul Corriere della Sera “si concordò una rateizzazione con gli interessi. Regolarmente pagata fino al 2013, quando il ruolo di concedente della rete autostradale è passato dall’Anas al ministero delle Infrastrutture. Ed è allora che cominciano i guai” e i ritardi.
“Parte subito un contenzioso terrificante e complicatissimo, che sfocia in una prima transazione con la quale però non si chiude affatto la partita. Secondo l’Anas Toto deve dare ancora 303 milioni di capitale residuo, più 121 di rate scadute, per un totale di quasi 425 milioni. Non solo, ma le future rate con gli interessi porterebbero nelle casse della società pubblica 782 milioni fino al termine della concessione, prevista nel 2030. Toto risponde con una causa mostruosa, chiedendo a sua volta una cifra dell’ordine di un miliardo di euro”
Per mettere fine a questa battaglia giudiziaria lunga tre anni il governo ha deciso di seguire la strada del ‘contentino’, varando l’emendamento sopra citato, in cui si preferisce non versare all’Anas in crisi i 121 milioni dovuti, bensì “impiegarli dal concessionario per fare i lavori di manutenzione all’autostrada dei Parchi dello stesso Toto”. La motivazione ufficiale è quella della “messa in sicurezza dopo il terremoto“. “Per essere poi restituiti in comode rate nel 2031 non all’ Anas, ma direttamente allo Stato“.
Il problema è che stabilendo per legge che quel denaro non è dovuto all’Anas, spiega Il Corriere, si certifica anche che “pure i 303 milioni residui del prezzo di gara sono destinati a prendere il volo dai bilanci aziendali”. Con “devastanti conseguenze” che Rizzo elenca nel suo articolo: “La prima è la svalutazione immediata dei crediti ancora vantati nei confronti di Toto, con riflessi su un conto economico che dovrebbe contabilizzare, stimano gli esperti finanziari della società, una perdita di 424,8 milioni“.
“Una botta micidiale, capace se non di azzerare praticamente il capitale, quantomeno di mandarlo in crisi nera”. Il patrimonio dell’ Anas, formalmente ammontante a 2,8 miliardi, non supera in realtà gli 800 milioni (oltre due miliardi riguardano infatti beni gratuitamente devolvibili), e di questi ben 300 sono il valore della società Stretto di Messina: quella del ponte che non si farà mai ed è in liquidazione da più di tre anni”.



BEPPE GRILLO MINACCIATO! Soros minaccia Grillo: “deve togliersi dalla Politica entro un mese”

Soros aveva già attaccato Beppe Grillo in più occasioni definendo il suo movimento “La più grande disgrazia del XXI secolo” oppure “Un movimento di falliti che non sanno nulla di economia”.
Ora più che mai: “Se Grillo non si toglie dalla politica entro un mese, contatterò di persona Napolitano e lo farò calmare. È impensabile che un pagliaccio prenda così tanti voti. È un soggetto scomodo per i miei piani.” Queste le sconvolgenti dichiarazioni di George Soros, magnate della finanza capace di far fallire gli altri stati con le sue speculazioni.
Il cinico economista noto alla stampa per la sua mancanza di valori (ha aiutato i nazisti durante la guerra, facendo imprigionare tantissimi ebrei, giustificandosi dicendo che la guerra è guerra e bisogna solo pensare a se stessi e a sopravvivere…..) non ha risparmiato nemmeno critiche alla Raggi, sindaco di Roma: “È preoccupante che i pagliacci siano riusciti a far eleggere qualcuno. Ci penserò io a sistemare le cose”
Parole che non sono rimaste inosservate, specialmente in un momento come questo in cui il movimento cinque stelle è attraversato da una vera e propria bufera di tipo mediatico.
Immediate le reazioni degli utenti Facebook e Twitter che chiaramente si sentono offesi per quanto accaduto. Non è la prima volta che il ricco Soros si lascia andare a frasi del genere. Per lui è importante solo il guadagno, anche a costo di rovinare e compromettere l’economia degli altri Paesi.
George aveva già provato a far fallire la lira e la banca d’Italia, ma la sua speculazione più famosa è sicuramente stata l’aver fatto fallire da solo la banca di Inghilterra. Insomma un individuo che farebbe carte false per guadagnare. Ha infatti accumulato un patrimonio elevatissimo.
Purtroppo George Soros (Insieme a Draghi, Merkel e Trump) risulta addirittura una delle persone più potenti ed influenti in Europa e nel mondo intero, con un patrimonio a dir poco smisurato.
Forse il fatto che il movimento cinque stelle raccolga così tanti consensi brucia a Soros? Forse il riccone non riesce a credere che un movimento di cittadini sia diventato la forza politica numero uno in Italia?
Ricordiamo le sue dichiarazioni precedenti come “Gli italiani non possono dare fiducia ad un comico”, oppure “Grillo mi fa solo ridere, ma come politico non è credibile”
Soros ha poi aggiunto che nel caso la situazione precipitasse e Di Maio andasse al governo sarebbe pronto ad organizzare un colpo di stato, aiutato dalle banche americane. “Sono pronto a fare qualsiasi cosa per evitare che quei pagliacci vadano al governo. Ho già contattato la Merkel che li rimetterà in riga, se non lo farà saranno guai’
Il movimento cinque stelle si è dichiarato indignato per le minaccie di Soros e Di Maio ha concluso: “Nessuno riuscirà a fermarci” Immediate anche le reazioni di Fico e di Di Battista. Quest’ultimo ha spiegato di essere pronto a ricevere il ricco Soros in persona per chiarire se si tratti di dichiarazioni reali o falsificate dai grandi tg.
Forse è il momento che il governo italiano e l’Europa taglino i ponti con questo personaggio, noto soprattutto per la sua mancanza di tatto e comprensione per gli altri Stati ed interessato solo al proprio portafoglio. Un personaggio con cui molti membri dei governi Gentiloni, Renzi, Letta e Monti hanno avuto a che fare, soprattutto quelli di quest’ultimo. Speriamo che Soros si scusi ufficialmente con il Movimento cinque stelle. Per il momento è tutto, ma restiamo in attesa di importanti aggiornamenti in questo momento così 
fonte : www.lonesto.itù


domenica 28 maggio 2017

NOTIZIA DA CONDIVIDERE ! GENTILONI FIRMA IN TRATTATO SENZA DIRE NIENTE A NESSUNO.. ECCO DI CHE PERICOLO SI TRATTA!

E’ arrivato il CETA, ma non ditelo in giro. Il governo ha approvato il disegno di legge per la sua ratifica ed attuazione, ossia per l’accordo economico e commerciale tra l’Unione europea e il Canada. Ma piano – per favore! – non strillatelo. Eh già, perché il temuto trattato, firmato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles e ratificato dal parlamento europeo questo febbraio sta per approdare al parlamento italiano per seguire l’iter legislativo ed essere votato. Chi lo dice? Il consiglio dei ministri che si è riunito mercoledì sera in fretta e furia e senza neanche un minuto di preavviso; quel cdm di cui i rappresentanti solitamente si affrettano a propagandare i risultati e per il quale invece non è stata convocata neanche l’ombra di una conferenza stampa. E come mai, c’è da chiedersi, neanche il più ridicolo e scarso dei media (provare per credere? Fatevi un giro su google) ha dato questa notizia di epocale importanza? Perché è meglio farlo passare in sordina, o perché forse questo “gran valore” economico non lo ha? Per entrambi i motivi.
Scopo dell’Accordo – si legge nel comunicato del governo – “è stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge ancora – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”. Accidenti, che grande occasione, addirittura la sola Italia potrebbe beneficiare in termini di maggiori esportazioni verso il Canada “per circa 7,3 miliardi di dollari canadesi”. Ripetiamolo insieme: sette miliardi. Per avere un’idea, l’IMU che noi italiani abbiamo pagato sui nostri immobili, nel solo 2016, è costata 10 miliardi di euro; circa la stessa cifra è stata spesa dal governo Renzi per pagare i famigerati “80 euro”. Il governo Gentiloni ha recentemente “salvato” il sistema bancario creando con estrema facilità un fondo da 20 miliardi di euro. Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, ma il concetto è chiaro: questo accordo economicamente non vale la carta su cui è stampato, e il problema maggiore è che a fronte di un così ridicolo guadagno – nemmeno sicuro, considerato che si tratta di stime – stiamo per svendere completamente la nostra nazione, e non è un esagerazione. Perché ciò che più fa male è che i nostri governanti si affrettino a specificare come l’accordo “garantirà comunque espressamente il diritto dei governi di legiferare nel settore delle politiche pubbliche, salvaguardando i servizi pubblici (approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione) e dando la facoltà agli Stati membri di decidere quali servizi desiderano mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Peccato che la cosa, oltre a suonare palesemente come una “escusatio non petita”, è oltremodo falsa.
Spieghiamoci. E’ vero che “espressamente” il testo del Ceta – nelle sue premesse – “riconosce” agli Stati membri il diritto di prendere autonome decisioni in materie di interesse pubblico come appunto la sanità e il resto, ma in maniera altrettanto precisa descrive il funzionamento del “dispute settlement”, ossia di un arbitrato internazionale cui una “parte” (che può essere uno Stato ma anche un’azienda che opera sul suo territorio) può fare ricorso in caso sia in disaccordo con decisioni prese da altre parti. Tradotto, un’altra nazione o peggio una semplice società, spesso multinazionale, può impugnare una decisione di uno Stato anche quando adottata “nel diritto di legiferare nel settore delle politiche pubbliche”, qualora questa vada a “discriminare” il business dell’azienda.

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/economia/gentiloni-approva-il-ceta-in-silenzio-stampa/


LA NOSTRA VIRGINIA RAGGI SVERGOGNA RENZI DAVANTI A TUTTI ! DA APPLAUSO ! GRANDIOSA !

Emergenza rifiuti a Roma, Virginia Raggi rintuzza le accuse di Matteo Renzi.
L’ex premier ha definito la giunta 5 Stelle “incapace” di ripulire la città, annunciando che domenica prossima lancerà l’iniziativa “Magliette Gialle” e pulirà insieme ad altri esponenti del Pd le strade della Capitale.
Ma la verità secondo il M5S è un’altra.
La sindaca di Roma ha ribadito durante la puntata di Porta a Porta quanto affermato qualche ora prima su Facebook: la responsabilità dell’emergenza rifiuti non è del Comune di Roma, ma della Regione Lazio a guida Pd, che non ha ancora adottato un nuovo Piano Rifiuti Regionale.
Scrive la Raggi su Facebook:
“Nessuno scarica barile sui rifiuti. Siamo impegnati per ripulire Roma con una task force straordinaria ed entro questa settimana la città tornerà alla normalità grazie alla apertura “24 ore su 24” degli impianti di Ama e al lavoro dei suoi dipendenti.
Non possiamo, però, soprassedere sulle responsabilità di chi ha permesso che si arrivasse a bloccare il sistema di gestione: le conseguenze sono disagi per i cittadini, immagini di cassonetti ricolmi ed un lavoro extra per l’azienda.
Roma Capitale raccoglie i rifiuti e li trasferisce negli impianti di trattamento Tmb. Da qui, non possono partire i camion di rifiuti trattati perché la Regione non ha previsto impianti sufficienti e, addirittura, non autorizza l’incremento della capienza di quelli esistenti.
Non lo diciamo noi ma il Governo: l’impiantistica del Lazio è sottodimensionata. E, inoltre, dal 2012 la Regione Lazio non ha ancora adottato un nuovo Piano Rifiuti Regionale, né ha approvato la tariffa per lo smaltimento.
Noi i rifiuti li raccogliamo ma non ci permettono di portarli via dalle strade. Renzi dove immagina di portarli? Magari farebbe bene a trasferirli davanti al palazzo della Regione. Piuttosto, intervenga sui suoi uomini e svegli il Pd del Lazio dal torpore nel quale si trova”.


Madia contestata. I lavoratori Aci Informatica: «Il decreto prevede 500 licenziamenti»MA NESSUN TG DICR NIENTE ! DIFFONDIAMO e FACCIAMO ARRIVARE QUESTA NOTIZIA OVUNQUE!

La ministra Marianna Madia contestata durante l’inaugurazione del Forum della pubblica amministrazione: secondo i lavoratori di Aci Informatica «il decreto prevede 500 licenziamenti». Ma la responsabile della Semplificazione, incontrando i rappresentanti sindacali dell’azienda, li ha rassicurati.
Cori e striscioni dei lavoratori di Aci Informatica contro la responsabile della Semplificazione | LaPresse - CorriereTv
Inaugurato questa mattina il Forum della pubblica amministrazione. All’arrivo della ministra Marianna Madia al Roma Convention Center è iniziata la contestazione di un gruppo di dipendenti Aci Informatica, che hanno chiesto rassicurazioni sul prossimo futuro. La responsabile della Semplificazione ha poi incontrato tre delegati sindacali e li ha tranquillizzati sul loro futuro.


++ MAXI BLITZ ++ Numerosi arresti. Arriva anche la conferma: coinvolti anche parlamentari..Massima diffusione

E' di 40 arresti e numerose perquisizioni il bilancio dell'operazione anti 'ndrangheta della Polizia e della Dia che si è svolta in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte e in altre Regioni del nord Italia. Le misure, fa sapere in una nota la procura del Tribunale di Reggio Calabria-Direzione Distrettuale Antimafia, colpiscono "appartenenti ed affiliati alla 'ndrangheta delle cosche reggineRaso - Gullace - Albanese e Parrello - Gagliostro, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società".

E' stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.

Tra gli indagati il deputato Giuseppe Galati, oggi esponente di Ala. Al parlamentare Galati "viene contestata una vicenda relativa a un terreno per agevolare la composizione di alcune tematiche che riguardavano la sospensione dei lavori in un’area vincolata di Roma", fa sapere la procura di Reggio Calabria. La stessa procura aveva avanzato una richiesta di misura cautelare ma il gip ha ritenuto che il quadro indiziario rappresentato non fosse grave, in particolare non era univoco il comportamento posto in essere né l’effettiva accettazione della promessa.

La Dda ha inoltre avanzato una richiesta di arresto per il senatore Antonio Caridi già indagato nell'inchiesta Mamma Santissima, eseguita dai carabinieri del Ros venerdì scorso. Il gip di Reggio Calabria ha tuttavia rigettato la richiesta perché ha sostenuto che l’accusa, sebbene riferibile a una cosca di ‘ndrangheta diversa, riguardasse la stessa contestazione per la quale è già stata ammessa nell’operazione Mamma Santissima. Sulla questione pende ancora la decisione della giunta per le autorizzazioni del Senato.

Nel corso delle indagini, spiega una nota della Dia, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sono stati accertati stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo Valico”.

Sono emersi, continua la nota, contatti con politici locali, regionali e nazionali, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Provinciale Tributaria di Reggio Calabria, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio. E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in alcuni milioni di euro.
fonte; http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/07/19/blitz-contro-ndrangheta-arresti-perquisizioni-tutta-italia-video_AgGbz9Z0AUr5Gx7lVvHfGO.html



ATTENZIONE - DI MAIO LANCIA UN MESSAGGIO IMPORTANTE A TUTTI QUANTI. CONDIVIDETE OVUNQUE

SE NON ELIMINIAMO I CONFLITTI DI INTERESSE NON AVREMO MAI UNA CLASSE POLITICA LIBERA DI POTER FARE IL BENE DEL PROPRIO PAESE.
Ogni tipo di intervento nello Stato o nell’economia presuppone un concetto basilare: chi sta al Governo non deve avere conflitti di interesse che impediscano gli interventi o le modifiche dello Stato al modello economico.
Dobbiamo eliminare ogni forma di conflitto di interesse perché la politica sia libera di agire per il bene del Paese, ovvero scegliere, intuire o studiare la traiettoria di sviluppo dei prossimi 20 anni e iniziare a seguirla.
Quando si interviene su un tema come lo sviluppo economico o il piano industriale di un Paese, non si può ragionare di elezione in elezione. Non si può ragionare 5 anni alla volta: è impossibile."


venerdì 26 maggio 2017

+ + + DIFFONDETELO + + +...."Chi vi dà il diritto di dettar legge al popolo italiano?". Uno straordinario Nigel Farage difende l'Italia dallo strapotere europeo sulle sovranità nazionali.


+ + + DIFFONDETELO + + +...."Chi vi dà il diritto di dettar legge al popolo italiano?". Uno straordinario Nigel Farage difende l'Italia dallo strapotere europeo sulle sovranità nazionali. DIFFONDETE il video!
DOBBIAMO RIPRENDERCI LA NOSTRA SOVRANITA' PERDUTA E lasciata A QUEST'EUROPA DI FINANZA E NON DI POPOLI!!!
ASCOLTATE LE PAROLE DEL LEADER DELL'UKIP Nigel Farage, ALLEATO IN EUROPA COL MoVimento 5 Stelle E FATELE VOSTRE!



FATE GIRARE QUESTO VIDEO... GIORDANO RIVELA TUTTI GLI SCHIFI TRA VITALIZI, ESENZIONI TASSE E ASSEGNI DI FINE MANDATO.... CONDIVIDI SULLA TUA BACHECA!


FATE GIRARE QUESTO VIDEO... GIORDANO RIVELA TUTTI GLI SCHIFI TRA VITALIZI, ESENZIONI TASSE E ASSEGNI DI FINE MANDATO.... CONDIVIDI SULLA TUA BACHECA!




GUARDATE COME QUESTO INDEGNO DI ALFANO, DALL'ALTO DEL SUO 1% A LIVELLO NAZIONALE, SUPPLICA MATTARELLA PUR DI NON ANDARE AL VOTO


GUARDATE COME QUESTO INDEGNO DI ALFANO, DALL'ALTO DEL SUO 1% A LIVELLO NAZIONALE, SUPPLICA MATTARELLA PUR DI NON ANDARE AL VOTO 
QUESTA POLITICA POLITICANTE DEVE ANDARE A CASA!!
SE SIETE D'ACCORDO DIFFONDETE TUTTI!



giovedì 25 maggio 2017

ECCO IL NOME DEL COLLEGA DI MARIA ELENA BOSCHI CHE L'AIUTO' SU BANCA ENTRURIA! GUARDATE DI CHI SI TRATTA!

Qualche sospetto sul suo nome era legittimo averlo già ieri. Sull'"importante membro del governo" che si sarebbe lui pure interessato alle sorti di Banca Etruria, chiedendo a un'altra banca di intervenire nel suo salvataggio. La banca in questione, come scriveva ieri il quotidiano La Stampa, era Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Bper. E infatti, qualche ora dopo, Graziano Del Rio (già sindaco di Reggio Emilia e quindi con sicuri agganci nelle banche della regione) ha ammesse di essere stato lui a rivolgersi l'istituto di credito, che a sua volta aveva confermato contatti con un membro del governo Renzi, smentendo tuttavia di aver ricevuto pressioni a riguardo di un salvataggio di Banca Etruria.
"Avevamo diversi dossier su diverse banche, compreso quello di Etruria" avevano confermato da Bper "ma poi avevamo deciso che non se ne faceva niente". All'epoca dei fatti Graziano Del Rio non era ancora stato nominato al ministero dei Trasporti, ma era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (la stessa casella occupata nel governo Gentiloni da Maria Elena Boschi) e nel suo ruolo era legittimato a interessarsi alle crisi industriali cosiddette "minori", ovvero quelle di non specifica competenza dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Economia e Finanze. Resta comunque il fatto di come, a una crisi industriale appunto "minore" siano stati in molti a interessarsi in quei tempi...
FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12383766/graziano-del-rio-bper-banca-etruria.html

FATE GIRARE QUESTO VIDEO... GIORDANO RIVELA TUTTI GLI SCHIFI TRA VITALIZI, ESENZIONI TASSE E ASSEGNI DI FINE MANDATO.... CONDIVIDI SULLA TUA BACHECA!


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+++ QUESTO LA TV VE LO NASCONDE +++ ENNESIMA PROVA DI COME MATTEO RENZI SIA IL PREMIER ODIATO DALLA GENTE!



Matteo Renzi scappa dal Comune di Treviso passando per l'uscita secondaria mentre la gente gli grida: "Torna a casa", "Buffone", "Condannato" "Assassino". Scappa con la scorta (30 persone) e l'auto blu (ben 5).
CONDIVIDETE OVUNQUE!




BUFERA A LA7 Il pubblico non accetta la disinformazione e difende il M5S scoppia il caos in studio








L'Italia passa dal 73° al 77° posto nella libertà di stampa. Il resoconto annuale di Reporter senza frontiere è impietoso, peggio di noi in Europa solo Cipro, Grecia e Bulgaria. Il Bel Paese continua il suo declino anche nell'era post berlusconiana, perché di fatto in materia di asservimento dei media al poterenulla è cambiato. Anzi, siamo andati peggiorando.
Sicuramente l'invito all'astensionismo all'ultimo referendum sulle trivelle con la conseguente disinformazione dei media mainstream ha giocato il suo ruolo. Facciamo alcuni raccapriccianti esempi: conduttori del servizio pubblico, nei pochi minuti dedicati alla questione referendaria, propagandavanoche si votasse solo in 9 regioni (e di fronte all'errore ribadivano con arroganza le loro false ragioni). Spazi dei TG nazionali a totale appannaggio delle forze di maggioranza. Voci delle opposizioni mandate in onda nella notte per un finto bilanciamento temporale. Sondaggi non favorevoli al Governo mostrati in TV con grafici truccati ad arte per camuffarne il risultato (vedi immagine sopra).

mercoledì 24 maggio 2017

LUIGI DI MAIO STUPENDO! ASCOLTATELO: SVILUPPO ECONOMICO E PIANO INDUSTRIALE




LUIGI DI MAIO STUPENDO! ASCOLTATELO: SVILUPPO ECONOMICO E PIANO INDUSTRIALE


IN QUESTO VIDEO VI MOSTRO QUANTO SIA BUGIARDO MATTEO RENZI! Ogni punto del programma elettorale votato in rete dai cittadini è stato riportato nelle Camere dal m5s in forma di leggi e mozioni. RENZI MENTE IN DIRETTA NAZIONALE SU RAI 1 VERGOGNA ASSOLUTA!


SE PENSI CHE SIA UN BUGIARDO CONDIVIDI IL VIDEO PER MOSTRARLO A TUTTA ITALIA
CONDIVIDI ..

CONSIP, Le accuse e la confessione choc di Romeo: “Le gare sono tutte truccate”

“Io poi non voglio il male di Bigotti. Facesse quello che cazzo vuole! Ma non rumpete o’ cazz a me!”. Qualche mese fa Alfredo Romeo aveva invitato l’imprenditore Carlo Russo nel suo studio per parlare d’affari, e aveva deciso di sfogarsi. Contro i suoi nemici, contro l’ad di Consip Luigi Marroni, contro coloro che lo vorrebbero fuori dai ricchi appalti di Stato.
L’informativa di Carabinieri e Finanza sull’inchiesta che sta terremotando la stazione appaltante e mezzo Partito democratico nasconde stralci di conversazioni che, uniti ad altri documenti riservati, mostrano con evidenza come Romeo (in carcere per la presunta corruzione del dirigente di Consip Marco Gasparri, l’udienza al tribunale del riesame è prevista in giornata) si sentisse davvero accerchiato. Vittima di un presunto “complotto” dei vertici della società di stato che, a suo parere, favorivano sistematicamente le cooperative rosse. E, insieme a loro, le imprese di quello che l’imprenditore di Cesa considera il suo principale avversario: Ezio Bigotti. Un immobiliarista vicino a Denis Verdini e presunto dominus, a detta di Romeo, di un sistema di potere che in Consip riesce a fare da anni il bello e il cattivo tempo.
Non è un caso che, come scriverà L’Espresso nel numero in edicola domenica prossima, gli avvocati di Romeo abbiano inserito come prova regina nella memoria difensiva un esposto della Romeo Gestioni. Spedito a Marroni ad aprile 2016, dunque in tempi non sospetti, e contestualmente al presidente dell’Anac Raffaele Cantone e a quello dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella. Un atto d’accusa durissimo, su cui risulta che sia l’Antitrust che Anac abbiano aperto due distinti procedimenti.
L’esposto viene scritto subito dopo l’esclusione della Romeo Gestioni dalla gara per il “Servizio Luce” per la pubblica amministrazione. Una commessa da ben 967 milioni divisa in otto lotti, due dei quali inizialmente assegnati allo stesso Romeo. Quando a marzo 2016 l’imprenditore napoletano, eliminato dalla tenzone per tre irregolarità di alcune società a lui consorziate, viene a sapere che uno dei due lotti è stato assegnato proprio a Bigotti decide di passare al contrattacco.
“Dalla documentazione risulta che ben 5 lotti di gara su 8 risultano di fatto aggiudicati ad istanze imprenditoriali che vedono la partecipazione sostanziale di aziende del gruppo Sti, presieduto da Ezio Bigotti”, scrive il legale di Romeo. Che segnala pure come i lotti 5 e 7 siano stati aggiudicati alla Conversion& Lighting srl di Bigotti solo perché a novembre 2015 l’arcirivale ha comprato da Manutencoop proprio l’azienda che era arrivata seconda dietro la Romeo, la Smail spa. “La Conversion& Lighting è al 51 per cento controllata dalla Exitone (altra società di Bigotti) e al 49 per cento dal Consorzio stabile energie locali, già aggiudicatario del lotto 2 e che vede tra i propri consorziati la Gestione Integrata srl. Anche questa partecipata per l’85 per cento da Bigotti “, chiosano i legali di Romeo. “Con tale aggiudicazioni un unico centro imprenditoriale si assicura oltre il 76 per cento del complesso delle attività poste in gara. Un risultato ‘incredibile'”.
Per Romeo, la Consip di Marroni protegge dunque “un cartello permanente”, e ipotizza come “partecipazioni “dubbie” già riscontrate in passato” rischiano di turbare altre gare in futuro. In primis il bando miliardario FM4, dove a suo parere esiste una sorta di “desistenza competitiva” tra Bigotti e Cofely (“le due candidature coprano ben 12 lotti senza mai sovrapporsi se non nell’unico marginale caso del lotto 8)”. La risposta di Marroni arriva dopo un mese, ed è altrettanto diretta: o ti rimangi tutto o faremo una querela.
Qualche mese dopo sarà lo stesso amministratore delegato, però, ad ammettere agli investigatori di aver incontrato Bigotti, su richiesta di Verdini, al ristorante “Al Moro”, per parlare proprio delle gare Consip. Fatto che dimostra che forse i sospetti di Romeo sulla forza politica e i legami del contendente non fossero totalmente infondati.
FONTE: http://www.repubblica.it/cronaca/2017/03/22/news/consip_le_accuse_di_romeo_le_gare_sono_tutte_truccate_-161100422/

+++ INDEGNI PIDDINI +++ FATE GIRARE Signori ecco l’esempio pratico del politico di professione che ci prende elegantemente per il culo. GUARDATE COSA DICEVA QUANDO ERA A SEL E SENTITE ORA… CONDIVIDI -> Seguici su NOI SIAMO 5 stelle


+++ INDEGNI PIDDINI +++ FATE GIRARE
Signori ecco l’esempio pratico del politico di professione che ci prende elegantemente per il culo. GUARDATE COSA DICEVA QUANDO ERA A SEL E SENTITE ORA…
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VERGOGNA SENZA FINE: disabile al 100% a 71 anni e le hanno portato via la casa. A Enrica non la aiuta nessuno, AIUTIAMOLA NOI: facciamo girare questo video e facciamolo vedere a tutti gli italiani! Condividi



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ULTIM'ORA CLAMOROSA! CADE IL GOVERNO, PD NEI GUAI!

Forse ci siamo.
Se le indiscrezioni sono confermate finalmente ci saranno nuove elezioni il 24 settembre.
Ma non illudiamoci: la casta non è diventata improvvisamente democratica, anzi se potessero abolirebbero le votazioni. La verità è che il Pd vuole andare al voto quanto prima per bloccare la perdita di consensi ed evitare di approvare la manovra da 40 miliardi voluta da Bruxelles prima delle elezioni. Ed, eventualmente, votare la manovra insieme a Berlusconi quando sarà formato il nuovo governo.
La prima mossa in vista delle elezioni è stata il ritorno al proporzionale, come spiega Paolo Madron su Lettera43:
“Ora è tutto chiaro. Nella nebbia di una legge elettorale su cui fino a ieri sembrava impossibile trovare la quadra ecco che emerge la fatidica soluzione: si torna al proporzionale, sul modello tedesco opportunamente acconciato, cosa che ineluttabilmente prefigura un governo di larghe intese tra Pd e Forza Italia. Insomma, la riedizione di quel patto del Nazareno che, a sentire Berlusconi, naufragò quando Renzi fece di testa sua tradendo l’accordo per l’elezione del capo dello Stato. A sentire l’ex premier, perché il Cav aveva tirato troppo la corda sulla tutela dei suoi affari che quel patto doveva garantire.
URNE APERTE TRA QUATTRO MESI. Conseguenza della ritrovata alleanza è che si voterà a settembre. E se le intenzioni verrannno mantenute con una soglia di sbarramento, il 5%, che estirperà molti dei cespugli che oggi hanno radici in parlamento. A cominciare da Alfano e i suoi, ovvero coloro che dopo lo scisma da Berlusconi con un peso politico esiguo hanno esercitato un potere di interdizione enorme. Ma anche i protagonisti dell’altro scisma, gli ex padroni della ditta che hanno lasciato il Pd, che stando ai sondaggi non passeranno le forche caudine”.
E votando prima dell’approvazione della manovra, Renzi intende indebolire Lega e 5 Stelle:

“Renzi ha capito che farla prima del voto vuol dire vedersene intestata la paternità, fornendo così a grillini e leghisti una formidabile arma di propaganda per una campagna elettorale contro l’Europa matrigna e lontana che vuol comandare in casa nostra. Dunque meglio che sia l’ex premier a farla, e con la più ampia base di consenso possibile (di qui la necessità di imbarcare Berlusconi) con cui aumentare il suo potere negoziale a Bruxelles. Con un presupposto: che dopo questo correre in fretta e furia a elezioni anticipate, per le quali si prefigura una inedita campagna agostana, siano lui e la sua trasversale coalizione a vincere”.